Bentornata, Gixxer!

Prova Suzuki GSX-R1000R 2017: pregi e difetti della nuova maxi sportiva di Hamamatsu. La “Gixxer” è ora al livello delle migliori avversarie: ecco come va il nuovo motore in pista a Phillip Island, come si comporta la ciclistica, come lavora l’inedita elettronica
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Attesa finita!

Il momento della GSX-R1000 2017 è arrivato. Dopo tanta attesa, dopo averla ammirata solo staticamente ai saloni, dopo averla sognata grazie agli articoli, le foto e i video, siamo arrivati al dunque: il nostro inviato, Fabio Meloni, ha portato la nuova “Gixxer” tra i cordoli di una delle piste più affascinanti del Mondo, quella australiana di Phillip Island: ecco come va la nuova maxi sportiva di Hamamatsu che, nella sua ultima versione (che poi sono due, contando la pistaiola “R”…) vanta un nuovo 4 cilindri a fasatura variabile da 202 CV; elettronica avanzata (mappe, piattaforma inerziale a sei assi, traction control, launch control, quickshifter, ABS, ecc.); ciclistica rivista con nuovo telaio a doppia trave in alluminio, più compatto, rigido e leggero (come il forcellone), forcella Showa BPF (sulla più pistaiola “R” troviamo una forcella Showa BFF (Balance Free Front Fork), con il serbatoio pressurizzato a gas inerte e il sistema di smorzamento bilanciato), freni Brembo; strumentazione interamente digitale; look ispirato alle Suzuki che corrono in MotoGP.
 
La Suzuki GSX-1000 2017 arriva a marzo e costa 16.840 euro (chiavi in mano*), mentre la R sarà disponibile da maggio a 19.240 euro (sempre c.i.m.).

Motore strepitoso, ciclistica equilibrata, elettronica a punto.

Prima di partire per Phillip Island, chi ci era stato mi diceva “vedrai che pista splendida, scollini e ti trovi di fronte l’oceano…”. Ora che sono qui e che ho girato tutta la mattina con la nuova Gixxer non capisco. Ma come cavolo facevano a vedere il mare? Voglio dire: scollini a 280 km/h con questo motore che ancora spinge come una furia, devi scalare una o due marce (non ho ancora capito, a essere sincero) e infilarti in un destra veloce in modo terrificante. Tutto mi viene in mente in quel momento meno che buttare un’occhiata all’orizzonte e meravigliarmi per il panorama. Forse è colpa della GSX-R. Troppo veloce. Arrivassi 30 all’ora più piano forse un’occhiatina piccola piccola la darei anche, ma con ‘sto mostro preferisco stare concentrato. Non serve specificare che è il motore la prima cosa che colpisce. Per la prima volta un quattro cilindri jap è all’altezza di quello della BMW S1000RR. Ha un sacco di coppia e un allungo maestoso. Anche la Kawasaki ZX-10R mi aveva dato l’impressione di essere tanto potente quanto la tedesca, e infatti la potenza massima è più o meno la stessa, ma ai bassi e medi la differenza era avvertibile. Qui no: dal momento in cui prendi in mano il gas hai a disposizione – direi – gli stessi muscoli della RR, e credo anche lo stesso vigore in allungo. Forse di più? Non mi sorprenderebbe. E questa forza della nat… della meccanica è ben servita attraverso una buona risposta al gas, un ottimo quickshifter e un valido TC. Ma soprattutto piace l’abbinamento con una ciclistica che dà un sacco di confidenza, direi aspetto fondamentale per affrontare Phillip Island con un minimo di convinzione. A proposito: che pista. Che pista! E quante cose da dire su questa moto, che mi stupisce ogni turno di più. Vi raccontiamo tutto sul prossimo numero di Motociclismo. Da quaggiù, passo e chiudo.
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