Museo Ducati: per il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali è di “interesse storico-culturale”

Il Museo della Ducati di Borgo Panigale (Bologna) e l’archivio storico dell’azienda sono stati inseriti nell’elenco dei "beni archivistici situati nel territorio" dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna, la rappresentanza territoriale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Museo ducati: per il ministero dei beni e delle attività culturali è di “interesse storico-culturale”

Borgo Panigale (BOLOGNA) – Il Museo della Ducati sarà tutelato dallo Stato. La Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna, che rappresenta sul territorio il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha dichiarato che “l’archivio storico e il Museo della Casa motociclistica bolognese hanno un interesse storico e culturale tale da rientrare nell’elenco dei beni archivistici situati nel territorio”, perché “rispondono pienamente ai canoni degli archivi di impresa, caratterizzati da varie tipologie di documenti e prodotti, come ad esempio motori e motoveicoli, che rappresentano un documento dell’attività aziendale”. Una caratteristica che “con il passare del tempo diventa una testimonianza storica”.

Nell’archivio, sono conservati numerosi documenti dell’Ufficio tecnico Ducati. Mentre nelle sale del museo è conservata una collezione di moto e motori che abbracciano tutta la storia della produzione e delle attività sportive del Marchio di Borgo Panigale, a partire dal 1946 sino ad oggi. Il museo e l’archivio sono gestiti e curati dalla Fondazione Ducati, che è presieduta da Gianluigi Mengoli.Il curatore della mostra è Livio Lodi.

Ma prima della storia collegata alla produzione Motociclistica, nel museo, sono raccontate la nascita e l’evoluzione del Marchio Ducati. Una fabbrica che fu fondata il luglio 1926 da Adriano, Bruno e Marcello Cavalieri Ducati, impegnati nella produzione di materiale radioelettrico. Della storia fa parte anche lo stabilimento di Borgo Panigale, che fu realizzato negli anni della Seconda Guerra Mondiale e distrutto poco dopo, il 12 ottobre 1944, da una un bombardamento.

Ci fu quindi la ricostruzione e la fabbrica ripartì nel 1946, sempre sotto la guida dei fratelli Ducati, segnando i primordi di quella che sarebbe stata la successiva e fortunata produzione motociclistica: quell’anno nacque il Cucciolo, il motore ausiliario per biciclette, primo successo della Casa bolognese. Piacque perché era un mezzo efficiente ma a basso costo. Perciò se lo potevano permettere gli italiani colpiti dalla miseria del Dopoguerra.

La storia sportiva cominciò, invece, con l’opera di Giuseppe Montano, che, tra il 1952 al 1968, si impegnò per fare entrare Ducati nel mondo delle corse, sviluppando tecnologie che potessero essere trasferite anche sulle moto di serie. Fu lui a scoprire l’ingegner Fabio Taglioni, inventore di due dei pezzi forti del museo della Casa di Borgo Panigale e della produzione dell’azienda: la distribuzione desmodromica e l’architettura a L del motore bicilindrico. Taglioni diede vita ad una sequenza di eventi e modelli importanti: 1954 la Ducati100 Gran Sport nota come la Marianna, il Giro d’Italia e le gare di fondo come la Milano-Taranto, il 1956 la prima vittoria Ducati internazionale in Svezia con la 125 Gran Prix Desmo. Inoltre, le generazioni di moto da strada con laDucati175 e la Scramblernei primi anni Sessanta che segnò l’ingresso di Ducati nel mercato nord americano.

Sempre nel museo, trova posto il racconto del 1972, quando la Ducati vinse la “200 miglia di Imola” con la 750 Desmo e poi nacque anche un esemplare di serie 750 Super Sport, seguito dalla 900 Super Sport. In sella a quest’ultima Mike Hailwood vinse il Turist Trophy nel 1978.

Nel 1979 fu prodotta la Pantah 500

Negli anni ottanta Ducati fu sotto la gestione di Claudio e Gianfranco Castiglioni, allora proprietari della Cagiva, che acquistarono l’azienda di Borgo Panigale, dando vita alle nuove superbike e alla naked Monster.

Nel 1996 la Costruttrice bolognese fu nuovamente venduta alla Texas Pacific Group, che la quotò in borsa, come Ducati Motor Holding S.p.a. seguì il delisting (il ritiro della quotazione) dalla Borsa di Milano.

Oggi Ducati appartiene alla famiglia Bonomi, che mantiene viva la tradizione industriale dell’azienda di Borgo Panigale, attraverso la presentazione di nuovi prodotti, frutto del lavoro di ricerca e sviluppo fatto dai migliori tecnici italiani. Ne sono un esempio la Multistrada1200, la Diavel e la 1199 Panigale.

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