Tunisia: turismo in moto dal dito di Ape Bon a Djerba

Ecco come girare con la moto la Tunisia, partendo dall’Ape Bon un dito di costa proteso nel Mediterraneo, passando per il regno dei Fatimidi e arrivando sull’isola di Djerba.

TUNISIA INASPETTATA

ENFIDA Le autostrade tunisine, molto migliorate ultimamente, sono anche diventate a pagamento, facendo sì che la maggior parte del traffico opti per le strade statali. L’idea è di spingersi a sud non prima di aver visitato Takrouna, un villaggio berbero arroccato su uno sperone roccioso. Si arriva ad Enfida e bisogna trovare la direzione giusta. Arriviamo alla rotonda in paese e prendiamo a sinistra, ma ci accorgiamo immediatamente di aver sbagliato. Il tempo di controllare la carta sulla borsa del serbatoio e ci ritroviamo una Renault 5: è lì, ferma, in mezzo alla strada che cerca di superare il canale di una tubatura che taglia la strada in 2. L’infido asfalto tunisino fa il resto: uno di noi è piombato addosso alla macchina rovinando a terra. La tigre è a terra, ferita e per giunta il nostro uomo si è slogato una caviglia nel tentativo di reggerla! Il capannello di curiosi immediatamente riunitosi pare sia più propenso a dare torto all’autista dell’auto. Obbiettivamente il nostro compagno di viaggio si è distratto solo per un momento. Il ragazzo proprietario dell’auto si chiama Smarù e, gentilissimo, ci mostra la macchina e le luci posteriori di destra completamente distrutte, più qualche graffio alla carrozzeria. Non è un gran danno, ma cortesemente ci fa notare che il tamponatore è il nostro uomo. Decidiamo per rilasciare la denuncia e scopriamo che la procedura è la medesima che in Italia: stazione di polizia, ufficio dell’assicurazione, abbracci, saluti ed in una mezz’oretta siamo nuovamente a cavallo con una freccia nel bauletto.

INCONVENIENTI TECNICI

INCONVENIENTI TECNICI Riprendiamo la marcia accompagnati da un celo plumbeo che non promette niente di buono ed una temperatura che fa sicuramente rimpiangere i 25°C del giorno precedente. Decidiamo di controllare la pressione delle gomme e gonfiarle con il nostro inseparabile compressore. Inseriamo lo spinotto e… niente, il solito, fastidioso borbottio si è trasformato nel silenzio di qualcosa che non funziona. Presto ci accorgeremo che i fili dei contatti sono spariti! Con 2 dinari ed una cooperazione italo-tunisina risolveremo il problema con Hammed, proprietario di un elettrauto nel centro di Hammamet. I suoi dipendenti sono indaffarati, lui non parla italiano, ma la collaborazione è assoluta ed il risultato vincente. Alla fine, partiremo.

ENFIDA

ENFIDA Le autostrade tunisine, molto migliorate ultimamente, sono anche diventate a pagamento, facendo sì che la maggior parte del traffico opti per le strade statali. L’idea è di spingersi a sud non prima di aver visitato Takrouna, un villaggio berbero arroccato su uno sperone roccioso. Si arriva ad Enfida e bisogna trovare la direzione giusta. Arriviamo alla rotonda in paese e prendiamo a sinistra, ma ci accorgiamo immediatamente di aver sbagliato. Il tempo di controllare la carta sulla borsa del serbatoio e ci ritroviamo una Renault 5: è lì, ferma, in mezzo alla strada che cerca di superare il canale di una tubatura che taglia la strada in 2. L’infido asfalto tunisino fa il resto: uno di noi è piombato addosso alla macchina rovinando a terra. La tigre è a terra, ferita e per giunta il nostro uomo si è slogato una caviglia nel tentativo di reggerla! Il capannello di curiosi immediatamente riunitosi pare sia più propenso a dare torto all’autista dell’auto. Obbiettivamente il nostro compagno di viaggio si è distratto solo per un momento. Il ragazzo proprietario dell’auto si chiama Smarù e, gentilissimo, ci mostra la macchina e le luci posteriori di destra completamente distrutte, più qualche graffio alla carrozzeria. Non è un gran danno, ma cortesemente ci fa notare che il tamponatore è il nostro uomo. Decidiamo per rilasciare la denuncia e scopriamo che la procedura è la medesima che in Italia: stazione di polizia, ufficio dell’assicurazione, abbracci, saluti ed in una mezz’oretta siamo nuovamente a cavallo con una freccia nel bauletto.

IL REGNO DEI FATIMIDI

IL REGNO DEI FATIMIDI Nel frattempo ci siamo dimenticati completamente il motivo della visita a Enfida: la fortezza di Takrouna. L’infortunato non ha un gran morale e la caviglia gli fa discretamente male, il tempo di quei giorni ricordava il grigiore di Milano, perciò abbiamo deciso di continuare a seguire la costa cercando spunti fotografici. Ad un lavaggio intensificherermo maggiormente le collaborazioni meccaniche fra Tunisia ed Italia riagganciando la freccia. Attraversiamo una zona antropizzata a macchia di leopardo che avvolge tutta l’area di Sousse e nel tardo pomeriggio arriviamo a Madia. Il piccolo promontorio con le sue case a strapiombo sul mare, oltre ad essere rimasto inalterato nel tempo, è assai suggestivo. Per secoli capitale del regno dei Fatimidi, fu una delle fortezze più formidabili ed inespugnabili del Mediterraneo. Ancora oggi la linea divisoria tra la città vecchia e la nuova è costituita dalla porta chiamata “Skifa el Kahla” (il passaggio buio), ricostruzione cinquecentesca dell’originale che gli spagnoli fecero saltare nel 1500. Rappresentava l’unico ingresso della città, era profonda 10 metri ed era sigillata da una grata di ferro del peso di 8 tonnellate.“Così buio, da incutere spavento agli stranieri, sembrando più un covo di assassini che l’ingresso di una città”, scrissero i cronisti del tempo.

