Caro benzina, “una colossale truffa” secondo il ministro Cingolani

Con un litro di benzina (o gasolio) in vendita a 2,20/2,30 euro stiamo assistendo ad un aumento del prezzo dei carburanti ingiustificato, non esiste motivazione tecnica di questi rialzi. A pensarla così è (anche) il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, secondo cui si tratta di “una colossale truffa che viene dal nervosismo del mercato

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Il prezzo della benzina nelle stazioni di rifornimento è schizzato alle stelle negli ultimi giorni. I prezzi medi odierni (12 marzo) sono compresi tra i 2,2-2,3 euro per litro di carburante (al self service), sia che si parli di benzina sia che si parli di gasolio. Come “giustificazione” per gli aumenti degli ultimi giorni si sta usando il conflitto in corso tra Ucraina e Russia, che ha innalzato il prezzo del barile di petrolio. Il prezzo del singolo litro di carburante però è aumentato a dismisura in confronto all'aumento del barile e soprattutto è aumentato senza una logica apparente rispetto al passato. Oggi il prezzo medio di un barile di petrolio è di 112 dollari. Nel 2008 il prezzo del petrolio al barile era di 145 dollari e all’epoca la benzina costava 1,37 euro e il gasolio 1,34 euro. Ora, quindi, il prezzo del petrolio al barile è di più di 30 dollari inferiore ad allora, ma il prezzo al litro di carburante è di circa 80/90 centesimi in più! Come si spiega, quindi, questo aumento incontrollato? Secondo Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica, si tratta di “una colossale truffa che viene dal nervosismo del mercato

Il ministro, ai microfoni di Sky tg24 ha dichiarato che “Stiamo assistendo ad un aumento del prezzo dei carburanti ingiustificato, non esiste motivazione tecnica di questi rialzi. Il mercato specula, ed è lo stesso motivo per cui ci troviamo la benzina a 2,20 euro/litro, e non so perché. Da un lato le accise, le tasse servono a far funzionare lo stato. Dall’altro il nervosismo che raddoppia o quadruplica, quintuplica, il prezzo di un carburante fa solo arricchire pochi. Io credo che questo vada attaccato per primo. Ora noi faremo la nostra parte, cercheremo di fare del nostro meglio, però qui siamo in presenza di una colossale truffa che viene dal nervosismo del mercato che continuo ironicamente a menzionare, che è fatta alle spese delle imprese e dei cittadini”.

L’Italia” ha continuato il ministro “non può cambiare ora il proprio paesaggio energetico, si impiegherebbe troppo tempo: possiamo però sfruttare al massimo i giacimenti di gas già esistenti. Ciò significa 2,5 miliardi di metri cubi di gas in più che possiamo offrire a prezzo controllato alle pmi energivore. Negli ultimi giorni abbiamo dato in media quasi un miliardo di euro al giorno per l'acquisto di gas, tutta l'Europa alla Russia, forse più del costo della guerra che Putin sta sostenendo. Ed è la dimostrazione evidente che i mercati seguono logiche proprie. Paghiamo errori storici per non aver diversificato la nostra dipendenza energetica".

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Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani

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