Una KTM Duke 640 diventa una scrambler low cost

Come si vede ai saloni e su internet, le monocilindriche stanno vivendo una seconda giovinezza sotto forma di special. Innanzitutto quelle anni 80, ma non mancano esempi su base più moderna. Come la Duke di Claudio Micci

Una ktm duke 640 diventa una scrambler low cost

L’ultima tendenza, in fatto di personalizzazioni, sembra quella di recuperare le monocilindriche anni Ottanta e farne agili scrambler, combattive motard, semplici café racer. La solidità dei motori (generalmente Honda Dominator o XR, Yamaha XT e Suzuki DR), e le ciclistiche rustiche ed essenziali ne fanno ottime basi per elaborazioni caserecce come per quelle di alto livello, come la Tao  e la Cupa di OCGarage , la Headbanger Satèn, la Chemical 550 di Garage Italiano. Il Motor Bike Expo dello scorso gennaio ci ha fornito molti esempi (cliccate qui). Ma alcune proposte ci sono arrivate anche dai nostri lettori. Come questa, un po’ fuori dalle righe, di Claudio Micci.

LA BASE CHE NON TI ASPETTI
L’originalità risiede, prima di tutto, nella scelta della base, una KTM, precisamente una Duke 640 del 2004. Non si vedono tanti monocilindrici austriaci passati sotto le mani dei tuner. Per questo ci piace l’idea che qualcuno abbia voluto “rinfrescare” la propria mono in chiave urban tracker partendo dal 640 cc raffreddato a liquido. Insieme a lei Claudio ha macinato più di 50.000 km, ricavandone grandi soddisfazioni. Ma dopo sei anni, quando in garage arrivano una 990 SuperDuke e poi una 690 SMC, il nostro Claudio non se la sente di separarsi dalla compagna di mille avventure. Così nasce l’idea di customizzarla (cliccate qui per vedere il risultato nella gallery).

PEZZI DI RECUPERO E… SEGHETTO, LIMA, TRAPANO
Il primo passo è la mostra scambio di Novegro (MI) dove vengono recuperati il serbatoio (proveniente da una Motobi, ) ed il parafango posteriore (di una vecchia Husqvarna da cross). Il faro anteriore è acquistato su internet. Con questi pochi pezzi e tanta fantasia, inizia la lavorazione. Facile a dirsi,  ma Claudio si rende ben presto conto, smontando la moto, che ci sono alcuni problemi. Innanzitutto c’è bisogno di un nuovo telaietto posteriore.  E poi il serbatoio è da modificare, se si vuole calzarlo sul telaio della Duke. Con l’aiuto del suocero e di una saldatrice TIG, questi ostacoli sono presto superati. Rimane in sospeso un’altra questione: dove nascondere l’impianto elettrico? Tutti i cablaggi sono stipati nel cupolino, mentre sotto i fianchetti (fatti in casa con una lastra d’alluminio) viene riposizionata la batteria. Il bello di questa special è che è fatta tutta a mano con attrezzi semplici: seghetto, lima, trapano… Anche la sella è opera di Claudio e poi rivestita da Race Seats.

LIVREA AZZECCATISSIMA
Nota di pregio: la verniciatura. L’idea iniziale di colori vivaci come blu, bianco e rosso è accantonata (cliccate qui per vedere le iniziali idee di Claudio sulla verniciatura). Per fortuna, aggiungiamo noi, perché il classico bianco e nero è elegante e intramontabile. E poi, la linea orizzontale del serbatoio, con la parte inferiore nera, ne “nasconde” le effettive dimensioni, snellendo la vista d’insieme.

PIÙ FANTASIA CHE EURO
Lasciamo la parola a Claudio per le ultime note. “Una parte molto divertente di questa avventura è stata ricercare e reperire i vari pezzi su internet (frecce, fanalino, terminale, tachimetro, manopole, viti in ergal, ecc.), peccato solo per le spese di spedizione. Per quanto riguarda le ore di lavoro totali non saprei esattezza, credo 2-300. Almeno questo mi ha detto la mia compagna Jennifer, che ho un po’ trascurato… Per arrivare a questo punto della modifica ho speso tra gli 800 ed i 1000 euro, per finirla come vorrei io e cioè con un radiatore su misura ed anche uno scarico, ce ne vorrebbero almeno altri 1000-1500.  Per ora va bene così”.                                        

È proprio vero: a volte non servono tanti soldi per fare una bella special, ma tanta fantasia, buon gusto e passione.

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