Turismo: attraversare la Sicilia lungo la statale 121, Palermo-Catania, un percorso stupendo dimenticato

La statale 121 Palermo - Catania è una vecchia strada in disuso, perché soppiantata dall’autostrada A19, un collegamento molto più rapido. Percorrendo la 121, pare di attraversare un deserto: non passa nemmeno un’auto. L’asfalto è malandato, ma l’itinerario è fattibile con qualsiasi moto. L’abbiamo affrontato con una 125, fra paesini che raccontano storie dell’Antica Grecia.

La strada più bella del mondo

LA STRADA PIÙ BELLA DEL MONDO Viaggiamo attraverso una vallata senza nome attraversata dalla stradina che collega Agira alla stazione ferroviaria di Dittaino, a sud dei siciliani Monti Nebrodi. È un luogo pazzesco, con un panorama strepitoso, lontano dal caos. Un luogo esclusivo per la sua posizione. La stradina è stretta e male tenuta. Agira è un villaggio molto elegante arrampicato su un colle e da lì si può godere la vista sulla vallata. Questo posto ha un solo, grande difetto: da dove si trova non si vede l’Etna. L’Etna è vulcano alto oltre 3.300 metri, che domina solitario una terra ondulata, dove su ogni colle sorge un villaggio che merita un viaggio solo per la chiesa principale. Se si viaggia da Palermo a Catania attraverso la SS121 Catanese, viene da domandarsi se per caso non si stia percorrendo una delle più belle strade del mondo.

La statale 121 con la 125




LA STATLE 121 CON LA 125
Tra Palermo e Catania ci sono circa 200 km di autostrada e già quello è un gran bel viaggio, soprattutto quando si sfila ai piedi di Enna con la piramide dell’Etna di fronte. La nostra fortuna è stata dover affrontare questa tratta con una 125 cc, moto cui è preclusa l’autostrada. Consultando la carta, abbiamo trovato arterie abbastanza veloci, come la tratta iniziale, che sfrutta la superstrada Palermo - Agrigento e quella finale, da Enna a Catania lungo il fiume Dittaino, costeggiato anche dall’autostrada; ma c’era anche una intrigante statale 121, che partiva dalla Palermo-Agrigento e, dopo Enna, prendeva la via delle creste, toccando villaggi di una bellezza spettacolare.

Il cuore della Sicilia sfiora le Madonie




IL CUORE DELLA SICILIA SFIORA LE MADONIE A Bivio Manganaro, al 57° km della Palermo-Agrigento, che già non scherza come paesaggi, inizia la SS121 Catanese. Sfiora Roccapalumbo e Alia e prende subito a salire e scendere da colline sempre più alte. Il tracciato e il fondo stradale invogliano a correre, ma dovete fare attenzione alle infinite frane che provocano non la distruzione della strada, ma il suo parziale sprofondamento. Troverete così, di colpo, un gradino a scendere e uno a salire, magari in piena curva, magari con una crepa. Comunque, siamo nel cuore dell’interno della Sicilia, abbiamo sfiorato le Madonie e ora stiamo puntando verso Enna. Il tracciato è sempre divertente ma è completamente caduto in disuso con la costruzione dell’autostrada. Questo comporta che il traffico sia pari allo zero, ma anche che non vengano segnalate le alternative in caso di frana che interrompe la strada, pertanto ve le dovete cercare con una buona cartina. Quando abbiamo percorso la 121 era interrotta tra Marianopoli e S. Caterina Villarmosa, dalle parti di un valico alto circa 680 metri sul mare chiamato Portella Palermo. La prima volta, all’andata, abbiamo rimediato con una sterrata lunga 20 km presa a naso, per fortuna molto divertente, che passava per un campo da Cross e per il Monte Trabona. Al ritorno, invece,abbiamo preso l’alternativa per la Portella di Recattivo (830 m sul mare), la più pericolosa dal punto di vista dei pezzi di strada che sprofondano all’improvviso.

I fondali di Villarosa




I FONDALI DI VILLAROSA La prima parte di strada è la più selvaggia, ma la più spettacolare inizia dopo essere passati sotto l’autostrada A19 e aver superato Villarosa. Da qui, infatti, si vede l’Etna: uno spettacolo unico al mondo, perché questa montagna isolata ha ai suoi piedi dei “fondali” di teatro che variano man mano ci si avvicina. Enna, Calascibetta, Leonforte, Assoro, Nissoria, Agira e Regalbuto sono tutte città o paesi arroccati in cima alle montagne e visibili da diversi punti, uno davanti all’altro, come dallo spettacolare belvedere del Castello di Enna.

Enna




ENNA
È il più alto capoluogo di provincia d’Italia, ben 950 metri sul mare, ed è impressionante. Occupa la vetta di due montagne con cima piatta. Dal basso, si vedono palazzi moderni affacciarsi sull’orlo dell’abisso: sono casermoni da periferia milanese, ma appollaiati lassù hanno un fascino sinistro, da racconto di fantascienza, soprattutto se vi si arriva di notte. E una volta saliti la sensazione resta: una periferia moderna e squallida in cima a un monte, con panorama sconfinato. Trentamila persone abitano qua, verrebbe da pensare ad altrettanti eremiti. La parte antica è un fitto intrico di vicoli stretti e spesso ripidissimi, in mezzo ai quali si trovano monumenti notevoli, concentrati soprattutto lungo l’asse di via Roma, che la percorre in salita: chiese, teatri, musei, palazzi medioevali e rinascimentali. Insomma, è una città davvero particolare. E di fronte a lei, su una rupe più bassa, sorge il villaggio medioevale di Calascibetta, fortificato e nato apposta come base per assediare Enna.

Leonforte




LEONFORTE Oltre Enna, ignorando le indicazioni della più veloce 192, proseguiamo sulla 121 che perde molto più tempo a salire e scendere sulle creste di queste colline poste a quote montane, gli Erei. Tanto più che non vogliamo arrivare subito a Catania, ma preferiamo avventurarci sui Nebrodi! Lì si trovano il lago di Nicoletti, quindi Leonforte, che la 121 aggira passando a destra della rupe, cui si addossa, a sinistra, l’abitato; vi raccomandiamo di entrare in paese. La cittadina ha una lunga strada in salita che lo sega in due per il lungo. Leonforte non è medioevale: è stata fondata nel 1600, ma il centro è molto rigoroso a livello architettonico.

I Monti Nebrodi




I MONTI NEBRODI Poi tocca ad Agira, spettacolare per le case, tutte chiare, ammassate una sopra l’altra con l’Etna che giganteggia sulla sinistra. Il paese ha origini arabe e si vede. Dalla sua sommità si ha un’altra visione spettacolare: l’abitato di Regalbuto alto, sopra il lago di Pozzillo, e il solito Etna, che vi si specchia. Non andiamo subito a Regalbuto. Siamo in una zona magica e vogliamo centellinarla. A sud di Agira si stacca la stradina di cui parlavamo in apertura, quella che scende a Dittaino, quella che abbiamo definito il luogo ideale. A nord, invece, si trovano i Monti Nebrodi, dove i villaggi son posti ancora più in alto di Enna: raccomandiamo Troina, bellissima, e un salto alla Portella dell’Obolo, a quota 1.500, nel cuore dei Nebrodi.

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