Soriano Motori presenta la gamma Giaguaro

Soriano Motori ha tolto i veli alle nuove Giaguaro V1R e Giaguaro V1S. Le novità elettriche sono la pietra miliare della rinascita del Brand, presentato durante un evento stampa a Milano che anticipa l'approdo a Eicma 2021. Particolare il layout estetico della moto, ma ancora di più lo sono le caratteristiche tecniche: due motori elettrici, cambio a cinque marce, possibilità di scegliere il "sound" della moto, grosso display al posto del comune "serbatoio"

1/16

1 di 9

Le moto Soriano sono prodotte in Italia. Telaio, motore, cambio, frizione e software di gestione sono totalmente “Made in Soriano”. Le prime moto che verranno assemblate negli stabilimenti saranno la Giaguaro V1S e la Giaguaro V1R. Vediamo nel dettaglio la base tecnica delle novità 2022, svelate alla stampa durate un evento che si è tenuto a Milano e che anticipa l’approdo del Marchio a Eicma 2021 (ospite d'eccezione Marco Melandri, che ha contribuito all'unveiling della moto). Nelle ultime pagine trovate la storia del Brand, nato grazie al lavoro di Ricardo Soriano nel 1939.

Il team Soriano ha lavorato per produrre un design unico e riconoscibile. Le sovrastrutture, realizzate in carbonio e materiale plastico non lasciano spazio all'immaginazione, scoprendo in parte la struttura portante del veicolo e il sistema di propulsione. Il corpo centrale viene alleggerito da una coda minimalista che sottolinea l'aggressività del mezzo e ne giustifica il nome: Giaguaro.

La Giaguaro, declinata nelle versioni V1S e V1R, è costruita intorno a un telaio perimetrale in tubi di acciaio. Per la sospensione anteriore della Giaguaro, Soriano ha sviluppato due alternative differenti: la V1S è stata equipaggiata con una funzionale e collaudata forcella telescopica up-side-down, con steli da 50 mm di diametro e 125 mm di escursione; la Giaguaro V1R, invece, monterà un inusuale e caratteristico sistema a parallelogramma. Una scelta, quest'ultima, voluta fortemente dal founder di Soriano Motori, Marco, per simboleggiare l'anello di tramite che lega il presente con le soluzioni tecniche adottate sulle moto progettate dall’antenato Ricardo negli anni 40. L'escursione della ruota anteriore è di 120 mm. Per entrambe le Giaguaro, infulcrato al telaio, troviamo un forcellone in alluminio ricavato dal pieno con tecnologia CNC a controllo numerico. Alla struttura, liscia all'esterno e con la classica nervatura interna dovuta allo svuotamento del materiale in eccesso, è imbullonato un monoammortizzatore a progressione variabile con escursione di 120 mm. Per arrestare l'avanzamento, la Giaguaro monta, all'anteriore, un doppio disco da 320 mm di diametro sui quali agiscono due pinze a quattro pistoncini. Al posteriore, invece, è stato alloggiato un disco singolo da 260 mm di diametro e una pinza, anche in questo caso, a quattro pistoncini. La Giaguaro, per entrambe le versioni, utilizzerà cerchi prodotti dall'italiana OZ: diametro 17” con canale di 3,5” all'anteriore (con gomma 120/50) e di 5,5” per la ruota posteriore (con gomma 180/55).

Non uno, ma ben due i motori posizionati all'interno del telaio della Giaguaro: un'unità trasversale, perpendicolare rispetto all'asse del veicolo, che riporta alla mente lo schema boxer utilizzato sui veicoli a propulsione endotermica. Interamente progettato da Soriano Motori, il sistema viene realizzato in collaborazione con Moog, azienda italo-statunitense. I due motori sfruttano la tecnologia brushless. A differenza dei brushed (dove gli avvolgimenti vengono posizionati sul rotore, con il conseguente bisogno di utilizzare delle spazzole all'interno dello statore) il sistema brushless evita i contatti dovuti alla rotazione e non genera attriti. La potenza offerta dalla Giaguaro differisce in base al modello scelto: 60 kW per la V1S; 72 kW per la V1R. Il valore di coppia, invece, è identico per entrambi i modelli: 155 Nm. L'impianto di raffreddamento è composto da due radiatori frontali, ai quali vanno aggiunti altri due radiatori, uno per ogni inverter, posizionati, anche questi frontalmente, immediatamente sotto i due radiatori principali. Gli inverter, oltre a sfruttare l'azione del liquido refrigerante, sono dotati di alettatura esterna per ottimizzare e moltiplicare l'efficacia di raffreddamento. Il liquido di raffreddamento, nella parte finale del suo percorso, attraversa un'ulteriore massa radiante, posizionata esternamente e imbullonata al di sotto del telaietto reggisella: un dissipatore di calore addizionale. A spingere il liquido all'interno del sistema ci pensa una pompa elettrica di ultima generazione.

