Motociclista preso a calci da un poliziotto: risarcito con 180.000 dollari

Justin Wilkens, motociclista americano, vince una causa da 180.000 dollari contro un agente di polizia. A pronunciarsi in suo favore è una giuria degli Stati Uniti, che condanna il poliziotto esageratamente severo. Il tutto accade nel 2012, ma la vicenda si è risolta solo adesso. Il video del... fattaccio
 

Meglio non correre troppo, specialmente negli States

3 agosto 2012, il 41enne Justin Wilkens è in sella alla sua Aprilia Tuono e sta viaggiando a velocità sostenuta sulla Crow Road nell’Oregon, Stati Uniti. Fra le molte auto superate, senza saperlo, passa quella dell’agente della polizia di stato Rob Edwards che viaggia su una Camaro in borghese. Ciò che accade da quel momento è incredibile, perché il conducente dell’auto inizia un vero e proprio inseguimento senza perdere di vista il motociclista che, indifferente, continua ad procedere a un ritmo sostenuto. Dopo qualche minuto di caccia, Edwards sperona Wilkens facendolo cadere in prossimità di un semaforo. L’agente scende dall’auto, sfodera la sua pistola e prende a calci il motociclista per poi procedere all’arresto. Se pensate che tutto questo sia eccessivo, sappiate che lo ha pensato anche la giuria che ha dovuto decidere in merito.

L'analisi di quanto accaduto e le dichiarazioni

Malgrado il comportamento del motociclista non sia fra i più corretti, dato che la velocità eccessiva si unisce a una guida incurante delle regole (sorpassa più volte invadendo la corsia anche dove la doppia linea continua lo vieta), il comportamento dell’agente sembra essere decisamente eccessivo. Tutta la scena è stata ripresa dalla telecamera a bordo della Camaro, una prova concreta che la giuria ha utilizzato per le analisi del caso insieme alle testimonianze raccolte. L’auto dell’agente è provvista di lampeggiante rosso-blu, ma la sirena non viene mai accesa durante l’inseguimento; anche la targa dell’auto non è quella comunemente usata dalla polizia, trattandosi di un mezzo senza insegne. Come avvete visto nel filmato, il motociclista si accorge solo in prossimità del semaforo, guardando nello specchietto sinistro, che c’è qualcosa di strano, ma questo non basta a fermare Edwards, che sperona la moto facendolo cadere. In tribunale l’agente ha dichiarato di non essere riuscito ad arrestare l’auto. Secondo la sua versione i freni della Camaro, sotto lo sforzo eccesivo dovuto all’inseguimento, hanno subito un brusco calo di prestazioni non permettendogli di fermarsi in tempo. Una versione smentita dalla perizia di un esperto chiamato alla valutazione sull’impianto frenante. Non appena il motociclista si rialza dalla caduta, il poliziotto, sceso dalla vettura, gli sferra un calcio al petto e gli punta addosso la pistola obbligandolo a mettersi a terra.

Da quanto accaduto il motociclista esce con una clavicola rotta e due costole fratturate. Dopo essere stato arrestato, Wilkens ha esposto un reclamo contro Edwards per uso eccessivo della forza e abuso di potere. La sua denuncia è stata accolta, e una giuria composta da otto persone ha stabilito per l’agente l’obbligo di risarcimento per una cifra che supera i 180.000 dollari: 31.000 per i danni alla moto e per le spese mediche, 100.000 per i danni causati dalle ferite riportate e 50.000 per il danno civile e morale. Il tribunale stabilito, nella sentenza, che durante il suo atto Edwards ha violato i diritti civili di Wilkens. Malgrado quanto accaduto, l’agente Edwards, attualmente, è in servizio da 22 anni ed è stato promosso nel 2015 da tenente a capitano

Queste le parole dell’agente Edwards prima del verdetto:
“Pensavo che Wilkens si fosse accorto di me e che stesse cercando di fuggire, non avevo la sirena accesa ma le luci di marcia erano ben visibili. Le mie azioni sono state in linea con le politiche della Polizia di Stato, dove la procedura è standard e tutti gli agenti sono addestrati per seguire le regole. Pensavo che Wilkens fosse ostile e mi sono accorto solo dopo aver sferrato il calcio che stava rispettando i miei ordini, purtroppo lo avevo già colpito”.

Dopo la decisione della giuria si è invece rifiutato di commentare, ma a seguito del verdetto la Polizia di Stato dell’Oregon ha rilasciato una dichiarazione:
“Siamo delusi dall’esito del processo, le azioni del nostro agente non hanno violato le procedure stabilite in casi come questo. Gli ufficiali hanno pochi secondi per capire, scegliere e intervenire. Le decisioni spesso riguardano questioni di vita o di morte e gli agenti dovrebbero essere esenti dai danni civili”.

Dal Dipartimento di Stato della Giustizia arrivano anche notizie dalla portavoce Kristina Edmunson:
"Rispettiamo la decisione presa dalla giuria ma stiamo valutando se fare ricorso, attualmente non abbiamo ancora stabilito i nostri prossimi passi”.

Wilkens dal canto suo ha invece commentato:
“Sono molto soddisfatto dell’esito del processo. È vero stavo accelerando e viaggiavo a velocità sostenuta, ma quanto è accaduto va ben oltre la normalità degli eventi. Essere speronato e poi preso a calci con una pistola puntata alla tempia è davvero eccessivo. Non mi ero reso conto che si trattasse di un poliziotto ma appena ho realizzato ho seguito le sue istruzioni”.

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