Aprilia Tuono V4 R: test su strada

Dopo averla strapazzata in pista ad Adria, ora abbiamo provato la nuova Tuono sulle curve dell'entroterra di Valencia. Oltre 100 foto nella galleria

Aprilia tuono v4 r: test su strada

L’Aprilia Tuono V4R sul circuito di Valencia ha confermato tutte le sorprendenti doti di guida già assaporate ad Adria nell'anteprima presente sul numero di aprile (di cui vi abbiamo dato un’anticipazione qui sul sito). In questa occasione l'abbiamo provata anche in strada nell'entroterra valenciano.

 

La Aprilia Tuono V4 R su stradaIl motore straripante e l'ottima agilità sono gli aspetti dinamici che più restano impressi. Il quattro cilindri a V di 65° risulta regolare dai 3000 giri fino all’intervento del limitatore. La mappa Sport rende l'erogazione più modulabile senza togliere nemmeno un CV ai 167 dichiarati. Il comparto freni non é da meno: potente ma allo stesso tempo modulabile, non ha mai manifestato fading durante la prova. La ciclistica e il telaio, rivisti rispetto alla RSV4, rendono la moto molto svelta nei “pif-paf” del misto stretto. L’anteriore regala una grande fiducia e permette di correggere anche piccoli errori di traiettoria pizzicando il freno anteriore senza alcun effetto auto raddrizzante. Nota di demerito invece al setting di serie delle sospensioni che è risultato molto rigido e poco preciso nel copiare le asperità che si possono trovare nell’utilizzo stradale del mezzo. Certamente con qualche clic in meno di idraulica il comportamento dinamico su percorsi dissestati migliorerebbe diventando più prevedibile.

 

In ogni contesto, la sicurezza è comunque assicurata dall’elettronica dell'APRC (optional a 2.000 euro) composta da Traction Control, Launch Control, Cambio Elettronico e Wheelie Control. In ogni momento, anche durante la guida, si può regolare il controllo di trazione con due comodi pulsanti (più e meno) sotto il blocchetto sinistro sul manubrio e cambiare la mappatura (Track, Sport o Road) tenendo il gas chiuso e premendo l’avviamento per due volte.

 

La sella é "sportiva" quanto la Tuono: sufficientemente larga ma con una imbottitura scarsa. Molto simile l’ospitalità per il passeggero. In compenso la posizione del pilota pare ben studiata: braccia appena piegate per avere il giusto controllo e pedane leggermente alte per caricare il peso nei tratti più sportivi. La protezione aerodinamica è appena sufficiente. L’aria inizia a premere sul casco superati i 130km/h. D’altra parte però questo aspetto passa in secondo piano se consideriamo che siamo davvero in sella a una “superbike naked”.

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