12 June 2010

Si inaugura Eicma China

Tre giorni, sino a domenica 13 giugno, per l’importante rassegna che presenta il meglio della sterminata produzione cinese. Ci sono anche gli italiani. E pure noi di Motociclismo.

INAUGURAZIONE

di Marco Riccardi

 

Pechino (CINA) 11 giugno 2010 - Eicma China apre oggi a Pechino in un palazzo che unisce l’architettura della Cina tradizionale alla modernità di quella molto europea di oggi: si passa da una costruzione dai tetti a pagoda e dai soffitti a mosaico al vetro e acciaio di un hangar molto vicino a quelli di un Salone di Milano. Fuori una città non più affollata da migliaia di ciclisti ma occupata da tantissime automobili e pochissime moto. Nella Capitale cinese si può andare in moto - in altre 250 principali aree urbane le nostre due ruote sono proibite - sino alla terza delle cinque circonvallazioni che la avvolgono: nelle prime due entrano le auto e tanti mezzi elettrici. Per questo poche moto in giro e tantissime biciclette e scooter che non fanno rumore. È il regno della batteria al piombo e sono quasi trenta milioni le due ruote che le usano, mentre sono venticinque milioni di moto e scooter prodotti nel 2009. Una cifra per noi europei quasi inconcepibile, ma non sono un record: il miglior risultato di sempre è quello del 2008 quando erano un paio di milioni in più i pezzi sfornati dalle tantissime aziende di questo Paese da 1,3 miliardi di abitanti.

Ma ritorniamo al coperto degli stand di Eicma China, la rassegna nata in collaborazione con la società che organizza il Salone di Milano e la CCCM (China Chamber of Commerce for Motorcycle), e scopriamo che, oltre ai cinesi, ci sono anche gli italiani e un paio di giapponesi. Per il nostro Paese espongono Ducati, MV Agusta, Malaguti, Piaggio e poi Nolan, Caberg, Catene regina, Givi, Oxygen, Magneti Marelli, Motoinfinito, Luma, Univer, Ducati Energia. Per il Giappone Suzuki e Yamaha.

 

INAUGURAZIONE

Sontuoso schieramento di personalità per il taglio del nastro di inaugurazione, compreso concerto di banda regolamentare che intonava la marcia di Radetzky di Strauss. Tutti dentro – e gratis per il primo anno, ma c’erano pure i bagarini che vendevano le tessere speciali tipo stampa – per visitare i quattro padiglioni per un totale di 20.000 metri quadri. Ad inaugurare per le autorità cinesi il viceministro del Commercio Jiang Yaoping e per noi Corrado Capelli, presidente di Ancma. 

JIAILING

Nelle foto della gallery:

 

Una tranquillissima 125, che è stata presentata in pompa magna perché il suo motore quattro tempi rispetta la China 3, una normativa antinquinamento più severa della nostra Euro 3. L’inquinamento ambientale è una delle piaghe che il governo cinese ha deciso di debellare ed è sicuro di farcela.

La Jiailing costruisce più di 3 milioni di pezzi e più di 100 modelli con motori fino a 600 cc. Questa 125 è molto semplice , raffreddata ad aria, potenza di 10 CV a 8.500 giri, fa 90 km/h e consuma 2,9 litri ogni 100 km.

 

Con un motore di 600 cc monocilindrico raffreddato a liquido ecco una perfetta moto ambulanza per le zone disastrate. Freno a disco anche per il side e potenza di 32,5 CV e 225 kg di peso.

JANSHE

Si chiama YBF 139 ed è costruito con l’aiuto della Yamaha. E’ un 125 anche in questo caso pensato per il massimo abbattimento delle combustioni nocive. Il motore raffreddato ad aria ha una serie di trattamenti interni per migliorare la scorrevolezza delle parti e generare maggiore coppia massima. Pesa 120 kg ha una potenza vicina ai 10 CV e consuma solo 1,6 litri per 100 km, mentre la velocità massima sfiora i 100 km/h.

LIFAN

Nella gallery potete vedere:

Tante novità per questo che è uno dei più grandi produttori, una azienda che si distingue per la sua qualità e che dedica anche all’assemblaggio delle auto. Nella foto la X600, prototipo di una sportiva quattro cilindri con telaio a doppio trave laterale in acciaio. Dovrebbe entrare in produzione il prossimo anno, ma non si conosce il prezzo.

 

Bello, ecologico, compatto. Ecco un cinquantino quattro tempi ispirato al mondo giapponese e dedicato alle ragazze più alla moda.

 

La vera motopompa. Con motore monocilindrico 150 quattro tempi, quattro valvole raffreddato ad acqua per star fermo per ore senza far fondere il propulsore. Un meccanismo collegato all’albero motore aziona una girante che alimenta un potente getto d’acqua: nella pubblicità che illustra la bontà della LF150, il giardiniere prosciuga un laghetto per far diventare rigoglioso e verde un immenso giardino.

