Autostrade: rincari fino a oltre l’11%

I motociclisti del centro-nord Italia spenderanno di più dei loro colleghi del sud: da Napoli in giù, infatti, nessun aumento. Una (doppia) beffa per gli utenti delle due ruote, che subiscono l'ennesimo rincaro (al sud, anzi, ci sono tratti privi di pedaggio). E le moto continuano a pagare quanto le auto…

Autostrade: rincari fino a oltre l’11%

Finite le feste, si ricomincia a lavorare. È dura per tutti, ma per qualcuno forse il ritorno al tran-tran quotidiano sarà più amaro che per altri. Stiamo parlando di (quasi) tutti i pendolari della penisola, in particolare di quelli del centro-nord Italia, che in questi giorni inizieranno a fare i conti con i rincari delle autostrade.

 

MILANO-COMO: +11,5%

Il triste record spetta alla A9, dove per percorrere 30 km si spende la bellezza di 3,90 euro. Sul podio salgono poi, nell'ordine, la Strada dei Parchi (A24 e A25) con un +8,28% e Centropadane (88,6 km di autostrade da Piacenza a Brescia e la diramazione Fiorenzuola D’Arda) che tocca quota +8,01%. Un aumento medio, quello accordato dal Governo alle concessionarie autostradali, del 3,9%. A parziale giustificazione Maurizio Lupi, Ministro delle Infrastrutture, ha spiegato su corriere.it che “incrementi lievemente superiori alla media sono stati riconosciuti a quei concessionari impegnati nella realizzazione di opere di rilevante interesse per lo sviluppo del Paese”, e la Lombardia, particolarmente coinvolta dagli aumenti, ha in progetto o costruzione altri 370 km di autostrade (che si aggiungono ai 560 km già esistenti).

 

DALLA CAMPANIA IN GIÙ È UN’ALTRA STORIA

Se il nord della penisola è particolarmente colpito, non si può dire altrettanto del sud. I rincari, infatti, si fermano alla Tangenziale di Napoli (+1,89%), scendendo più in basso le tariffe restano immutate. Anzi, alcuni tratti autostradali nel Mezzogiorno non sono nemmeno soggetti a pedaggio. Insomma, automobilisti e motociclisti dovranno ancora fare i conti (in tutti i sensi) con una spaccatura dell’Italia, anche da questo punto di vista.

 

AUTO O MOTO NON FA DIFFERENZA

E con l’aumento del pedaggio si riaccende anche la diatriba riguardo il trattamento riservato ai motocicli, che non pagano una lira meno rispetto alle auto. E pensare che già nel 1924, decimo anno dalla nascita di Motociclismo, il giornale si occupava di difendere le sorti delle due ruote. All’epoca, dopo la nascita delle prime autostrade in cemento (sempre nel 1924, ad opera dell’Ingegner Piero Puricelli) Motociclismo combatteva perché le motociclette non ne fossero escluse dalla circolazione, chiedendo pari trattamento rispetto alle automobili. Sono passati 90 anni, ma a ben guardare i problemi delle due ruote sono rimasti simili.

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