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SBK 2010: A Phillip Island Haslam vince Gara 1 al fotofinish ed è battuto in Gara 2 da Checa

Leon Haslam, con la Suzuki si è aggiudicato la prima manche della SBK in Australia. Carlos Checa, in sella alla Ducati, ha vinto la seconda.

GARA 2

di Silvano Di Giovanni

 

Phillip Island (AUSTRALIA) 28 febbraio 2010 GARA 2 È lo spagnolo Carlos Checa a dare la prima soddisfazione alla Ducati, agguantando, proprio con un ultimo giro da manuale, il gradino più alto del podio in sella alla moto del Team Althea Racing. Secondo posto per la Suzuki di Leon Haslam, che si porta così in testa alla classifica del campionato. Terza piazza per Michel Fabrizio con la Ducati ufficiale.

È stata una corsa simile a Gara 1, ma con qualche leggera differenza, rivelatasi decisiva. Se la musica è stata praticamente la stessa, un gruppetto che si è involato sin dal via, questa volta sono cambiati, o meglio aumentati, i suonatori. Alla combriccola dei quattro, che già avevano condotto Gara 1,  si è aggiunto lo spagnolo Carlos Checa, autore di un’eccellente prestazione. Checa è riuscito a ricongiungersi al gruppetto dei quattro poco dopo metà gara, approfittando delle schermaglie fra Haslam ed il compagno Guintoli. Sorpassi e controsorpassi che hanno rallentato il gruppo di testa e gli hanno permesso di recuperare il distacco accumulato alla partenza: dall'ottava posizione del terzo giro, grazie ad una sequenza di impressionanti di giri veloci, Checa all'undicesimo si era riagganciato alle primissime posizioni. L'errore strategico, soprattutto di Guintoli che ha più volte provato, e ci è anche riuscito, a passare Haslam in fondo al rettifilo del traguardo, col risultato di ostacolarsi a vicenda e di rischiare anche qualcosa di più, è stato fatale. Non ha permesso al duo Suzuki di puntare alla doppietta, che oggi, probabilmente era alla portata dei piloti di Hamamtsu. La loro battaglia intestina non gli ha consentito la fuga e ha permesso il rientro di Checa. L'esperto pilota spagnolo non si è fatto prendere dalla foga, ma sornione, giro dopo giro, ha passato uno dopo l'altro tutti quelli che aveva davanti. Alla staccata del tornante in discesa, a due curve dal termine, ha fatto il suo capolavoro. Lì si era capito che Checa andava fortissimo, Haslam ha provato a resistergli, allargando la traiettoria, ma non c'è stato nulla da fare:  l'affondo dello spagnolo è stato vincente. Non è stato mai della partita Haga, anche se è arrivato incollato ai primi quattro. Dietro a questo gruppo, ancora una volta se le sono date di santa ragione. Il sesto posto di Rea e il tredicesimo di Lanzi al traguardo sono divisi solo da tre secondi e mezzo. Come dire che otto piloti sono arrivati praticamente in volata. E poteva essercene anche un nono, Vermuelen con la Kawasaki, se non fosse caduto nel corso dell'ottavo giro. Anche Gara 2 ha dimostrato una superbike in grande spolvero, con differenze molto contenute fra moto ufficiali e private. Anzi nel caso della Ducati del Team Althea potremmo dire del tutto azzerate. Dal quinto giro in poi tutti i piloti fino al quattordicesimo posto, giravano esattamente negli stessi tempi: 1’33". Lo prova la classifica finale, in cui Lanzi , tredicesimo all'arrivo, ha un distacco contenuto in soli 15 secondi.

È stata una giornata da dimenticare per Biaggi. In Gara 2 , dopo essere rimasto invischiato in partenza, ha abbozzato una rimonta, ma la compagnia di diversi esagitati l'ha portato all'errore al quinto giro ed è finito diciassettesimo. Da quel momento ha recuperato costantemente posizioni, sino all'ottavo posto finale, ma era chiaro che oggi non avrebbe potuto competere col gruppetto dei primi.

