di Beppe Cucco - 06 settembre 2019

Aerodinamica attiva sulla nuova Honda CBR1000RR?

Alcuni disegni di brevetto depositati da Honda ci mostrano le linee di quella che potrebbe essere la nuova CBR1000RR. Aspetto interessante è il sistema di aerodinamica attiva, in grado di muovere le alette

1/6

Il disegno ci mostra un nuovo brevetto Honda per l'aerodinamica attiva

Le voci che una nuova Honda CBR1000RR sia in dirittura di arrivo circolano già da un po’, e si fanno sempre più insistenti… Ora spuntano nuovi disegni di brevetto depositati da Honda, che ci mostrano quello che potrebbe essere il look della moto, ma soprattutto un dettaglio molto curioso: l’aerodinamica attiva.

Un rapido sguardo alle linee della moto ci rivelano che, se questo sarà il look definitivo, il nuovo modello avrà ben poco a che fare con l’attuale versione. Rimane il telaio a doppia trave in alluminio e il motore 4 cilindri in linea (magari a fasatura variabile), ma entrambi sono stati ridisegnati, così come le carene. Le linee, infatti, sembrano più quelle dell’attuale MotoGP RC213V che quelle della CBR1000RR stradale, con la singola, ampia, presa d’aria centrale sul cupolino. All’interno di essa (indicato con il numero 59 nei disegni), si nasconderebbe però il faro, per nasconderlo dalla vista e fare in modo che la versione stradale della moto assomigli il più possibile alla versione utilizzata dai piloti della MotoGP tra i cordoli.

Dai disegni possiamo vedere poi il sistema di aerodinamica attiva. Non le classiche alette esterne, che sempre più spesso vediamo sulle moto sportive, ma due piccoli spoiler per lato in stile biplano nascosti all’interno della carenatura. Un dispositivo simile a quello utilizzato sulla versione iniziale della MotoGP 2018 di Honda. La novità è che mentre il pannello esterno è fisso, le due ali interne sono in grado di cambiare posizione in base alla richiesta o meno di carico aerodinamico.

1/6

Il disegno ci mostra un nuovo brevetto Honda per l'aerodinamica attiva

Le alette sono posizionate con un angolo di attacco che aiuta a deviare l’aria verso l’alto, e quindi a generare un maggior carico aerodinamico per tenere la moto “incollata” al suolo in accelerazione, in frenata o in curva. Ma in rettilineo, dove le alette aperte potrebbero rallentare la velocità massima della moto, le appendici possono essere retratte all’interno della moto, lasciando così l’aria libera di scorrere all’interno della carena. Potrebbe essere dunque che la ali si chiudano solo quando necessario o quando viene selezionata una determinata modalità di guida.

Per muoversi, le alette utilizzano un sistema di cavi e per motivi di sicurezza il sistema è progettato in modo tale che qualsiasi guasto comporti il ​​posizionamento delle alette in posizione "aperta”, massimizzando il carico aerodinamico.

1/6

Il disegno ci mostra un nuovo brevetto Honda per l'aerodinamica attiva

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ultimi articoli