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Max Biaggi: test Ducati MotoGP giorno 2 chiuso in 52"4

Interrotto per pioggia anche il secondo giorno di test del campione romano in sella alla Ducati Pramac. Abbiamo mandato un nostro "esperto" di Mugello a seguirlo curva per curva, e ci ha raccontato come Max ha tenuto il 52" di passo

Max biaggi: test ducati motogp giorno 2 chiuso in 52"4

Dopo la giornata di ieri, chiusa in anticipo a causa della pioggia, Max Biaggi torna in pista al Mugello sulla Ducati del Team Pramac. Una foto (cliccate qui per la gallery) apparsa su Facebook testimonia con quanta attenzione i tecnici di Borgo Panigale ascoltino le indicazioni di Max, segno che, oltre al divertimento del romano, si lavora seriamente. Per il secondo giorno, un meteo clemente scalda le curve del circuito toscano: il Corsaro non perde tempo e, intorno alle 10:00, scende in pista insieme ai piloti Ducati, Andrea Dovizioso, Nicky Hayden, Andrea Iannone e i collaudatori Michele Pirro e Franco Battaini. L’obiettivo è il solito: divertirsi!

LA MATTINA 53", IL POMERIGGIO 52"
Il nostro inviato, che ha studiato Max da diversi punti del tracciato, ha notato la solita guida molto pulita, senza alcun “funambolismo”, ma viziata (soprattutto la mattina) da qualche incertezza in staccata, dove Biaggi sembra poco in sintonia col cambio della GP13: scala molto prima degli altri. Insomma, dopo quasi 8 anni di lontananza, è del tutto naturale che manchi ancora quella confidenza necessaria a domare una MotoGP difficile come la Ducati. L'impressione è confermata dal fatto che Biaggi esce un po' più lento degli altri dalla Bucine e inserisce la sesta marcia dopo gli altri, molto più tardi rispetto alla linea del traguardo, staccando una cinquantina di metri prima di tutti. Anche questa è un'impressione visiva tutta da verificare telemetria alla mano. Insomma, tra freni in carbonio, gomme ed elettronica, tutto è ancora da (ri)scoprire per il Corsaro, che ha comunque mostrato un buon passo: intorno al 53" alto la mattina e al 52"5 il pomeriggio. Poi, verso le 16, quando doveva arrivare la zampata... è arrivata la pioggia.

FINISCE QUI TRA DUCATI E MAX?
Sì, finirà qui. Anche se non è facile, dopo una carriera come quella di Max, decidere di appendere il casco al chiodo, rassegnarsi all'idea che gli altri si giochino il campionato che tu hai dominato fino a ieri. Ma le corse vanno così, e a una certa età, staccata la spina, i ritorni dei fuoriclasse usciti di scena da campioni in carica rischiano (quasi sempre) di rovinare quanto di buono hanno costruito negli anni. Il 52" di Max, confrontato al 48" di Dovizioso e di Hayden quast'oggi, parla chiaro: Biaggi è sceso in pista più che altro per togliersi uno sfizio, ha comunque dato indicazioni tecniche importanti a Ducati, ed è pronto a riconsegnare la moto a Michele Pirro per Barcellona. E' stato bello ritrovarti in pista, Corsaro, e in bocca al lupo per la nuove sfide che verranno.

 

MAX BIAGGI

Sono tornato a vestire i panni del pilota dopo otto mesi. E’ stato bello perché è uno sport che amo, e dopo tanto che non lo facevo, questa è stata un’occasione per guidare una MotoGP. Gli otto anni di assenza li ho sentiti nei primi giri, una MotoGP ha sempre una risposta, una progressione che non esiste nella Superbike. E’ stato bello anche perché con il gruppo di persone che mi è stato assegnato per questo test, c’è stata subito intesa, come quando ho iniziato in Aprilia nel 2009. Un’alchimia positiva, anche se per ora si tratta di un singolo test. Ringrazio comunque la Ducati in primis, e il team Pramac per questa opportunità. Siamo stati particolarmente sfortunati perché di due giorni a disposizione ne abbiamo fatto uno, a causa della pioggia, ma meglio di niente. Non abbiamo fatto danni e ci siamo divertiti!

 

Quindi, Max ha detto "per ora si tratta di un singolo test"...

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