Test: Kit 3 Be On, in sella al trasfomer ci si diverte

Al Motodromo di Castelletto di Branduzzo (Pavia) abbiamo testato le moto da cross 450 (Honda, KTM, Kawasaki, Suzuki e Yamaha) trasformate in supersportive grazie al Kit 3 della Be On, importato in Italia da Adriano Monti. Pioveva, perciò non abbiamo potuto portare le moto al limite, ma si sono rivelate comunque leggerissime, agili, precise nel prendere la corda e molto divertenti.

Test: kit 3 be on, in sella al trasfomer ci si diverte


Castelletto di Branduzzo (PAVIA) - Al Motodromo abbiamo testato le moto da cross 450 (Honda, KTM, Kawasaki, Suzuki e Yamaha) trasformate in supersportive grazie al Kit 3 della Be On, importato in Italia dal titolare della pista Adriano Monti. Purtroppo le condizioni atmosferiche ci hanno costretto ad un test sul bagnato con gomme rain, perciò non abbiamo potuto spremere le moto ibride portandole al limite, saggiandone fino in fondo le potenzialità.

Una volta in sella non si direbbe mai di essere su una moto da cross, se non fosse per il cannotto di sterzo altissimo che rivela le origini fuoristradistiche del telaio, realizzato per consentire il montaggio del manubrio in posizione rialzata e più vicina al piano di seduta, come si addice ad una on-off. L’ergonomia in sella ha una nota positiva ed una negativa: i semimanubri sono posizionati all’incirca a metà tra la piastre di sterzo superiore e inferiore, per questo, su tutte le moto, costringono il pilota a mantenere una posizione molto (e secondo noi troppo) caricata sull’anteriore, mentre le pedane  sono alte ed arretrate, ben posizionate per lo scopo. Il cambio è invertito come sulle vere moto da corsa. Purtroppo il pedale è molto corto e si fa fatica ad inserire lo stivale sotto ad esso per scalare le marce.

I propulsori rispondono all’apertura del gas senza variare nell’erogazione rispetto a quando spingono la moto in versione on-off spogliata delle carenature e con il manubrio da cross. Ciò che sorprende è l’agilità senza paragoni della moto che, grazie anche al peso ridotto, è rapidissima nel prendere la corda e particolarmente precisa nel mantenere la traiettoria impostata in curva. Il monocilindrico consente di affrontare le curve anche avendo innestato una marcia più alta, grazie alla curva di coppia che è efficace anche con il numero di giri più basso. Abbiamo scelto questo tipo di guida, considerando le condizioni di estremo bagnato, per girare più in sicurezza. Ci siamo comunque divertiti.

I video di MOTOCICLISMO

Guarda tutti i video di MOTOCICLISMO >>
© RIPRODUZIONE RISERVATA