di Nicolò Codognola - 28 luglio 2018

SWM Ace of Spades, l'abito inganna

Vestita da "cattiva ragazza", tutta nera e sportiva, questa SWM Ace of Spades conquista con la sua indole tranquilla e fa venir voglia di gite spensierate e scampagnate senza fretta. Migliorabile la guida in città, dove accusa...
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  • 1/21 SWM Aces of Spades

    Come tante special, è difficile inquadrare la SWM Ace of Spades in una categoria ben definita. Vuol fare la café racer, con quelle sospensioni sostenute e super-regolabili e lo scarico che spara ad altezza uomo; ma poi il manubrio alto e ampio, insieme alle gomme tassellate, ti dice che è credibile anche come scrambler. La verniciatura nera opaca - l'unica disponibile - la inquadra quasi nel filone brat style, che però è confutato subito dai tanti componenti ricercati e da "moto grande", come la pinza freno ad attacco radiale e il manubrio a doppia sezione. Classica nel design, è però anche foriera di una tecnologia attuale, che rimane nascosta alla vista (iniezione elettronica, ABS), ma che rende la guida più sicura e soddisfacente. Resta il fatto che questa - proprio l'esemplare in prova, che è una preserie - sia una special. Alcuni dettagli saranno affinati sul modello in commercio. Ma la sostanza - motore e ciclistica - sono quelli definitivi. L'approccio, in questi casi, è sempre delicato. Ci sono componenti che catturano l'attenzione, come la viteria curata e la dotazione pregiata, che ci fanno confidare in un prodotto di alta gamma. Poi però l'occhio cade su alcuni fili e cavi disordinati tra motore e fianchetti, o sul fanale posteriore un po' posticcio, e ci si chiede se sulla moto che vedremo nelle vetrine dei concessionari saranno ancora così o se si porrà rimedio. Per ora ci limitiamo a farlo presente agli uomini SWM: l'azienda è piccola e dinamica, perciò i passaggi tra progettista e catena di montaggio sono limitati. In altre parole: accogliere suggerimenti e trasportarli nella produzione di serie è più facile che altrove. A buon intenditor...

    Posizione in sella azzeccata

    La Ace of Spades ha una personalità variopinta e sfaccettata. Tante anime e realtà convivono addensate in un quintale e mezzo di metallo. Plastica ce n'è poca, su questa SWM. Non basta tutto quel nero opaco a nascondere la qualità dei materiali. In sella si stringe tra le gambe uno snello serbatoio in acciaio. Rispetto a quello "spigoloso" della Gran Milano e della Silver Vase è meno capiente (16,2 contro 22,1 litri) e non svetta per originalità estetica, ma almeno accoglie bene le ginocchia negli svasi. Inoltre è ottimamente raccordato al piano di seduta, che non è troppo alto da mettere in difficoltà i piloti meno dotati in statura. Pedane ben distanziate e avanzate il giusto, insieme ad un manubrio largo come quello di una moto da cross, disegnano un'ergonomia di totale controllo e naturalezza. Il primo approccio alimenta i nostri dubbi sulla natura della Ace of Spades, perché a fronte di una posizione in sella quasi scrambler, la ciclistica sembra da café racer. Mentre si guida nemmeno si fa caso alle gomme tassellate che, su asfalto, hanno una resa ottima: tanto grip e profilo non troppo appuntito per curve pulite, niente a che fare con pneumatici da offroad specialistico. Non fanno scherzi neppure in frenata (ben dosabile e adeguatamente potente): quei tasselli così grossi e rigidi non si deformano e l'ABS raramente è chiamato in gioco.

    Leggera e maneggevole

    Le sospensioni poi, per nulla cedevoli, invitano ad una guida anche aggressiva: anche forzando il ritmo, forcella e ammortizzatori sostengono a dovere e aiutano a disegnare traiettorie precise, restituendo una sensazione di sicurezza e stabilità. Certo il comfort, su asfalto rovinato, dossi e tombini, non è il massimo e, anche lavorando un po' sui registri - sono completamente regolabili - la situazione non migliora molto. Il setting di base è piuttosto sportivo. Le quote generali tuttavia non sono estreme: la Ace of Spades deve essere condotta da roadster, più che da café racer. Ovvero con una guida "rotonda". In questo caso la guida è veramente efficace e godibile. Nel traffico non se la cava male: è leggera e maneggevole. Nelle manovre da fermo o a bassissima andatura, la sella bassa e il manubrio ampio sono perfetti; un po' meno il raggio di sterzo non proprio da commuter urbana, giacché va in battuta molto presto e per chiudere le svolte più strette - magari quando si cerca di sgusciare tra le auto incolonnate - bisogna fare un po' di attenzione.

    In autostrada, facile immaginarlo, la Ace of Spades non si trova proprio a suo agio: con il gas a martello si arriva poco oltre la velocità consentita, accompagnati da un discreto tasso di vibrazioni e frenati da un muro d'aria che preme sul petto. Meglio dunque divagare per strade secondarie, dove le sue doti sono esaltate. Il motore, bicilindrico di 440 cc, con una buona schiena e poco allungo, invoglia a non tirare le marce, ma a tenere la lancetta del contagiri a metà strada tra quota 2.000 (regime a partire dal quale accetta la piena apertura del gas senza sussulti) e 7.000 (oltre non vale la pena insistere: la spinta cala in maniera evidente). La frizione è leggermente brusca nell'attacco e il cambio ha innesti un po' contrastati, ma nulla che intacchi il piacere di guida. Le vibrazioni poi, almeno fino a 6.000 giri/min, sono abbastanza contenute e non inficiano il comfort. Coinvolgente il sound, corposo senza essere fastidioso, emesso dai due silenziatori in acciaio che corrono alti ai lati della moto, esaltandone il carattere da special, ma togliendo spazio alle pedane del passeggero, non montate sull'esemplare in prova. Per il modello di serie, ci promettono in SWM, sono previsti dei collettori più bassi. Anche se è vestita da "cattiva ragazza", tutta nera e sportiva, questa SWM Aces of Spades in realtà conquista con la sua indole tranquilla e fa venir voglia di gite spensierate e scampagnate senza fretta.

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