EL JEM E MATMATA

EL JEM E MATMATA Siamo a circa 40 km da El Jem e dal suo straordinario anfiteatro, sicuramente il più spettacolare monumento costruito dai romani in Africa. Una visita è d’obbligo e, prima di raggiungere la destinazione finale dell’isola di Djerba, con le sue spiagge e l’acqua cristallina, deviamo alle case sotterranee di Matmata, altro luogo culto. La strada fino a Medenine è assolutamente spettacolare. Il paesaggio cambia radicalmente, diventa più tormentato. L’arrivo è ormai prossimo.

ISOLA DI DJERBA

ISOLA DI DJERBA È famosa sin dal tempo dei romani che edificarono il terrapieno che ancora oggi la mette in comunicazione con la terraferma. Vanta, a detta di molti, alcune delle spiagge più belle del Mediterraneo, con relativa proliferazione di complessi alberghieri. Fuori stagione è comunque un bel posto dove trascorrere qualche giorno facendo bagni in un mare azzurro, concedendosi camminate sulle sue spiagge bianche e svagando la mente, soprattutto quando da noi l’estate è ancora lontana.

BLOC NOTES

DOCUMENTI

Per l’ingresso nel Paese occorre il passaporto in corso di validità; il visto viene rilasciato in frontiera al momento dell’arrivo. Per quanto riguarda il mezzo occorrono patente, patente internazionale ed assicurazione con carta verde. Importante: per chi guida un veicolo non di proprietà, è necessaria una delega alla guida da parte del proprietario, che è richiesta e controllata attentamente al momento dell’ingresso.

 

VALUTA

La moneta ufficiale è il Dinaro. Per controllare il tasso di cambio più recente consultare il sito www.xe.net/currency. Il costo della benzina è fissato ad un dinaro per litro; spesso si può

pagare con carta di credito.

 

 

LINK

 

ONTT- Organisation National de Tourisme Tunisien: www.tourismtunisia.com.

Condizioni meteo in Tunisia: www.weather.noaa.gov/weather/TN_cc.html

Isole Kerkennah: www.kerkennah.com.

Tunisia on line: www.tunisiaonline.com. In italiano: www.arabialine.sinergie.it/tunisia.

 

TRAGHETTI

3 sono le compagnie che collegano alla Tunisia sono Grimaldi Group e Grimaldi Ferries. La più conveniente è sicuramente la seconda, che in bassa stagione (che si protrae fino al 17 luglio) applica uno sconto del 40% sui biglietti di andata e ritorno. Le partenze (da Civitavecchia, da Salerno e Palermo) sono settimanali: www.grimaldi-ferries.com. La Grandi Navi Veloci fa rotta da Palermo e da Genova: www.gnv.it, e-mail booking@grimaldi.it. La compagnia Medmar Lauro effettua corse da Trapani e ha appena inaugurato la nuova linea da Livorno. www.medmargroup.it/ilgruppo.php.

 

DORMIRE

Ormai le “zone touristique” impazzano un po’ dappertutto, con mega alberghi che, soprattutto fuori stagione, permettono di trovare sistemazioni anche lussuose a prezzi davvero contenuti per i nostri standard. Per chiamare dall’Italia il prefisso internazionale è 00216.

 

Hammamet

“La Residence Hammamet”, in bella posizione, vicino alla spiaggia e a circa 300 m dalla Medina, con prezzi invitanti, tel. 72280406 oppure 72280733, fax 72280396.

 

Mahdia

Se si vuole dormire nel borgo non ci sono tantissime offerte. C’è un ostello della gioventù vicino alla stazione ferroviaria e non troppo distante da quella dei pullman. La zona turistica offre numerose sistemazioni in alberghi internazionali ma è un po’ distante. Una via di mezzo è rappresentata dal “Corniche”, ubicato sull’avenue 7 novembre, praticamente sulla spiaggia ed a meno di un km dalla città vecchia: non aspettatevi granché ma il prezzo è davvero bassissimo, 10 dinari.

 

Matmata

3 alberghi sono stati ricavati dalle abitazioni sotterranee e sono formati da diversi cortili su cui si affacciano le stanze. “Les Berberes”, tel. 75230024, fax 75230097. “Marhala” tel. 75230015, fax 75230109. “Sidi Driss” è il più semplice dei 3 ma qui furono girate alcune scene del fi lm “Guerre Stellari” e gran parte degli allestimenti scenici sono ancora sul posto, tel. 75230005, fax 75230265. C’è poi il “Diar el Barbar”, versione moderna e lussuosa dei primi 3, a circa 1 km dal centro abitato. Rapporto qualità/prezzo interessante (68 dinari la mezza pensione).

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