18 September 2014

Special BMW: preparatori per caso (e per passione)

Le vecchie boxer 2 valvole e le più recenti K75 e K100, sono ottime basi per realizzare moto uniche a poco costo. Le café racer, le scrambler e le street tracker costruite intorno a questi modelli stanno spopolando. Vediamone due realizzate in casa anche con un occhio al portafogli

Special bmw: preparatori per caso (e per passione)

A volte le special che pubblichiamo le troviamo così: ci imbattiamo in loro senza preavviso, mossi dal caso. Come è successo con le BMW che vi presentiamo. La prima è preparata da Filippo Cirigliano, un appassionato che lavora nell’azienda accanto alla redazione. I cancelli d’ingresso sono attigui; capita così che una sera, uscendo dall’ufficio, ci troviamo a immetterci insieme sulla strada che ci riporterà a casa. Scambio di sguardi, scatta un complimento per la moto, si fanno un paio di domande. Si spengono i motori, si tolgono i caschi e si comincia a parlare.

 

DA TURISTICA A CAFÉ RACER

Non è una special da strapparsi i capelli -diciamolo subito- questa K75, di quelle che si possono vedere  ai concorsi. Ma è armoniosa, nel complesso, e Filippo ne è orgoglioso. E ne ha ben donde, perché se l’è costruita praticamente tutta da sé. Di BMW serie K modificate, in questi ultimi anni, ne abbiamo viste parecchie: cliccate qui. Alcune decisamente belle, molte semplicemente povere, la maggior parte troppo uguali tra loro. Questa si inserisce nella schiera delle special che fanno proprio il motto “poca spesa, tanta resa”. I costi per realizzarla sono stati infatti piuttosto contenuti. “Inizialmente -ci racconta Filippo- cercavo una moto un po’ vecchiotta per realizzare una café racer senza spendere troppo, ma non sapevo ancora da che base partire. Dopo numerose ricerche su diversi siti internet, sono rimasto colpito dalle BMW della seria K: il web abbonda di special realizzate su questa base e fornisce parecchie idee. A ben pensarci, le tre e quattro cilindri “a sogliola” bavaresi si sarebbero ben prestate al mio progetto”. Così, dopo qualche settimana di ricerca mirata, durante l’estate 2013 Filippo acquista una K75RT completamente originale. Il venditore è un appassionato che l’ha sempre mantenuta alla perfezione: l’affidabilità è garantita. In questo modo non c’è bisogno di interventi di ripristino al motore o alla ciclistica. Con l’avvento della stagione autunnale, il nostro preparatore in erba comincia a smontarla, mentre in testa si accavallano tante idee diverse, contaminate dalle special viste su internet. Le immagini contenute nella gallery, che mostrano anche delle prove estetiche con un codino monoposto in stile anni Sessanta, sono la riprova della vivacità progettuale che regna nella mente di Filippo. Alla fine il progetto è definito: fiere e mercatini sono il posto ideale dove trovare i componenti necessari. Il resto è tutto olio di gomito e lavoro notturno. Dopo sei mesi, la special è pronta.

 

