di Beppe Cucco - 20 marzo 2020

Il Coronavirus fa chiudere i concessionari, gli Euro 4 rimarranno invenduti?

La pandemia di Covid-19, unita all'entrata in vigore dell'Euro 5, potrebbe rendere invendibili decine di migliaia tra moto e scooter Euro 4. A lanciare l’allarme è il Presidente di ANCMA, che chiede l’intervento del governo

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Oltre a limitare gli spostamenti nazionali sull’intero suolo italiano, il decreto “anti-coronavirus” dello scorso 11 marzo ha obbligato alla chiusura numerose non attività “non essenziali”, come bar, ristoranti, negozi non di alimentari… tra di questi anche i concessionari di moto e auto (alcuni restano operativi solo per manutenzione e riparazione). Ciò significa che le vendite si fermeranno per un po’. Inoltre, i mezzi a due ruote quest’anno hanno visto il passaggio dall’Euro 4 all’Euro 5, e a partire dal 1° gennaio del prossimo anno i concessionari non potranno più vendere veicoli con la vecchia omologazione. Capite che per i rivenditori che hanno in magazzino un grande stock di veicoli Euro 4 l'unione dei due fattori potrebbe essere un problema.

A lanciare l’allarme è il Presidente di ANCMA (Associazione Ciclo, Motociclo e Accessori) Paolo Magri: “ïl decreto Conte dello scorso 11 marzo ha sospeso l'attività commerciale dei rivenditori di scooter e motocicli, con la sola eccezione dei servizi accessori di manutenzione e riparazione. L'effetto di questa disposizione – che l'industria ha accolto con senso di responsabilità per contenere gli effetti di una emergenza sanitaria senza precedenti – è il totale blocco delle vendite per un periodo di tempo che, in questa fase, non è possibile determinare.

Il danno per il settore è aggravato dall'infelice concomitanza con la transizione tra le motorizzazioni Euro 4 ed Euro 5, disciplinata dal Regolamento europeo 168/2013: a partire dal 1° gennaio 2021, infatti, non sarà più possibile immatricolare ciclomotori e motocicli Euro 4, salvo quelli ammessi dalle deroghe di fine serie normalmente previste dalle direttive comunitarie per aiutare i costruttori a smaltire gli stock.

La chiusura dei negozi, tuttavia, impedirà la vendita di tutti i veicoli omologati Euro 4, con conseguente anomalo accrescimento degli stock fermi in magazzino: è concreto il rischio che alla fine dell'anno costruttori e dealers si ritroveranno in casa una mole di veicoli che, per legge, non potranno più essere commercializzati”.

Per questo motivo Magri ha chiesto che il governo intervenga sulla faccenda per cercare una soluzione: “È pertanto necessario pensare da subito a soluzioni emergenziali per rispondere a una situazione eccezionale, che potrebbe tradursi nei prossimi mesi in un danno importante per le aziende del settore: in particolare, riteniamo necessario pensare a un rinvio di almeno sei mesi della scadenza delle immatricolazioni Euro 4 e chiediamo quindi al Governo italiano di farsi promotore di questa richiesta anche presso le competenti sedi europee.”

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Paolo Magri 

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