Yamaha TT 600 RE

Nel DNA del fuoristrada

Le novità


Nella storia dell’enduro la Yamaha TT occupa un posto speciale. Considerata per molto tempo una off road “cattiva”, oggi è una dual-sport, ovvero una enduro vecchia maniera, di quelle con cui fare tutto, dalla mulattiera alle vacanze in coppia con bagagli. Dopo E ed R, oggi arriva la versione R-E.

Nello stesso periodo in cui Yamaha presenta la nuovissima XT 660 R che promette di essere la moto totale con buone prestazioni su asfalto e la possibilità di andare in fuoristrada in scioltezza, arriva anche la versione aggiornata della TT 600. Dopo l’allestimento “R” dedicato al fuoristrada impegnativo ma non agonistico, la “sempreverde” TT è oggi “R-E”. In pratica rinuncia in una certa misura alle velleità off-road per diventare più facile e versatile.
L’avviamento è elettrico, le sospensioni più basse (- 50 mm), i pneumatici di primo equipaggiamento semistradali, il copricarter sinistro più grande ed il serbatoio dell’olio più piccolo; sparisce il pedale di avviamento ma compare la batteria ed anche un impianto elettrico più potente; la corona ha i parastrappi ed il monoammortizzatore è privo di serbatoio separato.
Le sovrastrutture sono identiche, così come manubrio e sella, ma cambiano i supporti pedane che determinano una posizione di guida più “seduta”, meno “d’attacco”  per la guida aggressiva in piedi sulle pedane.
E’ un po’ la stessa operazione fatta a metà degli anni Novanta con la TT 600 E. Allora la base di partenza era la TT 600, ora è la TT 600 R ma il risultato è più o meno lo stesso: una moto maggiormente adatta all’uso quotidiano su strade asfaltate.
Il rovescio della medaglia è una moto più pesante di oltre 10 kg (157,4 kg a secco di benzina).
Con il nuovo assetto ribassato la TT 600 RE accentua i difetti della TT 600 R.
Il manubrio è troppo rivolto all’indietro e le pedane sono troppo in avanti oltre che eccessivamente vicine alla sella, di conseguenza passare dalla posizione seduta a quella in piedi ed in questa guidare, diventa faticoso.
Le cose vanno molto meglio su asfalto dove la TT-RE è veramente piacevole e “facile”.
Con la sella più bassa e l’ottimo angolo si sterzo si fanno manovre millimetriche in scioltezza coadiuvati da un motore dolcissimo e con un’erogazione ai bassi veramente godibile, enfatizzata dai parastrappi (assenti sulla “R”) che permettono di riprendere anche da basso numero di giri, sentendo il grosso monocilindrico pulsare tra le mani come le enduro “di una volta”. Con le recenti 450 cc velocissime e strapotenti (anche della stessa Yamaha), è inevitabile considerare “vecchio stile” moto come la TT-RE, ma chi vuole fare sul serio può sempre mettere due gomme tassellate e divertirsi ugualmente perché i limiti della ciclistica appaiono mano a mano che si forza il ritmo, non sono cioè assoluti e preclusivi per questo tipo di utilizzo.
In questo senso è significativo il comportamento delle sospensioni che assorbono benissimo finché non si forza il ritmo ma “rimbalzano” sulle asperità più profonde se si affronta il percorso con piglio sportivo.
Tra l’altro l’avantreno è pesante e nei salti la TT-RE tende ad atterrare con la ruota davanti. La trazione però è ottima ed anche se pesa più della “R”, chi è meno esperto nel fuoristrada preferirà il maggiore peso e la sella bassa alla maggiore leggerezza ma con sella alta.
La TT-RE è comunque una moto completa, godibilissima in qualsiasi condizione. Sulle strade di montagna ricche di curve, anche sullo sconnesso, guizza agilmente senza necessità di usare i rapporti corti. L’impostazione dell’avantreno la rende stabile, anche nei trasferimenti autostradali dove a velocità di crociera (circa 120 km/h) corre via precisa senza ondeggiamenti, consumando anche poco. Il passeggero non sta in poltrona, è pur sempre una enduro ma tutto sommato l’unica cosa che può lamentare è l’altezza eccessiva delle pedane.

La tecnica



La TT 600 RE è una enduro di impostazione tradizionale. Il telaio è un monoculla aperta in tubi di acciaio con telaietto posteriore imbullonato.
Il motore è il classico, resistente e longevo monocilindrico di 595 cc, raffreddato ad aria con distribuzione monoalbero a 4 valvole, cambio a 5 rapporti, frizione multidisco in bagno d’olio (comando a cavo) e lubrificazione a carter secco (con serbatoio olio sotto la sella sul lato sinistro con finestrella per controllo livello). L’alimentazione è a carburatore doppio con diffusore da 30 mm.
La forcella è un’unità a steli tradizionali da 43 mm regolabile nel precarico molla, come il monoammortizzatore che lavora con il sistema Yamaha Monocross progressivo.
I cerchi a raggi sono nelle misure 21 pollici all’anteriore e 18 al posteriore con gomme 90/90 e 130/80.
I freni sono entrambi a disco, da 267 mm davanti, con pinza a 2 pistoncini, da 220 mm dietro con pinza a pistoncino singolo.
Yamaha dichiara 42,2 CV a 6.500 giri; al banco abbiamo rilevato 37,36 CV alla ruota a 6.750 giri. La velocità massima che abbiamo spuntato è stata di 147 km/h.
La TT 600 RE costa 6.090 euro chiavi in mano.

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