La V1S e la V1R sfruttano un cambio a cinque rapporti, ai quali si aggiunge la retromarcia, per facilitare le manovre da fermo, e la folle. Il cambio è assistito da una frizione idraulica in bagno d'olio che permette di modulare con estrema semplicità la potenza offerta dai due propulsori elettrici. Grazie al software sviluppato da Soriano, tarato e calibrato in simbiosi al lavoro sincrono di cambio, frizione e dei due motori, è possibile ottenere una distribuzione delle prestazioni e, quindi, un utilizzo del tutto simile ai veicoli con propulsioni endotermiche.

I tecnici Soriano hanno optato per una serie di batterie di ultima generazione con celle agli ioni di litio ad alta densità e capacità energetica; l'intero sistema è denominato “LIB anti-virus pack”. Nonostante il peso complessivo delle batterie rappresenti quasi un terzo del peso totale del veicolo, gli ingegneri Soriano hanno scelto di alloggiare gli accumulatori al di sopra dei due motori. L'autonomia della Giaguaro, per entrambe le versioni, nell'utilizzo misto, urbano-extraurbano, si attesta intorno ai 180 chilometri dichiarati. Il tempo necessario per ricaricare l'intero comparto, con il caricabatterie da 3,5 kW di potenza, è di 5 ore; si scende sotto la soglia dei 60 minuti utilizzando la versione più performante da 20 kW.

Il software sviluppato da Soriano, in caso di guasto a uno dei due propulsori, è in grado di modificare la mappatura in tempo reale, in base alle anomalie riscontrare e, di conseguenza, offrire la migliore gestione delle prestazioni del solo motore ancora funzionante. Altra scelta rivoluzionaria riguarda la disposizione del ponte di controllo; sparisce la classica strumentazione posizionata appena sopra il manubrio, per dare spazio a un display touchscreen da 8” (15x10 cm), disposto su quello che a prima vista potrebbe sembrare un “serbatoio”. Il pilota potrà quindi visualizzare informazioni quali velocità di marcia, rapporto inserito, assorbimento di energia, carica residua e temperatura del motore, oltre all'indicazione di data e orario. In fase di manutenzione, tramite un hardware esterno, sarà possibile individuare, tra le altre, eventuali anomalie riscontrate all'interno delle 90 celle delle batterie. Infine, per garantire il massimo grado di sicurezza del pilota, Soriano ha sviluppato un sistema attivo in grado di eliminare qualsiasi scarica di tensione dovuta a guasti, danneggiamenti, anomalie di funzionamento o a qualsiasi fattore esterno.

La storia e il blasone della famiglia Soriano si devono in gran parte all'inventiva, alla poliedricità e all'originalità di Ricardo Soriano, figlio primogenito del senatore e deputato Cortes Fernando Soriano y Gaviria. Personaggio eccentrico e dalle mille risorse, Ricardo, nobile e aristocratico, fu marchese di Ivanrey, senatore a vita per il territorio di Salamanca, banchiere, industriale, promotore della provincia di Marbella, pilota di off-shore (un titolo conquistato nel Campionato del Mondo di Motonautica) e costruttore di auto, aerei, e motociclette. Grande appassionato di motori a 360°, dopo la laurea in ingegneria meccanica, iniziò a canalizzare tutte le sue idee nell'industria dell'epoca fino a realizzare, sul finire degli anni '30 (dopo aver già fondato la Soriano-Pedroso SpA nel 1919), la prima fabbrica di motociclette della penisola iberica. Anticipando di qualche anno oggetti di culto come Vespa e Lambretta, presentati al pubblico nell’immediato dopoguerra, a Ricardo Soriano si deve riconoscere la paternità del primo scooter, così propriamente detto, del mondo. L'azienda fondata da Ricardo nel 1939, in breve tempo, arrivò a produrre una serie di veicoli a ruota bassa conosciuti con il nome di Lince, Pantera, Tigre e Puma, che contribuirono a migliorare la qualità del trasporto privato in tutta la Spagna. La popolarità raggiunta dai prodotti ideati da Ricardo Soriano, lo portarono a stringere un accordo commerciale con Manuel Giró, dando origine a uno dei brand spagnoli più amati dagli appassionati di tutto il mondo: la Ossa, in foto qui sotto.

