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Esami patente moto: obbligatori casco integrale e protezioni

Cambiano le norme per il conseguimento delle patenti A, A1 e A2: dal 3 giugno il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Necessario l’abbigliamento di sicurezza

Esami patente moto: obbligatori casco integrale e protezioni

Delle novità che riguardano la patente per la moto è un po’ che parliamo (cliccate qui per ripassare la materia) e vi abbiamo illustrato anche quali sono le ultime modifiche che riguardano le modalità degli esami (cliccate sui link per tutte le regole e il video in cui vi mostriamo come si affrontano le prove pratiche). Ma il 3 giugno è tutto definitivamente operativo: la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in cui si stabiliscono vari punti interessanti. Il Decreto, volto "a garantire condizioni ottimali di sicurezza nell'espletamento" delle prove che sono state recentemente modificate dalla normativa europea, si propone di armonizzare una materia ancora poco chiara. Cambia la definizione degli spazi negli esercizi pratici di guida, aumenta la dimensione delle vie di fuga e, ancora per un po', dal momento che non tutte le aree dove vengono effettuate le prove godono degli spazi di sicurezza necessari, la velocità minima con cui il candidato delle effettuare le prove (di frenata e di superamento ostacolo) scende da 50 a 30 km orari. Ma su questo vi avevamo già informati (qui).

 

PRESENTARSI CON L’ABITO GIUSTO

Vogliamo invece ora sottolineare la regolamentazione in materia di abbigliamento di sicurezza. Il decreto stabilisce infatti che il candidato deve sostenere l’esame indossando casco integrale, guanti, giacca con protezioni dei gomiti e delle spalle, scarpe chiuse, pantaloni lunghi e protezioni delle ginocchia. Questo vale per chi intende conseguire le patenti A1, A2 e A. È un passo avanti nel riconoscere che i motociclisti sono soggetti esposti a maggiori pericoli rispetto agli altri utenti della strada, quindi ben venga una sensibilizzazione “dall’alto” all’uso di abbigliamento protettivo adeguato. D’altronde lo stesso non è obbligatorio poi per la circolazione su strada, quindi sarebbe forse il caso di armonizzare le varie normative. Chiaramente senza raggiungere eccessi impositivi che di sicuro irriterebbero molti motociclisti.

 

E CHI DEVE FARE L'ESAME PER IL “PATENTINO” (PATENTE AM)?

Ma concedeteci una domanda: e la patente AM, quella per i ciclomotori (cliccate qui)? Non serve un esame pratico anche per quella? I problemi di sicurezza a cui va potenzialmente incontro un motociclista a 30 all’ora non sarebbero gli stessi per un ciclomotorista? La velocità massima per un cinquantino è di 45 km/h, quindi ben oltre i 30 minimi previsti in casi speciali per l’esame della patente A e nemmeno tanto lontani dai 50 che la normativa prevederebbe per l’esame per la patente A in condizioni adeguate. Ai ragazzi non vogliamo insegnare l’importanza  della sicurezza? Non vogliamo far sì che maturino la consapevolezza della virtuosità di certe buone abitudini? Per loro niente abbigliamento tecnico obbligatorio all’esame?

 

E SE MANCANO LE STRUTTURE?

Inoltre, come abbiamo già sottolineato (qui), molte motorizzazioni non hanno le strutture adeguate per rispettare le nuove normative in fatto di spazi e dimensioni delle aree adibite alle prove pratiche. Così, come si legge in un comunicato dell’Ufficio Stampa FMI:  “attualmente sono tante le Motorizzazioni che hanno sospeso gli esami perché non in possesso degli spazi minimi, né delle attrezzature necessarie per un corretto espletamento, in sicurezza, delle prove pratiche di guida per i motociclisti”.

 

Speriamo che non si concluda tutto con le solite soluzioni all’italiana che mettono una pezza ma non risolvono il problema… 

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