IL CODONE È INGLESE

Da carenata turistica un po’ sgraziata, la K75 si è trasformata in elegante e leggera café racer (ammiratela in questa gallery). Il nero snellisce, d’accordo, ma i chili in meno ci sono eccome. L’eliminazione della carena e dell’ingombrante strumentazione originale ha fatto spazio ad un faro tondo (di una Buell, come i supporti e il cupolino, oltre al parafango anteriore). Il nuovo manubrio a sezione variabile è stretto da una coppia di riser WRP, e accoglie manopole e specchi retrovisori moderni e aggressivi. Una strumentazione mista analogico/digitale della Koso, completa il dashboard. Il motore, che già va bene e non necessita di revisione, rimane così come è, ma lo scarico, lungo e pesante, è modificato: il taglio obliquo, a fetta di salame, lo accorcia e lo rende più aggressivo. La modifica più evidente però è al posteriore. Il nostro Filippo ha adattato il codone, arrotondato e compatto, di una Triumph Street Triple 675, ricavando sotto di esso un piccolo vano portaoggetti. Per farlo però ha dovuto modificare la parte posteriore del telaietto che lo sorregge. Lavoro di flessibile e saldatore, che bisogna eseguire con un po’ di perizia. Poi, una bella verniciata di nero su tutto: telaio, plastiche, serbatoio, cerchi e motore. Non sarà originalissimo, ma non stanca, è facile da correggere in caso di graffi e copre eventuali, piccoli difetti. Completa l’estetica la sella, fatta rivestire da un artigiano specializzato, con il logo BMW ricamato e la parte posteriore –quella dedicata al passeggero- in vinile lucido che simula un guscio rigido. La spesa? Filippo dice di aver acquistato la K75RT a 1.000 euro: un buon prezzo, considerate le ottime condizioni della moto. Altri 1.500 euro sono serviti per comprare i componenti e pagare le lavorazioni (come la sella) eseguiti da terzi. Insomma: senza esagerare, ecco un bell’esempio di come farsi una café racer spendendo il costo di uno scooter…

 

BOXER ANABOLIZZATO

Dal motore a sogliola, passiamo all’icona del Marchio bavarese: il boxer. Ce la propone un nostro lettore, Luigino Guzzi, che ha realizzato per l’occasione anche una bella gallery, con le foto di Tommaso Occhiuzzi. La moto è una R45 trovata usata a soli 600 euro (più il passaggio di proprietà): un prezzo decisamente basso, ma giustificato dal fatto che l’esemplare, rimasto vittima di una alluvione, è messo un po’ male e il motore è bloccato. Aprirlo per una revisione totale suggerisce a Luigino di mettere mano più pesantemente del previsto. Così, sul basamento originale della R45, arrivano cilindri (accorciati di 21 mm, per mantenere la corsa della moto di serie), teste e pistoni della R80; così la cilindrata totale sfiora i 700 cc. Il nostro lettore si affida a un’officina meccanica per i lavori di rettifica, rimonta il tutto e alimenta il nuovo motore con una coppia di Dellorto da 32 con pompa di ripresa. Alla fine mette la moto al banco, che dichiara 50 CV all’albero: mica male! Il pregio di questa special però è soprattutto nel peso: 166 kg a secco.

 

TRASANDATA PER SCELTA

Anche in questo caso il web è una ricca fonte di ispirazione e di vecchie BMW boxer elaborate più o meno elegantemente ce ne sono a bizzeffe (cliccate qui per una gallery esemplificativa).

Ma Luigino si lascia affascinare dal filone rat, uno stile volutamente trasandato, invecchiato, arrugginito. Così ruggine e metallo grezzo, insieme a tante parti recuperate di seconda mano, contribuiscono a definire l’estetica. Il telaietto posteriore è ricostruito artigianalmente e contribuisce ad abbassare la seduta, mentre il manubrio alto, da cross, è montato su riser realizzati apposta. Il serbatoio, snello e tondeggiante, è quello di una Gilera Giubileo 98 (si notano ancora gli incavi che accoglievano il logo del Marchio di Arcore) e il faro è un fendinebbia in alluminio della Bosch.  A livello ciclistico, la forcella originale ospita una ruota a raggi; dietro invece rimane il cerchio in lega originale e compaiono due ammortizzatori a gas con serbatoio separati. La frenata anteriore è affidata a una pinza Brembo. Oltre al costo della moto, il nostro lettore ha speso altri 3.200 euro. Non pochi, ma i lavori al motore non sono certo stati economici. D’altro canto, trovare un esemplare di boxer due valvole in ordine a meno di mille euro è praticamente impossibile. Luigino utilizza quotidianamente la sua special, principalmente su asfalto, ma sogna un giorno di portarla in fuoristrada, magari sulla Via del Sale…

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