E arriviamo ai giorni nostri, quando, dopo una pausa di riflessione, nella quale la famiglia Soriano ha diversificato i propri investimenti, consolidando il main-business soprattutto nell’ambito della finanza, la terza generazione della dinastia, nella figura di Marco Antonio Soriano IV, ha deciso di ridare lustro allo storico blasone creato dall'eclettico antenato. Passi calibrati hanno così portato, nel 2020, alla realizzazione della Soriano Motori di “ultima generazione” con una piattaforma propria brevettata, denominata Duoflex.

Marco Antonio Soriano IV: “Ho visto l'opportunità di far rinascere il marchio di famiglia sotto una prospettiva del tutto nuova e diversa rispetto al passato. Avere una narrazione, concreta e reale come la nostra piattaforma globale di veicoli elettrici, ti permette di essere ascoltato, solidificando immediatamente un ventaglio di valori riconosciuti da mercato e competitors. Nel 2019 ho iniziato a disegnare su un tovagliolo le prime bozze delle moto che avrei voluto creare. Ho portato le mie idee a un pool di designer e ingegneri negli Stati Uniti. Poi, sono venuto in Italia per organizzare la produzione: ho sangue italiano, sono molto legato a questo paese. Gli italiani hanno un'attenzione e un rapporto ineguagliabile per arte, bellezza e design. Soriano Motori è il primo costruttore al mondo a realizzare un veicolo elettrico con piattaforma propria, dotato di cambio e marce, che consente di risparmiare energia e, allo stesso tempo, di aumentare autonomia di viaggio e sicurezza di marcia. Abbiamo brevettato queste tecnologie per ottenere un sistema modulare in grado di essere utilizzato su qualsiasi altro tipo di veicolo elettrico... siamo coscienti del fatto di essere nati in un periodo impegnativo, incerto, sotto tutti i punti di vista e per la maggior parte dei settori di mercato. La pandemia ci ha messo di fronte a problemi che in altri momenti non avremmo né affrontato né “testato”. Tutto questo ci ha reso ancora più forti e determinati”.

1/4

Misure

  • Lunghezza: 2.215 mm
  • Larghezza: 740 mm
  • Altezza sella: 780 mm
  • Interasse: 1.595 mm
  • Peso: 255 kg

Motore

  • 2 motori tipo Brushless Cambio: 5 marce + retromarcia e folle
  • Frizione: multidisco
  • Trasmissione finale: a catena – rapporti 15/45
  • Potenza: 72 kW
  • Coppia: 155 Nm
  • Velocità max: 180 km/h
  • Autonomia: 180 km

Ciclistica

  • Telaio: doppio trave superiore perimetrale in tubi di acciaio
  • Sospensione anteriore: a parallelogramma – escursione 120 mm
  • Sospensione posteriore: monoammortizzatore a progressione variabile – escursione 120 mm
  • Impianto frenante anteriore: doppio disco da 320 mm – 2 pinze a quattro pistoncini contrapposti
  • Impianto frenante posteriore: disco singolo da 260 mm – 1 pinza a quattro pistoncini contrapposti
  • Ruote Anteriore 120/70 – 17” - canale 3,5
  • Posteriore 180/55 17” - canale 5,5

Prezzo: 32.750 euro c.i.m.

Misure

  • Lunghezza: 2215 mm
  • Larghezza: 740 mm
  • Altezza sella: 780 mm
  • Interasse: 1595 mm
  • Peso: 255 kg

Motore

  • 2 motori tipo Brushless
  • Cambio: 5 marce + retromarcia e folle
  • Frizione: multidisco in bagno d'olio
  • Trasmissione finale: a catena – rapporti 15/45
  • Potenza: 60 kW
  • Coppia: 155 Nm
  • Velocità max: 180 km/h
  • Autonomia: 180 km

Ciclistica

  • Telaio: doppio trave superiore perimetrale in tubi di acciaio
  • Sospensione anteriore: forcella telescopica up-side-down con steli da 50 mm di diametro – escursione 125 mm
  • Sospensione posteriore: monoammortizzatore a progressione variabile – escursione 120 mm
  • Impianto frenante anteriore: doppio disco da 320 mm – 2 pinze a quattro pistoncini contrapposti
  • Impianto frenante posteriore: disco singolo da 260 mm – 1 pinza a quattro pistoncini contrapposti
  • Ruote Anteriore 120/70 – 17” - canale 3,5 Posteriore 180/55 17” - canale 5,5

Prezzo: 25.250 euro c.i.m.

I video di MOTOCICLISMO

Guarda tutti i video di MOTOCICLISMO >>
© RIPRODUZIONE RISERVATA