di Michele Perrino - 23 aprile 2014

Sicurezza stradale e infrastrutture in un tweet libro

Per la prima volta nella storia delle due ruote, tutto ciò che riguarda la sicurezza sulle nostre strade è oggetto di un libro scritto con i tweet condivisi dagli utenti. Dalle buche ai guardrail, dall’ABS all’abbigliamento protettivo: ecco #dakarsottocasa

Sicurezza stradale e infrastrutture in un tweet libro

Poche parole, giusto quelle di un tweet, che descrivono la situazione viaria del nostro Paese attraverso l’esperienza degli utenti. Questo è #dakarsottocasa, il primo tweet libro che parla delle infrastrutture e della sicurezza stradale del nostro paese, promosso da Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori) ed EICMA. L’autore è Vincenzo Borgomeo, giornalista di La Repubblica.

 

UN TEMA DIFFICILE

Parlare di buche profonde come crateri, guardrail affilati come lame o insidiose e scivolose strisce pedonali che tutti i giorni siamo costretti ad affrontare, anche nel solo tragitto casa-ufficio, non è piacevole. Ma non si può ignorare un problema che, ogni anno, ci costa morti e feriti (nel 2012 quasi 100 persone decedute e 2.000 ferite). L’obiettivo dichiarato del libro è quello di portare in piazza il tema, condividerlo con le milioni di persone che affollano il social network e continuare ad insistere sul tema delle infrastrutture pericolose.
Ogni pagina è poi interattiva e consente di entrare in contatto con l’autore del tweet e gli altri utenti del social. E per ogni pagina esiste un commento, un riassunto sul come si è evoluta la discussione su quel determinato argomento al fine di spingere il lettore a tenere vivo il tema.

 

SICUREZZA: ANCORA MOLTO DA FARE

Secondo il MAIDS (Motorcycle Accidents In Depth Study) in Italia le infrastrutture inadeguate sono la concausa di incidenti nel 25% dei casi (circa il doppio rispetto alla media europea).

Nel 2012 la presenza di ostacoli accidentali o fissi sulla strada ha provocato la morte di 88 motociclisti ed il ferimento di altri 1.920, pari al 30% del totale (fonte ISTAT). Il costo sociale degli incidenti dove sono coinvolti mezzi a due ruote è stimabile in circa 8 miliardi di euro, dei quali più di 600 milioni sono imputabili alle infrastrutture.

 

INCIDENTI IN MOTO: -13,8% NEL 2012

Nonostante tutto le statistiche per il 2012 in Italia parlano di 64.823 incidenti (mortali e non) per i veicoli a due ruote, cifra che fa segnare -13,8% rispetto all’anno precedente. Le vittime su ciclomotore (122) fanno registrare la contrazione più significativa, con un -26,1% rispetto al 2011, mentre il numero dei feriti è diminuito del 6,9%. Negli ultimi 5 anni il numero delle vittime ha fatto segnare un -31,5%, mentre  se guardiamo indietro al 2000 la riduzione è ancor più marcata: -37,6 %.

 

CODICE DELLA STRADA A MISURA DI 2 RUOTE

Confindustria ANCMA, in collaborazione con il DISS (Dipartimento di Sicurezza Stradale) dell’Università di Parma ha redatto un vademecum utile a progettisti e tecnici al fine di realizzare infrastrutture “a prova di motociclista” (e ciclista). La riforma del Codice della Strada, d’altro canto, rappresenta un importante passo verso un futuro più sicuro per chi viaggia su due ruote. Si va dal recepimento della norma tecnica del CEN (Comitato Europeo per la Standardizzazione) che stabilisce i criteri costruttivi di guardrail per motociclisti, all’apertura delle corsie riservate ai mezzi pubblici per scooter e moto (come accade già a Stoccolma e Londra) fino all’introduzione di un vincolo normativo che imponga alle pubbliche amministrazioni che costruiscono nuove strade di prevedere misure di sicurezza specifiche per gli utenti delle due ruote.  

 

Per concludere vi lasciamo con qualche dato del Comune di Milano, dove gli incidenti mortali aumentano (ma non per le moto) e con qualche video: questi filmati (con crash più o meno divertenti, ma tutti con esito fortunatamente positivo) forse vi aiuteranno a tenere a bada il polso destro. Perché quando si parla di sicurezza, non ci si può dimenticare che il primo passo è sempre quello di darci una calmata.

 

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ultimi articoli