Suzuki GSX-S750: "Aumentare la cilindrata? Ipotesi valutata... e scartata"

La GSX-S750 è la nuova Suzuki media naked 2017. In occasione della prova, Masaki Kuwabara (assistant manager) e Tatsuya Sasaki (assistant chief engineer), ci hanno spiegato perché non ha un motore 800 o un tre cilindri. Cosa di buono è stato tenuto della GSR, cosa è stato modificato?

Un grande classico rivisitato

Su Motociclismo di febbraio, uno dei servizi più attesi dai lettori è il test anteprima della Suzuki GSX-S750. Vi diciamo com’è fatta e come va la nuova naked 4 cilindri “settemmezzo” di Hamamatsu, erede e sostituta della precedente GSR. Ma come mai, in un periodo in cui le Case concorrenti salgono con le cilindrate o cambiano tipo di motore (vedi Kawasaki Z800, la Z900 e la Yamaha MT-09  - due novità che abbiamo appena provato, cliccate sui link -, la MV Agusta Brutale 800 o la Triumph Street Triple 2017, che sale anch’essa a 800 cc), Suzuki rimane fedele ad un suo storico cavallo di battaglia tecnico, apparentemente superato dalle più attuali tendenze?
In occasione della prima presa di contatto con la nuova moto, lo abbiamo chiesto a chi la GSX-S750 ha progettato e realizzato. Per l’intervista completa e tutti gli approfondimenti, fiondatevi in edicola, ma intanto ecco un’estratto della nostra chiacchierata con i manager giapponesi. 

“Cilindrata ancora leggendaria”

Intervista a Masaki Kuwabara (assistant manager) e Tatsuya Sasaki (assistant chief engineer)
 
Perchè Suzuki, dopo tanti anni, crede ancora che il quattro cilindri di 750 cc possa essere vincente nel segmento naked? Non avete considerato l’idea, come altre Case, di aumentare la cilindrata o cambiare frazionamento?
Masaki Kuwabara: “750 per Suzuki è un numero magico. Sebbene questa cilindrata non si utilizzi più nelle corse, proprio per il suo glorioso passato nelle competizioni è ancora adesso considerata leggendaria da una nutrita schiera di appassionati. Inoltre la serie GSX-R 750 è stata un’icona di sportività e ancora adesso il suo quattro cilindri gode di ottima reputazione. Sinceramente è stata discussa internamente la proposta di una ipotetica cilindrata di 800 cc, ma i benefici di una scelta del genere per Suzuki non sarebbero stati all’altezza dell’investimento”.
 
Quali erano secondo voi i punti deboli della GSR750? Come siete intervenuti per sistemarli?
Tatsuya Sasaki: “Abbiamo ricevuto lamentele principalmente riguardo alle finiture, come il manubrio o il forcellone, e al fatto che fosse complessivamente poco entusiasmante. Quindi abbiamo previsto su GSX-S di migliorare tutti questi particolari. Le prestazioni erano già ottime e sono cresciute, ma per aumentare il coinvolgimento abbiamo lavorato su altri aspetti, primo tra i quali il suono. Abbiamo fatto decine di test soltanto per decidere la posizione dei nuovi intake supplementari sull’airbox…”.
 
Per l’intervista completa,  gli approfondimenti e il test della Suzuki GSX-S750, non perdetevi Motociclismo di febbraio 2017.

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