a cura della redazione - 03 January 2018

"L'Italia è pigra: con la Milano puntiamo ai mercati esteri"

Presso il quartier generale di Moto Morini, a Trivolzio (PV), abbiamo intervistato Ruggeromassimo Jannuzzelli, strategic manager del brand, per parlare della Milano
"L'Italia è pigra: con la Milano puntiamo ai mercati esteri"

Perché "Milano"?
"Per due motivi principali. Innanzitutto è un omaggio al fatto di essere vicini (la Moto Morini ha sede a Trivolzio - PV, n.d.r.) alla città più internazionale d'Italia e perché in Lombardia si trova la maggior parte dei fornitori del mondo due ruote. In secondo luogo Milano è per noi la culla della moda, del design e soprattutto delle tendenze, anche a livello europeo. Lo sapete che è la città italiana più visitata dagli stranieri?".

Quindi l'appeal del nome è indirizzato soprattutto a chi vive fuori dai confini del nostro Paese?
"Senza dubbio. Il mercato Moto Morini è principalmente straniero, con 150 esemplari venduti fuori dai nostri confini. In Europa la richiesta maggiore viene dalla Francia, seguita da Svizzera, Germania e Inghilterra. Altrove: Filippine, Hong Kong, Giappone. Abbiamo venduto anche tre Moto Morini in Nepal".

Qui sotto trovate le foto scattate durante il nostro test della Milano; a seguire il resto dell'intervista.

E gli USA? Oltreoceano l'italianità piace...
"È un mercato che stiamo iniziando ad approcciare, ma esistono difficoltà normative e legali difficili da superare per una azienda piccola come la nostra: in pratica ogni Stato della confederazione ha norme omologative specifiche"

La rete di vendita - 4 dealer - e assistenza italiana è ancora indietro. Perché?
"A Eicma abbiamo avuto una rispondenza maggiore e immediata dalle filiali estere. È un problema di noi Italiani: facciamo fatica a capire come uscire dalla crisi, siamo un po' pigri. Bisogna investire per fare profitto, ma non tutti lo capiscono. Il reparto commerciale italiano è abituato al sell-in: i rivenditori si aspettano che sia l’azienda e mettere in campo iniziative per inserire in concessionaria e spingere i nuovi modelli, mentre occorre implementare il sell-out, ovvero attivarsi per venderli”.

Ma se l’azienda non va incontro ai concessionari, come pensate di crescere nel mercato interno?
"Siamo un'azienda talmente elastica che, se volete, possiamo portarvi la moto a casa (sorride, n.d.r.). Moto Morini è, e vuole rimanere, esportatrice di italianità. Ma possiamo farlo solo rimanendo in una nicchia di grande qualità e artigianalità, seguendo moda e tendenze. Per mantenere il livello qualitativo attuale possiamo arrivare a produrre al massimo 700/800 moto all'anno".

E per l’assistenza?
"In Europa è supportata da 40 service, oltre ad una serie di dealer diretti. Possiamo fornire ricambi in 48 ore in tutta Europa, poco di più altrove. E le moto hanno tre anni di garanzia. Inoltre, stiamo completando accordi di finanziamento per il cliente insieme a Compass, un colosso del settore”.

Parliamo di modelli: Milano, Scrambler e Corsaro. Cosa altro bolle in pentola?
"Si amplierà la famiglia di sport-classic inaugurata da Milano e Scrambler, con declinazioni più café racer. E ci sarà un'evoluzione della Corsaro di natura sportiva, più futuristica".

E la Granpasso? Ci saranno anche Moto Morini di piccola cilindrata?
"Niente più crossover: dobbiamo andare su moto più semplici. Vedo le grandi Case che riportano novità del mondo automotive sulle moto: va bene, ma poi si perde il gusto della pura, semplice guida. Quanto alle piccole cilindrate: le escludo, perché non si può produrre in Italia e mantenere una qualità elevata a prezzi concorrenziali. Si finisce con l'usare componentistica asiatica. Non lo voglio".

Però avete in gamma delle biciclette...
"Sono anche loro nella tradizione del Marchio: tra anni 60 e 70 c'erano la Corsarina e la Sbarazzina. Oggi Moto Morini vede così la mobilità urbana: andiamo in questo segmento con un prodotto che segue il trend di mercato, ovvero le e-bike, con quattro diversi modelli".

Torniamo alle moto: quanto costerà la Milano?
"Avrà un prezzo sensibilmente inferiore a quello della Corsaro, circa 15.000 euro. L'investimento iniziale è stato assorbito e poi si sono contenuti i costi produttivi, pur senza ridurre la qualità. La Milano sarà più accessibile nelle prestazioni come nel prezzo".

Quando sarà disponibile?
"Ad aprile organizzeremo i primi test ride, di lì a poco saranno disponibili le moto di serie".

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