Indian: "La Pursuit è tecnologia, con un design al passo coi tempi"

Insieme a Boguslaw Dawiec, direttore vendite Europa di Indian Motorcycles, abbiamo parlato della maxi cruiser Pursuit, per scoprire perché è nata, qual è la clientela cui si rivolge e se ci saranno nuovi prodotti a breve

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Indian Pursuit

La Pursuit è una touring ma deriva strettamente dalla bagger Challenger: perché avete deciso di cambiare il nome?

Perché vogliamo che la Pursuit occupi una posizione di mercato diversa: è una moto speciale, studiata per il turismo ad ampio raggio, molto potente e altrettanto confortevole. I nomi sono significativi: Challenger è una declinazione più sportiva, può essere adatta a “sfidare” gli altri motociclisti, mentre Pursuit significa avere un obiettivo, uno scopo, un arrivo, e poterlo raggiungere con il massimo comfort”.

Quali sono le differenze tra i clienti della Roadmaster e quelli della Pursuit?

È una domanda difficile, perché la Roadmaster è una moto moderna ma animata da uno spirito leggendario; si rifà alle Indian di una volta e dunque è rivolta a un pubblico più nostalgico, mentre la Pursuit è figlia di un concetto più recente e tecnologico, adatta a persone mediamente più giovani, a qualcuno che cerca qualcosa di unico, con un design al passo coi tempi”.

Quali mercati considerate più importanti e ricettivi per questo nuovo modello?

Il mercato più importante è quello dell’Europa centrale, in particolare quello francese, tedesco e Italiano, dove già ci sono i numeri di vendita importanti anche per le altre granturismo nostre concorrenti. In Italia ci sono grosse potenzialità per moto di questo tipo, considerando il vostro clima che garantisce lunghi mesi di bel tempo e fantastici percorsi per turismo a largo raggio”.

Indian non ha ancora raggiunto numeri di vendita importanti nel mercato italiano: che strategie state attuando per incrementarli? Intendete ampliare la rete commerciale?

La dirigenza di Indian ha fissato come obiettivo primario quello di rafforzare la rete di vendita. Vogliamo a tutti i costi far diventare i nostri dealer i migliori alleati della clientela, questo è fondamentale. Noi sappiamo che Indian ha degli ottimi prodotti ma è altrettanto importante andare incontro alle esigenze dei nostri clienti per soddisfarli fino in fondo e non lasciare nulla al caso e per questo stiamo investendo moltissimo sulla formazione istituendo corsi, gruppi di lavoro e garantendo un supporto continuo ai nostri punti vendita”.

Avete investito molte risorse per essere presenti in diverse categorie di prodotto: è previsto il lancio di nuovi modelli per allargare ulteriormente la gamma?

Risponderò con dei numeri: negli ultimi sette anni abbiamo creato sette piattaforme con diciassette moto diverse. È stato uno sforzo enorme, e quindi in questo momento vorremmo cercare di ottenere i frutti di tutto questo lavoro concentrandoci su questi modelli. Di sicuro, se me lo chiedi personalmente, credo che dovremo pensare a breve a qualche novità, ma per ora cerchiamo stabilità per guadagnare percentuali di mercato nei segmenti in cui siamo attualmente presenti”.

Vedremo mai una Indian elettrica?

L’elettrificazione è uno degli obiettivi a breve termine più importanti per l’industria delle moto, e anche noi abbiamo la nostra strategia, ma in questo momento non posso dire di più”.

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