 

LONCIN

Nella gallery:

 

LX150 Spitzer

Sportivina all’ultima moda in fatto di tealio a doppio trave laterale in acciaio e freni a margherita. Il motore è raffreddato ad aria, ha 11 CV a 8.500 giri, cambio a 5 rapporti, ruote da 17 pollici e pesa 125 kg a vuoto e raggiunge i 100 km/h.

 

Rover 250

Motard anche in Cina, lo vuole la moda, e lo stile non è niente male. Motore monocilindrico raffreddato ad aria di 223 cc, potenza 22 CV a 8,000 giri, cambio a 5 rapporti, ruote da 17 pollici (pneumatici da 110/70 ant e 130/70 post). Peso 138 kg e velocità massima 115 km/h.

PIAGGIO ZONGSHEN

Sorprende una moto che ha il logo Piaggio sul serbatoio, ma nasce da un accordo con Zongshen, che per il costruttore italiano realizza scooter e motori. Questa piccola moto, che si chiama BYQ, ha un motore di 144 cc, con potenza di 12,5 cv raffreddamento ad aria, due valvole per la distribuzione e per evidenziare la sportività ha un suo campionato monomarca.

QJIANG

Ha comprato la Benelli alla fine del 2005, ma questa quattro cilindri non ha niente a che fare con le tre cilindri che sono costruite a Pesaro. E’ un prototipo di una agile naked 600 con varie ispirazioni per quanto riguarda il motore dalla produzione giapponese ( a metà strada tra Honda e Kawasaki) e per il telaio dalla struttura mista di tubi e fusioni in lega leggera molto Aprilia. Certo è che dai semplici monocilindrici da 125 di strada se ne è fatta…

WANGYE

Alzi la mano, o clicchi sul mouse, chi non ha riconosciuto nel Maple 50 uno scooter di casa nostra. Ebbene ecco la copia della Vespa LX. Motore a quattro tempi raffreddato ad aria forzata, ruote da 12 pollici, variatore automatico. E’ già in produzione e costa 380 euro!!!

YIYING

Qui siamo di fronte a un vero puzzle di mostruosità scooteristica: un pezzo di Innocenti Lambretta attaccato a forza ad una Vespa PX (il retroscudo) con un cuore Piaggio 250 raffreddato a liquido. Il risultato è un discutibile prototipo, nemmeno rifinito degnamente da Fiera, che è stato esposto per saggiare il consenso del pubblico. Che magari lo giudicherà interessante, perché tutto sommato non è nemmeno brutto.

ZONGSHEN

Nella gallery potete vedere:

 

 

ZS500GS, ovvero la più sportiva delle Zongshen con motore raffreddato a liquido di 500 cc, telaio in tubi di acciaoio, forcellone in lega leggera e forcella a steli rovesciati. Moderna nello stile ecologica nelle emissioni perché rispetta la restrittiva China 3.

 

 

Un cubo nero che nasconde un motore di 5° cc a quattro tempi che si alterna a un motore elettrico. E’ la soluzine ibrida di Zongshen. Nessuna comunicazione su potenza dei due propulsori e nemmeno su quale scooter verrà montato

 

 

La produzione dei motori Zongshen raggiunge la ragguardevole cifra di 3,5 milioni! E uno di questi, anzi questo 250 per una potente enduro è stato progettato in Italia, dall’ingegner Doveri di Pontedera, ma niente a che fare con Piaggio.

 

 

Elegante tre ruote, molto scooter nella parte anteriore. La produzione dei mezzi da lavoro di Zongshen è notevole per varietà di modelli. Questo si chiama LZX110, ha una velocità di 50 km/h, sale su rampe del 11% di pendenza, consuma 2,7 litri per 100 km e ha una massa a pieno carico di 550 kg.

DELLORTO ZONGSHEN

L’ingegner Davide Dell’Orto, della famiglia dei famosissimi carburatori, ci presenta un carburatore, appunto. Era collocato, in bella evidenza e con dovizia di esposizione tecnica, nell’area motori dello stand di Zongshen. Questo carburatore elettronico di Dellorto è una evoluzione di quello presentato dall’azienda di Seregno lo scorso anno al Salone di Milano e presenta la capacità di adattarsi alle emissioni attraverso una gestione degli inquinanti analizzata da una sonda lamba che si interfaccia con il segnale di apertura dell’acceleratore, la pressione nell’air box. Ha il grande vantaggio di costare il 40% in meno di una iniezione elettronica, anche la più semplice

CASE COSTRUTTRICI ITALIANE

Alla rassegna cinese rappresentano l'Italia Ducati e MV Agusta, che espongono le loro moto.

STAND DI MOTOCICLISMO

Nella gallery le foto dello stand di Motociclismo al Salone della moto di Pechino.

I video di MOTOCICLISMO

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