17 December 2009

Special: Supermotard Aprilia derivata dal modello cross di serie MXV 450

Amleto Porro, titolare di un team privato, ha elaborato un’Aprilia MXV 450 da cross trasformandola in una supermotard. Ecco i particolari e l’esito del nostro test.

COME È FATTA


COME È FATTA Amleto Porro, titolare di un team privato, ha elaborato un’Aprilia MXV 450 da cross trasformandola in una supermotard, con cui corre il pilota giapponese Ryuta Kaneko. Il risultato è un’alternativa economica all’Aprilia SXV VDB replica e una moto agile e maneggevole, che pesa 109 kg contro i 122 kg della SXV. La moto di Porro mantiene il telaio completamente originale della MXV 450 versione 2009. Anche il telaietto non ha subito alcuna modifica ed il forcellone resta quello originale, che è più lungo di 35 mm rispetto a quello della SXV. La forcella è una Marzocchi Shiver da 50 mm con cartucce interne Ohlins TTX e piedino Andreani Group. È alloggiata nella piastra Ice-Parts, caratterizzata da eccentrici che consentono di regolare offset e angolo (in questo caso chiuso di 2°). Ohlins TTX anche per il monoammortizzatore che è stato accorciato. Il motore ha raggiunto la stessa potenza della SXV: 69 CV alla ruota. Per renderlo così performante sono stati sostituiti alcuni componenti: corpo farfallato (da 40 mm contro i 38 mm della serie), alberi a camme del motard al posto di quelli del cross, cambio portato a cinque marce. Successivamente è stata dedicata una mappatura in funzione del nuovo corpo farfallato e delle camme. Lo sviluppo è seguito da V2 Racing con numerosi collaudi in pista, mentre la Viscardi Corse si dedica alla preparazione dei motori. Anche l’alimentazione è stata completamente rivista. È suddivisa in tre parti principali: iniettori, TPS e stepper. Lo stepper è un marchingegno elettronico che regola l’afflusso dell’aria e, con questo, il carattere del motore; è collegato ai due corpi farfallati, legge le informazioni della centralina, interpreta la quantità d’aria necessaria e lo “ricomunica” alla centralina per settare al meglio il tutto. Questo si percepisce notevolmente quando la moto si accende: appena la pedivella avvia il motore, i giri sono altissimi per poi aggiustarsi automaticamente dopo qualche secondo. Il propulsore è in configurazione Screamer ed è migliorata la regolazione del freno motore, che non è più accentuato come in passato. A perfezionare la fase di freno motore in staccata c’è la frizione antisaltellamento STM. Lo scarico è lo standard cross da 92,5 dB. L’impianto frenante adotta pinze Galfer: una radiale ricavata dal pieno all’anteriore, che agisce su un disco da 300 mm o da 320 mm a seconda delle piste e una standard da cross al posteriore. Le ruote sono tubeless Alpina con cerchio anteriore in carbonio da 16,5”.

COME VA


COME VA L’ha testata per noi Paolo Gaspardone che racconta: “Pochi giri e riesco già ad andar forte: rido sotto il casco perché non avrei mai creduto che potesse essere una moto di questo livello, secondo me da prima fila. Il telaio è estremamente intuitivo, agile come un due tempi (qui contribuisce anche la ruota superleggera in carbonio) e con un motore spaziale che va veramente forte: sotto non dà la botta, gira come un monocilindrico (non esiste l’on/off) e in alto decolla, dando il meglio di sé. Lo sterrato è una pacchia a confronto delle difficoltà che incontri in sella ad una SXV”.

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