Guzzi V7: 50 anni e non sentirli

Prova Moto Guzzi V7 III Stone 2017: pregi e difetti della naked classica di Mandello. Con l'ultima versione della Guzzi più venduta, la V7 compie 50 anni: costa meno della V7 II, migliora in alcune finiture, è più performante. Estratto della prova anteprima pubblicata su Motociclismo di febbraio

Lunga vita!

La Moto Guzzi V7 ha 50 anni. Nata nel 1967 (ma mostrata per la prima volta due anni prima), nella sua prima vita è stata un’ammiraglia, una sportiva, una moto di rappresentanza e delle forze dell’ordine, e dal suo ritorno nel 2008 è diventata la Guzzi più venduta in Italia. Col suo cinquantesimo compleanno arriva la versione III, una famiglia di moto che non dimostrano la propria età.
Dei quattro modelli 2017 presentati a Eicma (Stone, Special, Racer e Anniversario: qui la tecnica, le foto, i video), abbiamo avuto la possibilità di provare in anteprima esclusiva la Stone: su Motociclismo di febbraio trovate tutto, compresi i rilevamenti strumentali del Centro Prove; un excursus storico sulla famiglia V7; l’analisi dettagliata delle differenze tecniche, estetiche e prestazionali tra V7 II e V7 III… Ma non potevamo non dare un assaggio della prova qui sul sito (qui le foto: un ringraziamento speciale al concessionario del Gruppo Piaggio Oldrati Moto).

Piccolo è bello

Della Guzzi V7 III piacciono subito le dimensioni. Nel 1967 la descrivevamo come una “macchina di aspetto imponente”, oggi invece è tra le più piccole della categoria. Snella, bassissima di sella e minuta, si lascia gestire senza impegno sia nelle manovre “da fermo” che in movimento, per la gioia dei corti di gamba, delle ragazze e di chiunque sia spaventato dalla mole di molte moto odierne. E comunque riesce a essere piuttosto accogliente. La posizione di guida è caratteristica - sella arretrata per la disposizione del motore e busto proteso di conseguenza - ma piacevole, con una rassicurante sensazione di controllo e coi comandi disposti in modo naturale. Gli unici che si troveranno a disagio sono i piloti più alti di 180 cm, che dovranno viaggiare con le gambe aperte e un po’ rannicchiate, perché gli svasi del serbatoio non sono lunghi abbastanza e le pedane sono un po’ troppo vicine alla sella. 

Non scommettetele contro

Tutti comunque apprezzeranno la disinvoltura con la quale la V7 affronta la strada. Non è leggerissima, anzi è 8 kg più pesante della versione precedente (che era Euro 3). Però è maneggevole e equilibrata, svelta a trovare la traiettoria giusta, sicura nel mantenerla. Nei cambi di direzione si muove come fosse più leggera di quanto non sia in realtà (anche grazie all’albero disposto longitudinalmente. Facile e intuitiva per i piloti alle prime armi o senza velleità sportive, la Stone è anche sincera e precisa per chi non disdegna due pieghe ben fatte. È più divertente di quanto si potrebbe scommettere.

I sapori di una volta

La V7 ha un gusto old-style che scalda il cuore di chi guida, esperto o neofita. Gli innesti del cambio non proprio precisissimi, le vibrazioni in accelerazione e la frenata un po’ spugnosa fanno parte del gioco. In realtà con la V7 ti godi il tuo giro più di quanto faresti con certe naked che al minimo sembrano spente, o peggio, che ricordano uno scooterone. La V7 canta, e quando giochi col gas si muove tra le tue gambe: quando lo fa, ti viene voglia di accarezzare quelle due belle teste che spuntano dal serbatoio…

Migliora (quasi) tutto

Rispetto alla V7 II, alcune finiture di livello superiore donano un aspetto più curato. I due collettori erano molto sottili, ora sono più “maschi”; finalmente ci sono pedane degne di questo nome; bello anche il nuovo tappo del serbatoio a vite in alluminio. E poi, cosa non comune tra le moto di questa fascia di prezzo, c’è un bottone sul blocchetto elettrico per scorrere le voci della strumentazione. Che però ha perso il contagiri. Moto Guzzi ha risparmiato (la Stone “III” costa 500 euro meno della “II”) nella finitura degli scarichi, non più cromati, e nella sella, meno ricercata. Ci sono però molti upgrade forse meno visibili ma importanti per la guida: il controllo di trazione ora è su due livelli; la ciclistica è modificata per ottenere una miglior maneggevolezza e non perdere nulla in stabilità (pure la V7 II era già molto valida sotto questi aspetti); ci sembra migliorata la capacità degli ammortizzatori di assorbire le asperità; cala lo sforzo per azionare la leva della frizione (meno bene la modulabilità).

nuovo motore: Pro e contro

Il motore è Euro 4 ma sul gusto di guida in sostanza equivale all’unità precedente. Piacerà un po’ di più a chi si diverte a tenerlo su di giri, perché la potenza in più - circa 3 CV - arriva dai 3.500 giri in su, ma apparirà un po’ più “vuoto” a chi è solito usare marce lunghe e bassi regimi, perché fino al regime che abbiamo detto ha meno coppia. Su Motociclismo di febbraio tutti i numeri del confronto V7 III-V7 II, il grafico con la comparazione delle curve di coppia e potenza, i rilevamenti in accelerazione, ripresa e velocità; e poi i consumi, la frenata, il peso… Ecco un assaggio.

IDENTIKIT e prestazioni

  • Cilindrata: 744 cc
  • Potenza massima: *45,27 CV
  • Accelerazione 0-400 m: *13,904 s
  • Velocità massima: *179,1 km/h
  • Peso a vuoto: *197,7 kg
*Dati rilevati dal Centro Prove

Prezzi gamma Moto Guzzi V7 III

  • Moto Guzzi V7 III Stone: 8.240 euro c.i.m.*
  • Moto Guzzi V7 III Special: 8.740 euro c.i.m.*  
  • Moto Guzzi V7 III Racer: 11.240 euro c.i.m.*
  • Moto Guzzi V7 III Anniversario: 11.340 euro c.i.m.*
*: il prezzo"chiavi in mano" (c.i.m.) si ottiene aggiungendo al prezzo di listino "franco concessionario" le spese per la messa in strada, che Motociclismo quantifica in 250 euro.
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