Ride for Life 2014 raccoglie 20.000 euro per la ricerca

Il bilancio della quinta edizione di RfL è più che positivo. Nonostante il maltempo che nella prima giornata di gare ha colpito la Pista South Milano di Ottobiano (PV), il week end andato in scena il 15 e 16 novembre non ha deluso le attese in termini di pubblico

Ride for life 2014 raccoglie 20.000 euro per la ricerca

L’edizione 2014 di Ride for Life è stata segnata dal maltempo, ma nonostante l’impraticabilità dell’attività del Motocross a causa dell’allagamento della pista di Ottobiano (PV),  i Campioni di MX, Enduro, Velocità e SuperMoto hanno sfidato ciclisti e personaggi sportivi o televisivi nelle discipline del ciclismo e delle pitbike. Il tutto integrato dallo spettacolo offerto dai freestyler del Daboot, Kevin Ferrari compreso, purtroppo scomparso a gennaio 2015 a seguito di una caduta durante un'esibizione. Ricordiamo che però questo evento è nato a scopo benefico, quindi l’interesse principale va al ricavato per ex piloti che hanno subito gravi lesioni spinali. Il weekend sulla pista Internazionale South Milano ha fruttato alla ricerca all'incirca 20.000 euro, cifra non ancora definitiva visto che le aste benefiche online dei cimeli dai noti sportivi presenti sono ancora in corso su ebay e charitystars.

 

“nessuno deve più soffrire per una lesione spinale”

L'evento organizzato dalla Riders4Riders Onlus e dalla Marina Romoli Onlus ha confermato le sue potenzialità aiutando giovani ciclisti e piloti motociclisti rimasti coinvolti in gravi incidenti in gara o in allenamento grazie ad un cospicuo introito che, in collaborazione con la fondazione Wings For Life, nelle ultime due stagioni è stato destinato, come nelle precedenti due edizioni, alle ricerche del prof. Gregoire Courtine presso l’EPFL (Ecole Polytechnique Fedérale de Lausanne) in Svizzera impegnato nel trovare sistemi per ripristinare funzioni sensoriali e motorie che sono state interrotte a causa di una lesione spinale.

Ringraziamo tutti i partecipanti all'evento e i tanti volontari che lo hanno reso possibile – spiegano i rappresentati della Marina Romoli Onlus e di Riders4Riders Onlus. - Ci teniamo a destinare quanto raccolto a un progetto serio e che possa produrre dei risultati concreti, per questo oltre al lavoro di raccolta fondi ne svolgiamo uno altrettanto impegnativo e meticoloso per la scelta dei progetti da cofinanziare. Abbiamo già visitato in passato i laboratori del prof. Courtine per constatare come stanno procedendo i lavori e siamo fiduciosi che questo progetto e altri in giro per il mondo presto ci permettano di raggiungere il traguardo tanto atteso. Ci auguriamo che anche l'Italia capisca quanto è importante investire in ricerca e che tutte le istituzioni promuovano il nostro messaggio e si adoperino per far sì che nessuno debba più soffrire per una lesione spinale”.

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