Takahisa Fujinami: da 20 anni tra i protagonisti del trial

Già iridato nel 2004, "Fujigas" vanta praticamente da sempre piazzamenti come minimo tra i primi cinque migliori del Mondo, e non intende smettere: è infatti già pronto per la prossima stagione che partirà a breve proprio nella sua terra, il Giappone. Omaggio a uno dei più forti trialisti di sempre, stimato e rispettato dai suoi avversari

Takahisa fujinami: da 20 anni tra i protagonisti del trial

Takahisa Fujinami, uno dei rider di trial dell'era moderna più importanti (cliccate qui per le immagini), si racconta in un intervista dove parla di sé, del proprio debutto nel Mondiale Trial ormai 20 anni fa, delle aspettative riguardo al campionato 2015 e di alcune curiosità. Di seguito, le dichiarazioni dei suoi avversari e compagni di specialità.

 

Takahisa fujinami: con furore, dal giappone

 

Come ricordi il tuo debutto Mondiale nel trial vent'anni fa?

Per me Tarrés, Colomer e Lampkin erano eroi che avevo visto solo sui giornali e nei video. Non li avevo mai visti guidare. Jordi era il mio idolo e poter competere con lui è stato affascinante. Avevo partecipato al Campionato giapponese l'anno prima, ma ero consapevole che mi mancava ancora delle tecnica. La prima gara fu tremenda, ma imparai un sacco e quando conclusi in sesta posizioni mi sentii super contento. Tutto era molto positivo, non ero affranto e volevo completare il Mondiale, sebbene il primo anno sia stato molto duro. Eravamo solo io e mio padre, non avevamo meccanici e coach, mentre gli altri li avevano, compresi i cuochi personali! Sentivo di poter ambire alla top five e poter diventare uno di loro.

 

Eri stato inserito nel Team di Marc Colomer, che quell'anno vinse il titolo.

Sì, usavamo la stessa moto. E quell'anno conclusi il Campionato in settima posizione. Marc vinse il titolo e io finii settimo al mio debutto a sedici anni. Ero molto contento.

 

Nonostante avessi poca esperienza, finisti l'anno dopo il Campionato nel gruppo di top. Il miglioramento fu immediato.

Sì, ma non fu facile. Nel 1999 Dougie era sempre davanti: su venti gare ne vinse diciotto e non c'era possibilità di contendere al titolo. C'era una enorme differenza tra il suo livello e quello di tutti gli altri. Potevo ambire al Campionato nel 2003, quando ero davvero competitivo. Vinsi più gare di lui, ma persi il titolo. Per me è stato molto difficile.

 

Alla fine della tua seconda stagione nel Campionato del Mondo vincesti la tua prima gara. Come ti sentivi a Thalheim?

Era il mio secondo anno al Mondiale e avevo diciassette anni. Il mio coach Shinji Murata, arrivato dal Giappone, aveva avuto un brutto incidente il giorno prima. Era in ospedale e ho insistito affinchè tornasse in Giappone in quanto aveva perso conoscenza. Ero senza aiuto e quel giorno mi aiutò Oscar Girò per la gara. Comunicavamo in spagnolo, molto basic, ma era come quando parlavo con Colomer. È stata una sopresa vincere la gara. Ero sotto pressione, ma alla fine vinsi. Finì secondo Keinichi e terzo Tarrés. Non passò molto tempo per la seconda vittoria.

 

Nel 2004 vincesti il Campionato diventando il primo rider giapponese a riuscirci. Un traguardo per te e Honda.

Sì. Honda è sempre stata un grande aiuto nella mia carriera. E per Honda, il fatto che un rider giapponese vincesse il campionato, era molto importante. È stato un grande successo.

 

Hai condiviso il box con quattro Campioni del Mondo: Marc Colomer, Dougie Lampkin, Toni Bou e Laia Sanz. Cosa puoi dire di loro?

Marc Colomer è stato il mio primo compagno di Team, sebbene non mi abbia colpito come hanno fatto Dougie e Toni, con cui c'era una buona intesa anche al di fuori delle gare. Posso dire che erano più che amici. Non credo di aver mai avuto problemi con un compagno di Team. Anche Laia è un'ottima amica. Lei è ad un livello altissimo ed è fantastico cosa è riuscita a fare.

 

La stagione 2015 cominci la prossima settimana in Giappone.

Il fatto che il Campionato cominci a casa vuole dire una sola cosa: massima pressione. Ma significa anche che sarò avvantaggiato perchè i fan mi aiuteranno a vincere. Sarà molto importante fare una buona gara per combattere per la vittoria. Ci sarà molta pressione, ma allo stesso tempo gareggiare di fronte al pubblico di casa è una grande motivazione. In Giappone abbiamo sempre avuto ottimi risultati. Sappiamo come saranno le zone di gara: complesse e difficili, ma in linea con lo stile "Fujigas".

 

Da dove deriva il nome "Fujigas"?

Era il mio primo anno e la mia prima gara a Madrid. C'era una sezione molto complessa con un enorme muro che nessuno riusciva a superare. Lo affontai a pieno gas e passai oltre. Uno spettatore mi chiese come mi chiamavo e gli dissi "Fijinami" e lui mi rispose che non era quello il nome, ma "Fujigas". Mi piacque moltissimo e lo tenni come soprannome.

 

Che cosa ricordi di più dei tuoi Campionati del Mondo?

