Suzuki: "Lo stile italiano fa scuola nel mondo"

Abbiamo intervistato Enrico Bessolo, Direttore Commerciale di Suzuki Italia, che ci ha parlato delle scelte che stanno dietro alla SV650X, del futuro della Casa di Hamamatsu e dell'importanza dell'Italia nelle decisioni stilistiche
1/17 Suzuki SV650X 2018: foto dal press test a Torino
In occasione del test della Suzuki SV650X abbiamo intervistato Enrico Bessolo, Direttore Commerciale di Suzuki Italia, che ci ha parlato delle scelte che stanno dietro alla moto, del futuro della Casa di Hamamatsu e dell'importanza dell'Italia nelle decisioni stilistiche. Ecco le sue parole.
Enrico Bessolo, Direttore Commerciale di Suzuki Italia
Le cafè racer sono la moda del momento, come mai Suzuki non ha pensato ad un modello ad hoc al posto di cambiare poche cose su una moto già presente da anni sul mercato?
"Credo ci sia dietro una logica industriale. Abbiamo fatto quello che le Case automobilistiche fanno da anni, ovvero utilizzare una piattaforma e declinarla in varie tipologie di veicoli. Si tratta di un discorso economico: è inefficiente fare un motore o un telaio da zero per usarlo su una sola moto. Oggi la logica di tutte le Case è quella di avere un’ottima base di motore/telaio su cui costruire più modelli".

L’esplorazione di questo mondo vi serve da “esperimento” perché in futuro avete in programma un modello specifico ispirato ai fasti del passato?
"In questo momento non posso dare risposta a questa domanda. Per ora si tratta solo di un esercizio stilistico, se ci saranno altre moto di questo tipo ben venga".
Allora cosa c’è nel futuro di Suzuki?
"Ci sono tante cose che stanno bollendo in pentola perché Suzuki sta vivendo una nuova rinascita. Speriamo di poter stupire nel futuro prossimo, dopo anni con pochi lanci di modelli. Suzuki sta investendo molto sullo sviluppo di prodotti e arriveranno delle cose interessanti".

Le novità che arriveranno in futuro prevedono moto a tre ruote o elettriche?
"Dico solo che avranno due ruote, così restringiamo il campo...".

Che peso ha il mercato italiano, da un punto di vista stilistico, nelle scelte di Suzuki?
"Il nostro Paese ha un peso notevole. In Suzuki Italia è presente l’unico Design Center europeo e nella nostra sede vengono spesso i designer giapponesi a studiare, a imparare. Allo stesso modo i nostri talenti vanno ad Hamamatsu, sono ospiti in Giappone per esportare le conoscenze nel campo del design. L’Italia, in questo senso, fa scuola nel mondo".

Quale importanza ha il mercato europeo nell’economia di Suzuki? La nascita di nuovi modelli è condizionata dai mercati emergenti?
"Sullo scacchiere mondiale, l’Europa non conta molto a livello di numeri. Esistono tanti prodotti, proposti sui mercati emergenti, che qui non verranno mai commercializzati. L’Europa possiede, però, una grande importanza strategica. Imporsi sul mercato Europeo significa ottenere un ritorno di immagine che permette a Suzuki di vendere di più sui mercati emergenti: tutta questione di marketing".

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