Yamaha MT-09 Tracer: la fun-crossover

Come va la nuova sport-tourer di Iwata? Dopo l’approfondimento che abbiamo pubblicato sul numero di Motociclismo di gennaio, ecco un commento ricco di dettagli per tutti i nostri web-lettori

Yamaha mt-09 tracer: la fun-crossover

Come probabilmente avrete notato, Motociclismo, quando va alle presentazioni, cerca sempre di raccontarvi in tempo reale le prime sensazioni di guida, per darvi una panoramica di come va la nuova moto prima di qualunque altro blog o sito specializzato. Credeteci, spesso scriviamo letteralmente dalla sella! Giocoforza, per poter essere on-line il prima possibile, il nostro racconto è “leggero”, non particolarmente approfondito, anche se contiene quanto basta per inquadrare le caratteristiche principali della novità (qui tutti i nostri test pubblicati online). I nostri lettori “cartacei” sanno bene che la completezza dell’informazione è il credo che seguiamo per l’articolo che scriviamo sul giornale, dove la descrizione approfondita della dinamica di guida è legata a un inquadramento del mercato, a un’analisi tecnica del modello, a una descrizione degli accessori disponibili e a varie interviste con i progettisti, i designer e vari personaggi di spicco della Casa, per un quadro generale il più possibile ricco e vario. Oggi abbiamo deciso di aggiungere un ulteriore tassello, per dare anche ai nostri web-lettori una panoramica un po’ più approfondita sulle varie novità. Se nelle nostre anteprime in diretta dalle presentazioni, che come è ovvio continueranno a esserci, leggerete di una proposta particolarmente interessante, da oggi in avanti sappiate che nel giro di poco troverete sul sito il nostro supertest, con una descrizione più attenta delle sue caratteristiche. Iniziamo con la Yamaha MT-09 Tracer (di cui comunque sul sito abbiamo già detto molto: presentazione e gallery, test di assaggio e video. Guardate poi quale è stata la foto più cliccata in assoluto nel 2014 su Motociclismo.it…).

 

Yamaha mt-09 tracer: che moto è?

La moto che campeggia sulla copertina di Motociclismo di gennaio 2015 è l’ultima arrivata nel mondo delle crossover di media cilindrata, una delle categorie più ricche di proposte del 2015 (qui una maxi rassegna delle novità). Sono quelle moto con ciclistiche del tutto dedicate alla guida su asfalto ma che hanno posizioni di guida comode, col busto dritto, quasi in stile endurone. Le sue concorrenti sono la Honda Crossrunner, la Triumph Tiger XR, la BMW F 700 GS, le Kawasaki Versys 650 e 1000, e se volgiamo anche la Ducati Hyperstrada e la MV Agusta Stradale 800 (anche se sono un po’ più delle maximotard).

Uno dei suoi punti di forza è il prezzo: costa 9.840 euro indicativi c.i.m. e ha di serie un allestimento ricco: paramani, cavalletto centrale, sella, plexiglass e manubrio regolabili, attacchi per i telaietti delle borse laterali integrati nel codone. Trattandosi di una moto che si presta anche al turismo ha molti accessori dedicati ai viaggi: borse laterali, da serbatoio, top-case, manopole riscaldabili, navigatore satellitare con support. Non mancano poi gli optional per renderla più sportiva, come il silenziatore Akrapovic e vari particolari lavorati a macchina (guardate la gallery).

 

Analisi tecnica: sotto sotto c’è la mt-09 naked

La base dalla quale nasce la Tracer è la naked MT-09, una delle nude più apprezzate del 2014: guardate i dati di vendita. il motore è un tre cilindri in linea di circa 850 cc (847 per la precisione), con gestione del gas full r-b-w, ovvero senza collegamento diretto tra la manopola del gas e le valvole a farfalla. Questo permette alla moto di avere tre mappature di erogazione, dolce, normale e sportiva, e un controllo di trazione (disattivabile) evoluto, ovvero preciso negli interventi e poco invasivo durante la guida. Tra le dotazioni elettroniche di serie anche l’ABS. Il telaio è del tipo a diamante ed è realizzato in lega leggera, così come il forcellone. Rispetto alla MT-09 il telaietto posteriore è più robusto, per sopportare carichi maggiori, e il serbatoio è più grosso, passa da 14 a 18 litri. Sono nove anche la semicarenatura con plexiglass regolabile manualmente e la sella sdoppiata, resa più comoda sia per il pilota che per il passeggero. Le sospensioni sono le medesime della naked ma hanno una taratura dedicata. Come “numeri”, la Tracer è accreditata di 115 CV, 87,5 Nm e 210 kg in ordine di marcia.

 

LA GUIDA: TRA LE CURVE

Nel titolo di questo articolo abbiamo definito la Tracer una “fun-crossover”, e chiaramente questo è motivato dal suo essere super divertente quando c’è da affrontare una bella strada guidata. Da un lato, il suo motore ha tutto quello che serve per piacere anche ai polsi più esperti. Ad una grande trattabilità e ad una piacevole dolcezza sposa una coinvolgente grinta ad ogni apertura decisa del gas. Riprende giri con vigore già dai regimi più bassi, e ai medi e agli alti mette a disposizione del pilota una spinta intensa, da vera sportiva, che le permette di divorare in fretta qualunque rettilineo e che non fa rimpiangere una cilindrata maggiore. Dall’altro lato, la sua ciclistica è davvero agile, maneggevole… in una parola gustosa. La Tracer è rapidissima a scendere in piega e a cambiare direzione, tanto da dare l’impressione di guidare una moto davvero leggera, ancora più di quanto dichiarato dalla Casa. Il misto stretto è il suo pane, ma allo stesso modo riesce a piacer anche dove le curve si fanno più veloci. Una volta in piega, il manubrio rimane ben saldo tra le mani e lei segue con decisione la traiettoria impostata, ben capace di copiare e nascondere anche eventuali imperfezioni. Solo i piloti più esperti e sportivi potranno notare che nella guida più “cattiva” le sospensioni hanno una taratura abbastanza morbida, ma nel 99% dei casi, l’unica cosa che balza all’occhio è quanto sia divertente.

 

LA GUIDA: IN VIAGGIO

Non dimentichiamo che la Tracer è anche una moto che promette un buon comfort di viaggio. E mantiene le promesse. La posizione di guida è comoda, con spazio a disposizione per braccia e gambe, che anche dopo parecchi chilometri non sono affaticate, così come il fondoschiena, grazie ad una sella accogliente. La protezione dall’aria è buona, in particolare col plexiglass regolato alla massima altezza, e grazie anche ai paramani di serie, piuttosto estesi. A 130 km/h si viaggia in scioltezza, tanto che spesso ci si ritrova a velocità superiore senza accorgersene. Contribuisce al comfort di viaggio un tasso di vibrazioni molto contenuto: la presenza del tre cilindri si fa notare solo nelle forti accelerazioni, mentre a velocità costante è pressoché inavvertibile. 

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