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Turismo: Croazia, giro in Vespa fra le isole della Dalmazia

Partendo da Roma con la Vespa, abbiamo raggiunto Ancona, per imbarcarci verso Spalato.

DA ROMA AD ANCONA, VERSO SPALATO

DA ROMA AD ANCONA, VERSO SPALATO Non sempre i viaggi sono come uno se l’immagina e non sempre le cose vanno per il verso giusto, l’importante però è tenere duro, perché prima o poi finirà di piovere, forse… Così, quando in un assolato pomeriggio partiamo da Roma in direzione di Ancona, a bordo delle due Vespa, una PX 150 e una GTS 250, che ci accompagneranno per questo tour delle isole della Dalmazia, non credevamo di metterci tanto. Non pensavamo che la PX andasse così piano, soprattutto al primo accenno di salita, e non c’immaginavamo certo che ci avremo messo cinque ore e mezza, vuotando uno dopo l’altro quasi tre pieni del serbatoio, senza mai fermarci, e comunque perdendo il traghetto per Spalato: lo abbiamo visto partire seduti in sella. Mannaggia, un giorno intero ad aspettare il prossimo, pazienza… ci rifaremo in Croazia, abbiamo pensato, ed il giorno successivo ci siamo presentati qualche ora prima rispetto alle due consigliate che devono precedere l’orario di partenza del traghetto, che è fissato per le 21.

DA SPALATO A DUBROVNIK

DA SPALATO A DUBROVNIK L’arrivo a Spalato non è dei più incoraggianti, le previsioni in Italia parlavano di un tempo variabile, ma le nuvole dense e grigie che ci attendono non lasciano sperare niente di buono. Comunque, la nostra direzione è verso sud, verso Orebic, piccolo paese nella penisola di Pelješac, che si affaccia davanti all’isola di Korcula: ci mettiamo subito in marcia, attenti ad un asfalto che nei pressi della città è estremamente scivoloso. Dopo poco però migliora e ci rilassiamo con l’andatura comoda da Vespa, 80 km orari e tutto il tempo per guardarsi intorno, percorrendo la strada (SS2) costiera che in poco meno di 200 km ci porterà nei pressi di Dubrovnik.

I PAESINI DELLA COSTA

I PAESINI DELLA COSTA La vista è splendida e curva dopo curva si possono vedere i molti paesini dislocati lunga la costa, tra le insenature, tutti con poche case, un porticciolo e qualche barchetta ormeggiata. Qualche goccia di pioggia sulla visiera ogni tanto non rallenta la nostra andatura, che prosegue costante per circa un’ora; dopo, però, siamo costretti a fermarci per indossare l’antipioggia, che in questo viaggio sarà un po’ la nostra seconda pelle. Il tragitto prosegue, con poche pause e qualche rifornimento, e nelle stazioni di servizio non sono pochi i curiosi croati che si avvicinano per guardare le due Vespa, con i loro portapacchi e i perimetrali cromati che richiamano l’attenzione. Qualche parola in inglese e tanti gesti per spiegare che sono tutte e due nuove e che anche quella bianca, la PX, “it’s new” e ha il freno a disco.

LA PENISOLA DI PELJESAC

LA PENISOLA DI PELJESAC Dopo qualche ora e tanti chilometri c’è la deviazione per Orebic. Oltrepassati due simpatici paesini, Mali Ston e Ston, la strada si fa più piccola e si risale per quel sottile lembo di terra che è la penisola di Pelješac. Il percorso è costeggiato da spiagge, allevamenti di ostriche e cozze e tantissimi campeggi, almeno così ci sembra di vedere da dietro la nostra visiera appannata e cosparsa di goccioline. Verso sera il tempo si rimette abbastanza per fare un giro a piedi e senza antipioggia, il lungomare si popola di turisti e nei ristoranti entrano altri affamati come noi. All’uscita ci fermiamo nel piccolo porticciolo in fondo alla passeggiata, dal quale si possono vedere le luci della vicina isola di Korcula.