Molte gare, ma una in particolare, negli Stati Uniti. Pioveva moltissimo e i tempi erano molto stretti. Le sezioni erano allagate e i motori bagnati. Mi sono dovuto fermare, smontare la moto per togliere l'acqua e quindi ripartire. Ho continuato facendo bene in una gara difficilissima. Normalmente negli USA avevo sempre fatto bene, come in Giappone. Due anni fa a Motegi, competevo contro Fajardo nella sezione finale: avevo la possibilità di vincere e la folla mi venne dietro. Fu incredibile.

 

I migliori auguri per i tuoi vent'anni!

Non avrei mai immaginato di raggiungere i vent'anni di gare nel Mondiale Trial. Ora ho 35 anni, e quando ne avevo 31 o 32 pensavo che forse poteva essere il momento giusto per ritirarmi. Ma, come vedi, sono ancora in grado di competere per il Mondiale. Sono molto motivato e non sono ancora così vecchio!

 

Toni bou: "per me "fuji" è un idolo"

Toni Bou, nove volte campione di X-Trial (17 titoli in totale) parla così di Fujinami: "Per me "Fuji" è un idolo. Lo ammiro fin da quando era piccolo. Lo guardavo quando fu proclamato campione e l'ho sempre visto come un grande Campione con un grande stile. Penso che tutti i piloti possano imparare da lui, imparando dalla sua grande disponibilità alla battaglia. La sua carriera non è stata facile, ma sono convinto che lui continuerà a combattera in ogni gara al massimo delle possibilità, come vent'anni fa. Sono stato fortunato a vederlo e a poter gareggiare con lui, ora siamo buoni amici, nonostante la nostra relazione non sia stata semplice da subito. "Fuji" mi ha aiutato molto in molte gare e mi ricordo di qualche notte dove non riuscivamo a dormire perchè avevamo riso troppo...".

 

Dougie lampkin: "20 anni di gare del mio grande amico e rivale...wow!"

Lampkin, compagno di squadra di Fujinami dal 2000 al 2006 e 7 volte Campione del Mondo: "Il mio grande amico e rivale ha raggiunto i 20 anni di Trial Mondiale... WOW! Ricordo quando arrivò in Europa e io non pensavo sarebbe potuto essere un problema per il mio Mondiale. Inizialmente era selvaggio e fuori controllo, ma pian piano e allenandosi molto duro migliorò molto. Dopo essere arrivato secondo per molto tempo ottenne il meritato titolo nel 2004. Il suo sogno diventava realtà: Campione del Mondo! Quando perse il titolo nel 2003 lo incontrai dopo la gara ed era un uomo distrutto, piangeva e si disperava per aver perso. Siamo stati compagni di squadra dal 2000 al 2006 e in quegli anni abbiamo condiviso molto tempo allenandoci e viaggiando. È stato molto divertente e ho un sacco di bei ricordi. Ho corso con Fuji per circa 15 anni e non abbiamo mai avuto problemi e quando ci sono stati li abbiamo risolti e siamo tornati amici come prima. Lui spinge sempre molto forte in allenamento e in gara dove dimostra di essere determinato, forte e professionale ed è la ragione per cui ha fans in tutto il mondo. Mr. Takahisa Fujinami - Leggenda".

 

Marc colomer: "ha sempre voluto vincere il titolo"

Marc Colomer, compagno di squadra di Fujinami dal 1996 al 2000: "È passato molto tempo da quando ho corso la prima gara con Fujinami che quasi non riesco a ricordare! Però, ricordo che quando ci siamo incontrati nel 1996, quell'anno vinsi il titolo con Montesa. Più volte durante l'anno mi diceva che voleva vincere il Mondiale. All'inizio aveva un particolarissimo stile di guida, con un sacco di gas, sebbene imparò dallo stile europeo molto in fretta. Quando eravamo nello stesso Team avevamo una relazione molto stretta insieme. Lui è sempre stato molto preso da questo sport, e mi sono stupito quando si è adattato bene in Catalonia. Ha sempre spinto moltissimo allenandosi duramente, dimostrando una grandissima capacità".

 

Laia sanz: "fuji è il migliore degli amici"

Laia Sanz (da poco passata a KTM da Honda) è stata compagna di squadra di Fujinami dal 2004 al 2011: "L'unica cosa che posso dire è che Fuji è il mio migliore amico. Quando arrivai nel Team lui era un po' timido, ma si è aperto con il tempo specie quando ha vinto il titolo per la prima volta e quando è diventato papà. Come atleta ha sempre lavorato molto duro, con una incredibile capacità di sopportare il dolore. L'ho visto soffrire molte volte, ma è sempre stato capace di andare oltre. È anche molto divertente ed è una persona che ammiro molto. Forse non ha le qualità che possono avere Bou o Cabestany, ma è qui che combatte con loro da anni. il fatto è che è al top level da vent'anni dice tutto. Ha vissuto diverse generazioni di piloti stili e regole ed è ancora qui. Sono molto fortunata ad avere uno dei suo caschi autografati, che custodisco a casa. Congratulazioni Fuji!"

 

Fujinami da record

  • 18 anni nella top five del Mondiale Trial
  • Pilota con il maggior numero di partecipazioni al Mondiale (278)
  • Pilota più giovane di sempre a vincere una gara Mondiale (17 anni, 7 mesi e 25 giorni)
  • Secondo pilota più giovane di sempre a fare un podio Mondiale (17 anni, 4 mesi e 12 giorni)

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