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Top of the week: le malefatte della Forestale

L’articolo più letto della settimana è quello dove si descrive il comportamento del tutto incoerente di un esponente del Corpo Forestale dello Stato: guida “sportiva” sul passo della Calla.

Top of the week: le malefatte della forestale

Partiamo col dire che il “top of the week” di settimana scorsa (le special su base BMW K75 e K100) è stato molto apprezzato anche negli ultimi 7 giorni. Bene hanno fatto anche la gamma 2014 Harley-Davidson e la nostra prova della nuova Electra Glide Ultra Limited. Ma i motociclisti hanno particolarmente gradito (diciamo così, in realtà c’è stata parecchia indignazione…) il nostro articolo tra cronaca e denuncia con il video del “Forestale” beccato a violare ripetutamente il Codice della Strada mentre guida un mezzo d’ordinanza al passo della Calla (AR).

 

LA FORESTALE NON SI BATTE

Cliccate qui per rileggere l’articolo e rivedere il video. Intanto, qualche giorno doopo la pubblicazione del video, è arrivata la risposta del comandante provinciale di Arezzo, Claudio D’Amico. La riportiamo senza tagli o modifiche.

 

Ho visionato su Youtube il filmato “Come guida la Forestale alla Calla”. Le immagini sono eloquenti e non è mio costume negare l’evidenza. Messa da parte l’amarezza, posso fare solo qualche semplice considerazione. La prima è che il titolo appropriato del video avrebbe dovuto essere “Come guida un Forestale alla Calla”, senza accomunare l’Istituzione nel suo complesso nella comprensibile ridda di commenti irridenti, per la “leggerezza” di un suo appartenente. Questi avrà modo di riflettere su quale responsabilità comporti indossare una divisa e rappresentare, col personale comportamento quotidiano, la coerenza ai doveri che la società ci richiede. Valuto comunque positivo il fatto che la condotta di guida filmata sia stata unanimemente ritenuta sconsiderata. Di fatto è proprio quello che stiamo praticando attraverso i controlli della campagna Defend Life per la sicurezza della circolazione sulle strade di montagna. Il fatto che uno dei nostri, indipendentemente da quale Ufficio egli appartenga, abbia scambiato la strada per un circuito, non legittima nessuno a imitarlo. L’ultima valutazione riguarda l’informazione, il ruolo dei media e dei nuovi mezzi di comunicazione. Posto che gli organi di informazione sono un fondamento imprescindibile della libertà di una nazione, confido che vi sia sempre ferma consapevolezza del ruolo che rivestono, di aggiornamento, divulgazione ed anche di denuncia delle disfunzioni presenti nella società in cui viviamo, nel rispetto delle istituzioni e dei valori che queste rappresentano. 30 secondi scellerati di un Forestale non cambiano nulla nella considerazione di fiducia e di stima che la società rivolge al Corpo Forestale dello Stato. L’esperienza anzi sarà di stimolo a perseverare con sempre maggiore attenzione e scrupolo nel nostro impegno per l’affermazione della legalità.

 

FATE QUEL CHE DICO, NON FATE CIÒ CHE FACCIO

Capito? Per la Forestale i motociclisti sono tutti uguali, ma si affrettano a fare i distinguo quando qualche fattaccio coinvolge un loro agente… E poi cosa significa “avrà modo di riflettere su quale responsabilità comporti indossare una divisa ecc, ecc”? Perché non si dice a che tipo di sanzione andrà incontro il trasgressore? Continuiamo col dire che qui la questione non è che qualcuno si possa sentire legittimato a imitare l’agente trasgressore, quanto molto più banalmente di non trasgredire del tutto, a maggior ragione se si è membri delle Forze dell’Ordine e ci si pregia di condurre campagne dure per la sicurezza e la legalità sulle strade.

 

Una considerazione: nel finale si parla dei media, ma non notate anche voi, nell’ultima frase, un velato proposito di ritorsione? Forse la mettiamo giù troppo dura, staremo a vedere.

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