TRAGHETTI CROATI

TRAGHETTI CROATI L’indomani siamo indecisi sul da farsi. Il tempo è di nuovo variabile: la nostra speranza di raggiungere Hvar viene raffreddata da una simpatica signora dell’ufficio turistico di Orebic che ci dice che l’unica strada che attraversa l’isola di Hvar è in pessime condizioni, soprattutto quando piove; optiamo allora per Brac. Scopriamo con un certo disappunto che, sebbene in Croazia il servizio di traghetti locali sia abbastanza efficiente, molto spesso le isole non sono collegate tra di loro e per raggiungere Brac via mare bisogna arrivarci dal porto di Markarska, luogo che raggiungiamo dopo aver traghettato da Trpanj fino a Ploce e risalito la costa, non senza qualche gocciolina di pioggia. Sul traghetto per Sumartin incrociamo un gruppo di ragazzi che probabilmente andava a qualche festival locale. Armati di damigiane di vino e strani strumenti simili a dei mandolini iniziano a suonare una melodia triste e malinconica, ma soprattutto iniziano a bere, cantare e fumare. Infatti, le leggi antifumo non sono ancora arrivate da questa parte dell’Adriatico e tutti, ragazzi, signori e signore sembrano gradire una sigaretta dietro l’altra. Persino i membri dell’equipaggio e qualche graduato, che ad un certo punto fanno comunella con i ragazzi, si versano da bere, fumano, cantano, si riversano da bere, fino all’arrivo in porto quando, scocciati per l’interruzione, devono lasciare il ponte e l’allegra compagnia per attraccare.

BRAC

BRAC Come le altre isole croate, quando non piove è stupenda. Immaginiamo le sue strade, in buone condizioni, l’arrampicarsi verso il centro dell’isola, per poi ridiscendere con il venticello in faccia e arrivare in una delle tante spiagge assolate, bagnarsi nelle acque limpide e ripartire, esplorando le stradine secondarie che si diramano da quelle centrali per poi giungere in altre piccole spiagge. Nel pomeriggio, però, l’immaginazione diventa realtà perché finalmente esce il sole, ed allora ci scateniamo e ci godiamo le meraviglie di quest’isola con la sua acqua cristallina, le sue insenature e suoi porticcioli, piccoli come le stradine dei centri abitati. Davanti a tanta meraviglia il rientro a casa ci rende tristi, peccato che il sole non si sia degnato di illuminarci un po’ prima, peccato doverci dirigere il giorno seguente verso Supetar, per poi imbarcarci in direzione di Spalato e successivamente di Ancona, peccato non poter rimanere qualche giorno di più, soprattutto con il sole splendente.

BLOC NOTES

BLOC NOTES

 

Molte informazioni utili per programmare un viaggio tra le isole della Dalmazia si possono scaricare dal sito dell’Ente Nazionale Croato per il Turismo (http://it.croatia.hr); gli orari dei traghetti, sia per arrivare a Spalato, sia per gli spostamenti locali, sono visionabili sul sito www.jadrolinija.hr.

Per informazioni sugli alloggi a Korcula, la sesta isola del Mar Adriatico, cliccate su www.korcula.net: è in croato, ma qualcosa si capisce.

 

DOVE MANGIARE

Konoba Gust, Frane Radica 14, 21420 Bol, tel. 00385-21- 635911. Tra i migliori ristoranti di pesce dell’isola di Brac, l’atmosfera è di quelle romantiche e accoglienti, con stampe d’epoca e arredo in legno. Il cibo delizioso, soprattutto le portate di pesce: il posto ideale per una cenetta in due a lume di candela.

Il Lazzaretto, Largo della Fiera della Pesca, Ancona, tel. 071-55368, 071-52481, fax 071-55368. Si trova poco distante dal porto, di fianco allo stabile della Fiera di Ancona, il pesce è fresco e a buon mercato: una bella frittura è la cosa migliore per consolarsi dopo aver perso il traghetto, come nel nostro caso.

Si mangia bene, con bevande, spendendo poco, a Kapetanova Kùca (Casa del Capitano), Maly Ston, vicino alla torre di avvistamento del porto. Ristorante famoso per i vicini vivai di ostriche e per tutte le portate con frutti di mare, freschissimi, anzi vivi!

 

DOVE DORMIRE

Hotel Bellevue Orebic, Obala Pomoraca 36, 20250 Orebic, tel. 00385-20-713148, www.orebichtp.hr/HR_asp/bellevue0.asp . Una struttura grande a pochi metri dal mare, con piscina, TV, aria condizionata e piano bar. Le camere mancano un po’ di personalità.

Hotel Riu Borak, Zlatnirat d.d., 21420 Bol, tel. 00385-21-306202, www.zlatnirat.hr/EN/Hotel_Borak.asp. 4 stelle, 137 stanze, 3 suite e 48 appartamenti a 50 metri dal mare, con piscina e tutti i comfort.

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