Occhio al tarocco!

Accessori per moto contraffatti: inchiesta sulle copie spudorate di prodotti di noti marchi italiani, tutto made in… estremo oriente e acquistabile in rete. Scarichi, specchi, manopole, caschi, freni… Cosa succede comprando e montando questi articoli “fake”? Come riconoscerli? Sono pericolosi?
1/10 Casco Shoei contraffatto acquistabile (a proprio rischio) su AliExpress alla "modica" cifra di 90 euro. Cioè... Uno Shoei a 90 euro! Come fa qualcuno a pensare di aver comprato un originale?

Faccia a faccia

Nella foto sopra (la prima della gallery), sulla sinistra, un confronto tra componenti originali e contraffatti. La foto illustra bene l’inchiesta che abbiamo pubblicato su Motociclismo di febbraio, in cui abbiamo analizzato una… rappresentanza dei vari prodotti contraffatti che si possono trovare in rete in tema di accessori per moto. Lo scarico della foto, ad esempio, è una versione taroccatissima del modello SC-Project CR-T, che nella versione originale è in titanio, pesa molto meno, è realizzato in maniera decisamente più raffinata, ha dettagli molto ma molto più curati e, dulcis in fundo, ha un’’attenzione notevolmente più spiccata alla sicurezza di chi maneggia e usa il prodotto.

copie spudorate

Che dall’estremo oriente arrivino enormi quantità di prodotti contraffatti è arcinoto. Molte cose è possibile trovarle anche nei bazar delle Chinatown delle città italiane. Ma da qualche mese l’invasione coinvolge pesantemente anche il nostro settore, così abbiamo deciso di procurarci qualcuno di questi falsi per analizzarli con attenzione. Alcuni prodotti sono copie spudorate, con tanto di marchi contraffatti e finti loghi CE. Altri sono identici in tutto e per tutto, ma sfoggiano fantasiose denominazioni. Per prima cosa diciamo che acquistare prodotti contraffatti è illegale, oltre che dannoso per l’economia italiana (abbiamo scelto componentistica copiata dal Made in Italy) e spesso può essere molto più pericoloso di quanto non possa sembrare in apparenza. Soprattutto nel caso l’utilizzatore finale non sappia che il pezzo che è stato montato sulla sua moto o scooter sia un “fake”. 
Uno dei canali primari di vendita di questi falsi, sicuramente non l’unico, è il portale di acquisti on line AliExpress, la versione per la vendita al dettaglio del colosso cinese AliBaba. I produttori italiani ed europei al momento sono impotenti di fronte a questa invasione, le aziende in questione (non necessariamente cinesi) durano lo spazio di un mattino e far loro causa è impresa estremamente costosa e praticamente inutile. Tra l’altro, comprensibilmente, alcune nostre aziende non amano essere associate all’idea di contraffazione, quindi tendono quantomeno a minimizzare il problema, salvo poi pubblicare sulle proprie pagine Facebook appelli a non acquistare prodotti falsi. 

Problemi anche per la sicurezza

Il colosso degli impianti frenanti Brembo ci aveva fatto sapere che il problema degli impianti contraffati non riguardava l’Europa, ma solamente l’estremo oriente. Il sito AliExpress, tuttavia, mostra la provenienza degli acquirenti. Bene, numerose pinze per freni Brembo contraffatte sono state vendute in Europa e negli Stati Uniti, almeno così dichiara il sito. È evidente (speriamo…) che un motociclista attento non monterebbe mai sulla propria supersportiva una pinza fasulla. Ma un rivenditore senza scrupoli per lo scooter di un ragazzino squattrinato? Altri componenti possono, in apparenza, essere più innocui, ma chi garantisce che la gomma utilizzata per le manopole contraffatte sia priva di metalli pesanti o sostanze cancerogene? O che lo specchio apparentemente identico a quello di marca non perda la filettatura in poche decine di chilometri fino a staccarsi, con comprensibili pericoli per noi e per chi segue?
 
Nel servizio che trovate su Motociclismo di febbraio, analizziamo le differenze tra vari prodotti originali e contraffatti, come uno scarico SC-Project; manopole Ariete, componenti Rizoma (non solo estetici ma anche importanti per la sicurezza, come il Proguard o un serbatoio per il liquido freni). Ma intanto ci stiamo attrezzando per continuare l’inchiesta con altri prodotti acquistabili da chiunque online. A proposito, guardate le chicche che abbiamo scovato con una ricerca nemmeno troppo approfondita…

AKRAPOVIC DA 20 EURO? Brembo DA 33 EURO? LEOVINCE DA 70? SHOEI DA 90?

Alcuni espedienti  utilizzati per non apparire come contraffattori sembrano assolutamente infantili: sul sito cinese di e-commerce AliExpress compare un freno dal marchio "curioso", ma basta riflettere l'immagine per accorgersi di cosa c'è scritto sul componente. Con un programma di disegno sono state malamente cancellate la B e la R, ma il font è evidentemente quello usato nel marchio Brembo. Il venditore di scarichi "Yoshimura Akrapovic" spiega in una pagina interna che gli adesivi (oscurati con un programma di fotoritocco) sono nascosti all'interno dello scarico. Sempre su AliExpress, abbiamo trovato uno scarico simil LeoVince per  70 euro, quando il solo silenziatore originale ne costa circa 180. Infine, ecco un casco marchiato Shoei in vendita a 95 dollari (poco più di 88 euro al cambio attuale). 

"IL VENDITORE RISCHIA FINO A 8 ANNI DI RECLUSIONE"

Intervista al Colonnello Giuseppe Pastorelli - Guardia di Finanza (nella foto)
 
A quali rischi va incontro l’acquirente (consapevole o inconsapevole)?
Anche sapendo di acquistare un prodotto contraffatto, il consumatore non compie mai reato (va dimostrato che l’acquisto è avvenuto per uso personale). Resta la sanzione amministrativa (fino a 7.000 euro).
 
E il venditore di tali prodotti cosa rischia?
Siamo nel penale: si può arrivare a otto anni di reclusione (ricettazione) e 35.000 euro di sanzione (Introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi).  Il Codice del Consumo, infine, all’articolo 112, per chi immette sul mercato prodotti pericolosi prevede l’arresto fino a un anno e l’ammenda fino a 50.000 euro.
 
Quali sono le responsabilità di siti come AliExpress, che fungono da piattaforme commerciali oriente-occidente?
Eventuali responsabilità possono solo essere attribuite all’esito di un'indagine penale. Nel commercio internazionale vi è anche il problema dell’armonizzazione delle norme che non trovano sempre facile applicazione a livello mondiale. Comunque, a seguito di una recente decisione dell’Antitrust, in un’operazione della GdF, sono stati oscurati 174 siti che reclamizzavano merce contraffatta.
 
Quali consigli di prudenza offre la GdF a chi acquista on line?
Il canale di approvvigionamento e il prezzo possono, di per sé, già consentire all’acquirente di valutare l’originalità o meno del prodotto. Anche le modalità di pagamento sono fondamentali: è consigliabile usare moneta “tracciabile” sì da dimostrarne il pagamento. Laddove l’acquirente abbia, comunque, il ragionevole dubbio di aver inconsapevolmente comprato un prodotto non originale, potrà segnalarci il fatto per denunziare l’accaduto. 

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