Salgono i prezzi del carburante e aumentano le vendite degli scooter

L’associazione statunitense dei Costruttori moto rende noto che per gli scooter, nel primo trimestre 2008, si registra un incremento delle vendite pari al 25%. È un fatto ma il modo in cui si sia arrivati ad ottenere quel valore è singolare per gli States: tutto deriva dall’aumento dei prezzi del petrolio.

Vantaggio consumo


NEW YORK (U.S.A.) 21maggio 2008 – L’associazione statunitense dei Costruttori moto rende noto che per gli scooter, nel primo trimestre 2008, si registra un incremento delle vendite pari al 25%. È un fatto ma il modo in cui si sia arrivati ad ottenere quel valore è singolare per gli States: tutto deriva dall’aumento dei prezzi del petrolio. Il primo tentativo fu quello di rifilarli agli utenti del traffico urbano come oggetti alla moda, a volte dal fascino rétro, ma stando a quanto raccontato dai grandi concessionari locali si rivelò totalmente fallimentare. Così, in seconda battuta, i venditori americani ci hanno riprovato, cavalcando l’onda favorevole della corsa al risparmio, sia intermini di tempo, sia in termini di costo: da casa all’ufficio in pochi minuti e con pochi soldi. Era già un dato di fatto che lo scooter fosse un mezzo economico per costi di gestione e consumi ma che diventasse la bandiera degli impiegati statunitensi era del tutto inaspettato. Sulle maggiori testate giornalistiche degli U.S.A. si leggono diverse testimonianze di lavoratori che, pur non essendo mai stati attratti dalle due ruote, hanno deciso acquistare uno scooter convinti della sua convenienza: “100 miglia con un gallone – circa 42 km con un litro n.d.r. – è grandioso!” dicono.

Effetti collaterali



Naturalmente un aumento del parco circolante a due ruote comporterà esigenze particolari: prima di tutto la sicurezza. Infatti, negli Stati Uniti, come in Europa, per l’utilizzo di alcuni scooter è richiesto il possesso della patente per la moto tuttavia, coloro che decidessero di acquistare veicoli per cui non è previsto si esporranno a grandi rischi per una certa carenza nelle capacità di guida. Inoltre lo scooter richiede un abbigliamento adeguato, con le giuste protezioni, ed è necessario sensibilizzare il pubblico al suo utilizzo. Anche dal punto di vista della Pubblica Amministrazione dovranno esserci le giuste attenzioni sulle condizioni delle strade, considerando che un aumento dei due ruote circolanti porterà ad una maggiore esposizione ai pericoli da parte dell’utenza. Il fenomeno è in fase di studio. Ci sono anche problemi di parcheggio selvaggio: molti garage non accettano gli scooter ed altri applicano i prezzi in vigore per le auto, perciò i proprietari dei mezzi li lasciano dove possono. In ogni caso il livello di tolleranza da parte delle Autorità pubbliche è abbastanza elevato, pur variando di molto da una municipalità all’altra, ma i motociclisti sono ancora invisi agli automobilisti, soprattutto per il vizio di parcheggiare fra un’auto e l’altra.

Diversificazione dell'offerta


Pare che buona parte dei neonati scooteristi sia arrivata alle due ruote grazie anche ad una scelta più vasta offerta dalle Case costruttrici. Ci sono sempre più veicoli in grado di soddisfare le esigenze più svariate. Tre ruote inclusi. Tanto che gli stessi agenti di polizia della Grande Mela hanno optato per l’MP3, come mezzo operativo ideale per sicurezza e prestazioni. In principio gli scooter erano abbastanza scomodi ma, successivamente, sono migliorati, in particolare con la crescita delle cilindrate che ha determinato spazio e capacità di carico maggiori: un’ulteriore attrattiva per i pendolari. Inoltre, a conti fatti, la scomodità in caso di cattivo tempo è ben compensata dal risparmio sul carburante, specialmente se si considera che le protezioni antiacqua, per fare un esempio, sono sempre più efficaci tanto quanto i costi del carburante sono sempre più alti.

Risparmio garantito



Oltre al risparmio deciso sui costi del carburante gli americani hanno scoperto anche quello delle polizze assicurative. La RC per lo scooter costa circa 300$ contro i 600$ necessari per assicurare una moto ed i 1.400$ richiesti per un’auto. I prezzi rimarrebbero contenuti anche per via della bassa incidenza della mortalità causata dai commuter rispetto ai numeri del parco circolante: la tavola rotonda delle società assicuratrici americane fa sapere che i decessi sarebbero di circa 129 utenti su un milione, contro i 645 per i piloti di moto. Un dato che è comunque superiore a quello delle auto per cui si parla di circa 75 morti ma che potrebbe essere corretto con una maggiore sensibilizzazione verso la prudenza e che le stesse Assicuratrici definiscono non di rilievo se si fa una proporzione dei rischi ai quali va incontro chi si sposta sulle due ruote, rispetto a chi si sposta in auto. La corsa al risparmio sarebbe confermata anche dal Sig. David Mayer, titolare di uno dei più grossi concessionari Vespa, degli Stati Uniti che dice: “Ho notato un cambiamento radicale nei nostri clienti: anziché presentarsi il solito appassionato che vuole un nuovo oggetto di tendenza, ad entrare nel concessionario sono persone che si presentano con carta, penna e calcolatrice alla mano e che vogliono sentirsi cantare i numeri”.

Futuro incerto


Per il momento non si sa se gli scooteristi si trasformeranno in veri e propri motociclisti, se ci sarà un aumento dell’interesse verso le due ruote e la moto, se ci sarà il passaggio dagli scooter alle motociclette di grossa cilindrata. Invece si sa bene che l’adesione ai club riservati alla categoria sono in aumento. Forse per un mero discorso di convenienza economica, per le molte convenzioni e sconti offerti a chi aderisce ad un club. Forse perché davvero chi prova il piacere delle due ruote ne rimane affascinato. Ne è un esempio l’incremento delle visite e delle adesioni che sta registrando il sito www.nyscooterclub.com dello Scooter Club newyorkese.



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