di Marco Marini - 17 May 2018

Yamaha Niken 2018, scommessa vincente!

Yamaha Niken 2018 è la prima moto a tre ruote di serie al mondo. L'abbiamo messa alla prova nei dintorni di Kitzbühel, in Austria, in condizioni… estreme! Si è dimostrata divertentissima e ha messo in mostra una tenuta di un altro livello rispetto alle due ruote tradizionali
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  • 1/16 Yamaha Niken, foto dal press test di Kitzbuhel, in Austria

    Presentata allo scorso Salone di Milano, senza dubbio la Yamaha Niken è stata una delle novità 2018 che più ha fatto parlare. Nel corso degli ultimi mesi vi abbiamo tenuti costantemente aggiornati riguardo alla prima moto a tre ruote di serie al Mondo: dopo la sua presentazione vi abbiamo mostrato un video che spiega il funzionamento del reparto sospensivo, seguito da un approfondimento tecnico (LWM) e poi sono arrivati gli “action video”, dove vi abbiamo mostrato la Niken fra le curve.

    Un'ultima cosa prima di salire in sella: il prezzo. La nuova Yamaha Niken, prenotabile online, è in vendita a 15.240 euro c.i.m.*

    Ora, da un'innevata Kitzbühel (Austria), Marco Marini ci riporta la prime impressioni di guida della Yamaha Niken.

    *:il prezzo “chiavi in mano” si ottiene aggiungendo al prezzo “franco concessionario” le spese per la messa in strada, che Motociclismo quantifica forfettariamente in 250 euro.

    COME VA

    Ci aspettavamo di salire in sella a un alieno, invece la prima moto a 3 ruote mai prodotta di serie è una moto facilissima da guidare e, soprattutto, si guida tale e quale a una moto. Se non guardi sotto non diresti di avere due ruote davanti. Almeno fino alla prima curva, dove entri forte anche se l’asfalto è fradicio e sta piovendo, e scopri una tenuta che è semplicemente di un altro livello rispetto alle due ruote tradizionali. Questo si traduce in un feeling e un passo da asciutto anche quando il fondo è bagnato o pieno di buche e questa è davvero una sensazione nuova. La risposta delle doppie forcelle anteriori (per una volta scrivere “forcelle” al plurale non è un errore!) è fantastica: i suoi 110 mm di escursione si usano tutti e permettono di digerire buche e avvallamenti senza mai scomporre la moto, il tutto filtrato dal parallelogrammo anteriore.

    Ed è questo l’altro elemento che fa della Niken una moto molto divertente: permette pieghe fino a 45° realmente in tutta sicurezza, perché l’appoggio anteriore è solidissimo e il posteriore, che molla prima delle sorelle davanti, lo fa con gradualità, ben coadiuvato dal valido traction control. I cambi di direzione sono fluidi e istintivi, non devi mai forzarla per entrare in curva o per cambiare inclinazione, lo fa col pensiero. Nei rapidi cambi di direzione non è rapida come una Tracer, ma è comunque più rapida di una classica moto da turismo. I suoi 263 kg dichiarati in ordine di marcia non si avvertono e la distribuzione del pesi è azzeccata. 50% davanti e 50% dietro considerando anche il pilota in sella (di 75 kg), il quale ha una posizione di guida simile a quella della Tracer ma tutta un po’ più arretrata. Ne deriva un grande equilibrio dinamico, anche se siamo abituati ad avere più carico al posteriore (generalmente le moto si avvicinano al 50%-50% ant-post senza il pilota) e questo porta ad avere un posteriore leggermente scarico in ingresso curva e in staccata.

    Yamaha Niken 2018, scommessa vincente!

    Parlando di freni, il posteriore ha un disco di grande diametro e potenza più che adeguata, ben gestita dall’ABS, mentre davanti sono state utilizzate le pinze freno della Tracer e dischi da 267 mm, i più grandi per stare all’interno delle ruote anteriori da 15”. La potenza frenante non è il fiore all’occhiello della Niken, che ha una frenata equilibrata e modulabile e un valido ABS, ma in quanto a potenza pura avremmo ben visto un impianto più aggressivo, considerando la grande tenuta di questo avantreno. Sul veloce la ciclistica è da riferimento: curvoni a oltre 160 km/h in piena piega si percorrono con una mano sola sorseggiando il caffè… dai che scherziamo, ma la confidenza anche sul veloce è da riferimento e il bello è che resta tale anche se si passa da asciutto a bagnato e viceversa.

    Qualche vibrazione di troppo a manubrio, sella e pedane a partire dai 5.000 giri ma che iniziano a essere fastidiose dai 7.000 giri sono la sola nota negativa in termini di comfort. Tenete presente che a 130 km/h in sesta si viaggia a circa 5.500 giri/min e la protezione dall’aria, per chi non supera il metro e ottanta è discreta fino a questa velocità. Ma non è una moto da turismo, quanto piuttosto un ibrido che strizza l’occhio allo sportivo, ma che è in grado di viaggiare e far strada con pochissimo sforzo, fisico e mentale. Il suo serbatoio da 18 litri dovrebbe garantirne una buona autonomia.

    E chiudiamo questa prima pillola sulla Niken con una notazione di colore per i più sbarazzini, che si staranno chiedendo: Ma si impenna o ha un avantreno cementato a terra?”. Chiedendoglielo per favore, in prima, la Niken alza i fari a LED al cielo e li tiene rivolti all’insù passando ai rapporti successivi. Non è una moto funambolica, ma di divertimento (e sicurezza) ne regala a piene mani.

    Troverete il test completo della Yamaha Niken, con approfondimenti e interviste, su Motociclismo di giugno, in edicola a fine mese.

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