Terremoto in Giappone: aggiornamento sulle conseguenze

Ora la preoccupazione è per le centrali nucleari; ecco un aggiornamento su quanto hanno subìto Honda, Kawasaki, Suzuki e Yamaha. Ricadute anche nel Motomondiale

Terremoto in giappone: aggiornamento sulle conseguenze

Nella foto: l'impianto Honda di Kumamoto in una foto aerea del 2008

 

La situazione in Giappone è ancora critica per le conseguenze del terremoto e dello tsunami che hanno investito il Paese. Ora, dopo una conta tragica di morti e dispersi, la preoccupazione riguarda il rischio nucleare, provocato dall’instabilità di alcuni reattori. Nel frattempo, le aziende sul suolo nipponico cercano di riprendere le proprie attività e, fra loro, anche quelle costruttrici di motociclette. Ecco gli ultimi aggiornamenti.

 

Kawasaki: dopo verifiche accurate, lo stabilimento di Akashi (nei pressi di Kobe) risulta non essere stato coinvolto dalle conseguenze del terremoto. Inoltre, avendo diversi fornitori in tutto il territorio giapponese, si sta approntando un piano per sopperire ai mancati approvvigionamenti di materiali e componenti. La produzione ha mantenuto i target previsti fino al giorno 16 marzo ma ora è risultato necessario uno stop della produzione per tutte le linee eccetto una ieri ed oggi (17 e 18 marzo). Un’altra interruzione si registrerà il prossimo 21 marzo per una festività nazionale.

 

Honda: dopo aver comunicato che veniva interrotta la produzione fino al giorno 20, Honda annuncia oggi che le linee di assemblaggio resteranno ferme fino al 23. Nello specifico della produzione moto, si fa riferimento all’impianto di Kumamoto (Ozu-machi, Kikuchi-gun, Kumamoto). Sulla ripresa della produzione – prevista, quindi, per il 24 – Honda si riserva di prendere eventuali decisioni in merito, in base sia alla capacità delle aziende fornitrici di rispettare gli impegni sia in base alla situazione sociale in Giappone.

 

Yamaha: fra le meno colpite dal sisma,sospende la produzione oggi 18 marzo e poi nel periodo fra il 21 e il 23 negli impianti di Iwata, Hamakita, Morimachi e Nakaze.Le decisioni per l’operatività dal 24 in poi devono ancora essere prese. Inoltre, annuncia che invierà nelle aree più colpite generi di prima assistenza e 139 biciclette con pedalata assistita per fare fronte alla mancanza di combustibili per i veicoli.

 

Suzuki: sospesa la produzione in tutti gli impianti. Si lavorerà solamente nei turni di giorno il 22 e 23 in alcuni impianti e su specifiche produzioni, in base alle necessità. Toyokawa e Takatsuka, quelli motociclistici, il primo sarà attivo mentre nel secondo si ferma l’operatività in quei due giorni. Suzuki Italia ha aperto una sottoscrizione in favore delle popolazioni colpite che sarà versato alla Croce Rossa giapponese. Chi volesse offrire il suo contributo può effettuare un bonifico alle seguenti coordinate: Unicredit, IBAN IT 10 J 02008 01177 000101344037, Intestato a Suzuki Italia S.p.A. – donazione Giappone.

 

Motomondiale: anche la MotoGP e le classi inferiori stanno subendo le conseguenze del terremoto. A partire dalla posticipazione del GP del Giappone al 2 ottobre, fino alla possibilità che possano mancare i ricambi per le moto. “Dovremo gestire al meglio i ricambi che abbiamo. Al momento comunque abbiamo tutto il necessario per il GP del Qatar e per quello di Jerez''. A parlare e' Shuoei Nakamoto, vice presidente della HRC, la Honda Racing Corporation, presente in Qatar per l'inizio del motomondiale 2011.  

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