Dakar 2020, quanto costa partecipare?

Motociclismo partecipa alla Dakar con il nostro tester Francesco Catanese. Proprio il Catano ci racconta i retroscena, e i costi, relativi all’iscrizione al rally più duro al mondo

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Dakar 2020: la Yamaha 450 di Francesco Catanese 

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Il giorno che ti svegli e decidi di fare la Dakar hai di fronte una sottile linea rossa che, se attraversata, ti cambia la vita dei mesi a venire fino alla partenza. Tutto comincia con un semplice “click” del mouse di un PC. Vai sul sito dakar.com che, dal 15 maggio al 15 luglio, apre le iscrizioni e osservi un pulsante giallo con scritto “iscriviti”. Lo guardi a lungo e più Dakar hai fatto più lo guardi a lungo, perché sai benissimo cosa diavolo si scatena premendolo. Aspetti il momento in cui la lucidità e la razionalità del cervello sono in stand-by, premi il pulsante e si spalancano le porte dell’Odissea. E della banca, perché la prima cosa da fare è bonificare una cauzione di 4.000 euro.

Ma non basta pagarla per partire. L’organizzazione (ASO) valuta prima il tuo curriculum sportivo. Non devi aver vinto niente, non devi essere un campione. Quello che serve è tanta esperienza perché la gara può diventare drammatica se non si gestiscono bene le forze (fisico), la meccanica (moto) e soprattutto l’aspetto mentale (testa). Se uno di questi tre fattori cede non si arriva alla fine. Per questo la ASO organizza, in giro per il Mondo, alcune gare chiamate Dakar Series propedeutiche alla partecipazione all’evento principale. Quella più nota per noi europei è il Merzouga Rally, una mini Dakar che è una tappa obbligatoria per capire cosa ti può attendere se decidi di partire. Quello che ASO ti chiede è solo di riuscire a terminare una Dakar Series senza penalità (abbandoni di tappa, uscita del percorso per evitare ostacoli, ecc.).

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Verso fine luglio ti arriva una letterina da ASO che ti comunica se sei stato accettato o meno. In caso di rifiuto la cauzione da 4.000 euro viene restituita, ti viene consigliato di fare esperienza in rally di livello mondiale e ti invitano a ricandidarti l’anno dopo. Se invece ti viene confermata l’iscrizione bisogna veramente darsi da fare. Prima di tutto a livello economico nella ricerca del budget (eventuali sponsor) visto che solo l’iscrizione è 16.000 euro. Poi c’è da scegliere con che moto partecipare: si può optare tra una normale enduro modificata con tutto l’occorrente rallyraid (serbatoi maggiorati, strumentazione rally, ecc: tra acquisto e preparazione van via anche 20.000 euro) oppure prendere l’unico prodotto progettato espressamente per la Dakar: la KTM 450 Rally (o la gemella Husqvarna). Frutto dell’enorme knowout di chi ha vinto le ultime 18 edizioni, la moto è lo stato dell’arte della disciplina, ma costa oltre 30.000 euro.

Poi c’è da capire se si vuole correre da privatissimo senza assistenza (Original by Motul), cosa veramente avventurosa e romantica, ma devastante dal punto di vista mentale e fisico, oppure con un’assistenza che ti trasporta i bagagli e ti cura la moto a fine tappa. Soluzione molto costosa (circa 15.000 euro), ma indispensabile per riuscire a dormire la notte e recuperare energie. Da non sottovalutare l’abbigliamento tecnico che deve essere progettato per trasportare molto materiale nelle tasche (integratori, lampada frontale, camelbak, ecc). il costo è molto variabile, ma tra casco, occhiali, stivali, giacca, pantalone, pettorina, ecc possono ballare 2-3.000 euro. Ci sono da considerare anche le spese dovute ai ricambi della moto, i numerosi pneumatici + mousse, i voli, gli alberghi, tutto quello che serve per allenarsi da luglio a dicembre e pure i 7.000 euro per correre un Merzouga Rally.

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Dakar 2020: la Yamaha 450 di Francesco Catanese 

Alla fine la Dakar è un “giochino” che può costare tra i 35 e gli 80.000 euro (si spazia tra un iscritto alla Original che ha già una moto a uno che parte da zero ma vuole l’assistenza) ed è ovvio che è necessario trovare sponsor per abbattere il più possibile le spese che comunque, alla si riescono mai a quantificare precisione. Durante i mesi della preparazione è necessario controllare sul portale della Dakar il dossier che ASO ha aperto nei tuoi confronti e nel quale sono elencate tutte le voci che compongono la tua iscrizione alla corsa: pagamenti (3 rate, una da 4.000 euro e due da 6.000 euro), documenti personali, documenti moto, assistenza, visto, licenza internazionale, visite mediche, ecc.

Sembra una cosa tutto sommato semplice, ma non lo è per niente. Un po’ perché sul sito tutte le voci non sono in italiano, un po’ perché la navigazione non è molto intuitiva. Fortunatamente per i piloti italiani c’è un Angelo Custode che si chiama Orietta Marchetti di Shaula Viaggi di Milano che si occupa di regolarizzare tutta la parte documentale (veramente enorme) che viene richiesta a ciascun pilota oltre ad organizzare tutti i voli e gli alberghi necessari. E quest’anno, con la gara che parte in un Paese fino ad oggi molto chiuso rispetto all’Occidente, i disbrighi doganali e burocratici sono stati a dir poco intensi.

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Francesco Catanese e Claudio Grazia, che fornisce supporto tecnico

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