Patente: quando scade, come si rinnova e quanto costa

La scadenza della patente varia in base all’età del conducente, ma coincide con il compleanno. Ecco tutte le informazioni e i costi per rinnovare la patente moto (o auto) e cosa si rischia a circolare con il permesso di condurre scaduto
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La patente di guida, per moto o auto che sia (quindi di categoria A o B), non dura in eterno: prima ogni 10 anni e poi con frequenza sempre maggiore in base all’età la si deve rinnovare. Novità interessante (introdotta nel 2012) è la scadenza che coincide con il giorno del compleanno, in modo che sia più facile da ricordare. Ma attenzione: le attuali scadenze non verranno modificate, solo al primo rinnovo dall’entrata in vigore di questa norma sarà applicata la nuova data.

Ogni quanto scade la patente?

La durata della patente viene stabilita dall’età anagrafica:
  • 10 anni per i motociclisti fra i 18 e i 50 anni
  • 5 anni per i motociclisti fra i 51 e 70 anni
  • 3 anni per i motociclisti fra i 71 e 80 anni
  • 2 anni per i motociclisti con più di 80 anni
Solo le patenti AM, A1, A2, A, B1, B e BE, con durata non limitata, scadono al compleanno. Questa disposizione non si applica alle patenti C e D (C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE), alle CQC (Carta di qualificazione del conducente) ed alle patenti A e B che vengono rinnovate con visita medica effettuata da una Commissione medica locale o da medici ASL specialisti nell’area della diabetologia e delle malattie del ricambio.

Come rinnovare la patente e quanto costa?

Sarà una visita medica a decretare la vostra abilità o meno alla guida ed anche ad imporre eventuali prescrizioni (ad esempio l’obbligo delle lenti). Il primo passaggio per procedere con il rinnovo della patente di guida è quello di effettuare due versamenti da un ufficio postale: uno di 10,20 euro sul C/C 9001 intestato al Dipartimento dei Trasporti Terrestri e uno di 16 euro a titolo di imposta di bollo sul C7C 4028 (in entrambi i casi si trovano i bollettini in posta). Il pagamento dei bollettini può venir effettuato anche online sul Portale dell'Automobilista, previa registrazione.

La visita medica invece si paga direttamente presso la struttura sanitaria. Al momento della visita è necessario portare l’attestazione del versamento dei due bollettini, la patente di guida, la carta d’identità o il passaporto, la tessera sanitaria, due foto formato tessera uguali e certificazioni per eventuali patologie o occhiali da vista nel caso in cui il soggetto ne faccia abitualmente uso. Se la visita ha esito positivo, il medico rilascia all’interessato un documento provvisorio che consente di circolare fino all'arrivo della nuova patente (per un massimo di 60 giorni) e invia telematicamente una comunicazione della conferma di validità al Ministero. È bene sapere che il documento provvisorio è riconosciuto solo in Italia, quindi non è consentito guidare all’estero finché non si entra in possesso della nuova patente. Infine, va aggiunto ai costi l'onorario del medico che effettua la visita, mediamente 30 euro.

Un tempo il Ministero spediva al domicilio dell'interessato un tagliando adesivo che attestava la validità della patente di guida; oggi, invece, non viene più inviato il bollino ma il duplicato della patente con la data di scadenza aggiornata. Dal Ministero dei Trasporti comunicano un periodo generalmente di 3-4 giorni per ricevere la nuova patente a casa, a partire dal giorno in cui è stata effettuata la visita.

Va detto però che se si sceglie l’ASL allora l’intera pratica costerà meno: si spendono 26,20 euro per i due versamenti, ai quali si aggiungono i 6,80 euro per la spedizione della nuova patente e il costo della visita medica: in genere il costo complessivo si aggira tra i 60 e i 90 euro. Se, invece, si sceglie una scuolaguida o un’agenzia di pratiche auto allora il costo per il rinnovo è superiore con una cifra compresa tra i 100 e i 130 euro.

Multe salate con la patente scaduta

E per chi circola con la patente scaduta? In questo caso è previsto il ritiro della patente e una multa che va da 155 a 624 euro, mentre non è prevista la decurtazione dei punti (art. 126 del Codice della Strada). Inoltre, in caso di incidente, l’assicurazione pagherebbe i danni causati a terzi ma potrebbe esercitare il diritto di rivalsa, ovvero chiedere all’assicurato la somma dei danni pagati.

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