di Beppe Cucco - 15 maggio 2020

Spostamenti, ecco cosa cambia dal 18 maggio

Il nuovo decreto legge prevede maggiori libertà per i cittadini a partire da lunedì 18 maggio. Si può uscire per un giro in moto? Serve ancora l’autocertificazione? Facciamo chiarezza

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Da lunedì 18 maggio in tutta Italia scatta una nuova fase della mobilità post lockdown da Coronavirus che darà maggiori libertà di spostamento a tutti i cittadini. Nell’Art.1 della bozza del Decreto si legge infatti: “A partire dal 18 maggio 2020 gli spostamenti all’interno del territorio regionale non sono soggetti ad alcuna limitazione, fatte salve le misure di contenimento più restrittive adottate relativamente a specifiche aree del territorio regionale, soggette a particolare aggravamento della situazione epidemiologica”.

Ciò significa che da lunedì 18 maggio i giri in moto per il solo piacere di mettersi in sella sono consentiti in tutta Italia all’interno della propria Regione di residenza (a meno di misure più restrittive emanate dalle singole regioni che tolgano questa possibilità). Per gli spostamenti all’interno della regione non sarà più necessaria nemmeno l’autocertificazione.

Solo per svago o per turismo no, si può uscire dalla ragione solo per comprovate necessità. Lo chiarisce l’Art. 2 del Decreto, che riporta: “Fino al 2 giugno 2020 sono vietati i trasferimenti e gli spostamenti, con mezzi di trasporto pubblici e privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente ci si trova, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”.

Nei casi consentiti, per uscire dalla regione servirà ancora l’autocertificazione (trovate il modulo in fondo all'articolo).

Salvo peggioramenti della diffusione del Covid-19 la situazione dovrebbe poi sbloccarsi definitivamente il 3 giugno, lo specifica l’Art. 3: “A decorrere dal 3 giugno 2020, gli spostamenti sul territorio nazionale possono essere limitati solo con provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree”. Ciò significa però che se la situazione tornerà ad essere grave in alcune zone d’Italia le singole regioni potranno decidere di negare l’ingresso e l'uscita senza validi motivi.

Vi ricordiamo che rimane in vigore anche il divieto assoluto di mobilità per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena in quanto positivi al virus.

È possibile andare in due in moto o scooter solo se il passeggero è un convivente. In tutti gli altri casi no, in quanto moto e scooter non possono garantire la distanza interpersonale di 1 metro imposta decreto-legge in vigore dal 25 marzo 2020.

In base a quanto stabilito dall’articolo 4, comma 1, del Dpcm n. 19 del 2020, le violazioni al Decreto sono punite con una sanzione amministrativa. La multa va da un minimo di 400 a un massimo di 3.000 euro. Tale importo sarà aumentato di un terzo se il cittadino viola le norme a bordo di un veicolo (moto o auto che sia); ciò significa che le multe possono arrivare ad un massimo di 4.000 euro. L’entità della sanzione sarà stabilita dal Prefetto.

Qui sotto trovate il file .pdf editabile del nuovo modello di autocertificazione valido dal 4 maggio.

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