29 September 2008

Ducati Monster 1100

Abbiamo provato in anteprima la nuova naked di Borgo Panigale. Si è rivelata facile e divertente da guidare. Il motore ha una buona progressione e grandi prestazioni. La ciclistica offre un'ottima stabilità. L’avantreno è molto preciso e la luce da terra è elevata, non si toccano più le pedane come sulla 696.

Test: ducati monster 1100




È una vera Monster e lo si vede da subito, non solo per il fatto che è simile al modello 696, ma perchè ha un motore dall'erogazione generosa. E poi si guida benissimo: è reattiva nelle manovre, ma è stabile, offre grandi prestazioni, ma è facile da guidare. La Monster 1100 grazie alla nuova ciclistica, con quote superiori rispetto alla precedente, si avverte la sensazione di una moto più leggera sul posteriore e più caricata all’ anteriore. Il piano di seduta salito a 810 mm da terra non aiuta i più bassi nelle manovre da fermo o a bassa velocità, ma l’angolo di sterzo (32°) in città rende la moto agile quanto uno scooter tra le colonne d’auto. Rispetto alla S2R 1000 la nuova naked di Borgo Panigale offre un avantreno più preciso e una buona luce da terra. Le sospensioni sono progressive e ben sostenute. Unico difetto: il cambio è un po’ duro negli innesti. Il motore è il tradizionale bicilndrico ad aria di 1.078 cc, 2 valvole, lo stesso che equipaggia la Hypermotard e la Multistrada. Ha una potenza di 95 CV a 7.500 giri e una coppia massima di 10,5 kgm a 6.000 giri. Il risultato del nuovo progetto sono stabilità e prestazioni della vecchia Monster unite con la maneggevolezza e alle innovazioni tecniche introdotte, un anno fa, dalla 696.

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