GARA 1

di Silvano Di Giovanni

 

Phillip Island (AUSTRALIA) 28 febbraio 2010 GARA 1 È Leon Haslam, ventiseienne pilota inglese, su Suzuki GSX R 1000, il vincitore della prima gara del mondiale Superbike. Dopo aver condotto la corsa dal primo all'ultimo giro, si è giocato la vittoria in volata con Michel Fabrizio (Ducati), che insieme con il compagno di squadra Haga, l'aveva seguito come un ombra per tutte le tornate. E' stato un arrivo al fotofinish, con l'inglese che ha prevalso per soli 4 millesimi di secondo. Terzo Haga a 8 decimi.

La gara ha assunto sin dall'inizio una connotazione ben precisa: subito in fuga Leon Haslam, seguito da Fabrizio e da Haga, autore di una partenza a razzo dalla terza fila. Il terzetto si è  immediatamente portato ad un passo sostenutissimo, sull' 1'32" basso, e per gli altri, che erano tutti sull'1 e 32" alto, non c'è stato niente da fare. Pochi decimi di distacco, ma che inesorabilmente si sono trasformati in quei cinque - sei secondi,  già a metà gara, che hanno messo al riparo i tre da qualsiasi possibile rientro di qualche altro avversario. Alle  spalle del trio di testa si è formato un gruppetto comprendente Rea, Biaggi, in brillante rimonta dopo una partenza difficile, Guintoli, Checa, Smrz e Camier, quest’ultimo fino  al quindicesimo giro quando un lungo lo ha messo fuori dai giochi. Se le sono date di santa ragione per tutta la gara, soprattutto Rea e Biaggi, sino all'epilogo in cui è prevalso il giovane inglese. L'arrivo in volata del gruppetto dei primi è stato invece da cardiopalma. Haslam ha fatto un piccolissimo errore alla staccata del tornantino in discesa, a due curve dalla fine, e Fabrizio gli si è incollato alla ruota. In uscita dall'ultima curva, il romano ha provato a sfruttare tutte le possibilità offerte dalla scia e proprio sul traguardo si è affiancato ad Haslam. In un primo tempo la vittoria sembrava fosse sua, ma, poi, al controllo del fotofinish, è stata riassegnata ad Haslam, arrivato davanti di soli 4 millesimi. Haga non è mai apparso in grado di battersi per la vittoria, ma a suo discapito va detto che era ancora dolorante per la caduta del warm up, avvenuta perché Xaus lo ha tamponato scagliando ancora una volta la sua BMW nella polvere (quarta caduta qui a Phillip Island nei tre giorni di gara). La caduta ha costretto Xaus a rinunciare alla gara.

È stata una giornata nera per la Yamaha, che ha perso per strada tutti e due i piloti, a causa di una caduta. Ha cominciato Toseland al terzo giro, con un volo spaventoso risoltosi senza conseguenze di rilievo, quando occupava la settima posizione. Stessa sorte al sesto giro per Crutchlow, mentre era quinto in lotta con Rea, è scivolato alla curva 5 a bassissima velocità. Al quarto giro, nella stessa curva è finito per terra anche Vermuelen con la Kawasaki. Così, in soli quattro giri, tutti e due i piloti provenienti dalla MotoGP erano già fuori dai giochi.

Gara 1 ha confermato l'eccellente velocità di punta delle Aprilia, mentre va sottolineata la buona, ma passata inosservata prestazione di Byrne, al di là della classifica d'arrivo. Ancora dolorante per la botta delle prove, ha girato per ben oltre la metà della gara negli stessi tempi dei primissimi ed è stato autore di una brillante rimonta in solitario, dopo un lungo avvenuto al terzo giro.

La gara è stata  serratissima, con quattordici piloti racchiusi in 30 secondi di distacco all'arrivo. Di fatto fra il primo e l'ultimo che prende punti parliamo di una differenza media sul giro di circa un secondo, questo a sottolineare l'estrema competitività di tutte le moto in griglia di partenza.

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