Piemonte – Pralormo e dintorni

Viaggio nella regione subalpina tra fioriture nobiliari, influenze clericali e tradizione feudale

Pralormo

 

 


PRALORMO Messer Tulipano è il protagonista indiscusso, ogni anno per tutto il mese di aprile, tra le mura del castello di Pralormo, località collinare del limite meridionale della provincia di Torino. Nell’elegante maniero, visitato ogni anno da oltre 50.000 persone, durante l’inverno un’equipe di 10 giardinieri si occupa di piantumare una vasta selezione di bulbi di tulipano provenienti dall’Olanda, che nel mese di aprile sbocceranno riempiendo di colori il vasto parco progettato nell’Ottocento da Xavier Kurten, un famoso paesaggista che operava presso la corte dei Savoia. Uno spettacolo di colori accoglie i visitatori della mostra, accompagnati da numerose indicazioni lungo un itinerario attraverso la serra, il viale antico, il piccolo lago, oltre che in alcuni locali del castello, nei quali è allestita una mostra sulle montagne piemontesi.

 

 

Fioritura olimpica

 


FIORITURA OLIMPICA E proprio in occasione delle Olimpiadi invernali che hanno animato il Piemonte sono state realizzate alcune aiuole di tulipani Olimpyc Flame gialli fiammati di rosso, a rappresentare la torcia olimpica. Dopo una visita al castello, ed alla mostra se capiterete in zona ad aprile, ci si avvia sulla strada in direzione di Cellarengo, percorrendo pochi chilometri prima di passare nella provincia di Asti, un piccolo centro agricolo adagiato tra le dolci colline del Monferrato, solcate da strette stradine poco trafficate.

 

Cisterna d'Asti

 


CISTERNA D’ASTI Raggiunta Valfenera si riprende la strada a carreggiata larga, scendendo alla volta di Ferrere, adagiato in cima ad un colle che la strada principale aggira velocemente, evitandone l’attraversamento. Seguendo le indicazioni, in breve si arriva a Cisterna d’Asti, ad un bivio sul quale sorge l’albergo Garibaldi dalla facciata variopinta che invoglia il viandante ad entrare e curiosare. Interessante anche il castello, all’interno del quale sono visibili la grande “cisterna”, da cui il nome del paese, nella quale veniva raccolta l’acqua piovana ed il “museo di arti e mestieri di un tempo”, ricco di oltre 3000 oggetti.

 

Roero biricchino

 


ROERO BIRICCHINO Siamo ormai nelle colline del Roero, che prendono nome dall’antica famiglia di cui era feudo, zona d’elezione per i vitigni dell’Arneis che, pubblicizzati anche dai cartelli lungo la strada, solcano ordinatamente diversi pendii. Il vino ottenuto da questo vitigno è particolare, difficile da produrre per la mutevolezza da un anno all’altro. Perciò gli fu attribuito il nome di Arneis, parola che in dialetto piemontese significa birichino.  La provincia di Cuneo ci accoglie offrendoci un bel tratto di strada movimentata poco prima di Canale, paese dalla viabilità complessa, rinomato per la sua enoteca ristorante che consigliamo di non trascurare.

 

Bra nobile e clericale

 


BRA NOBILE E CLERICALE Un percorso pianeggiante ci accompagna attraverso le campagne che attorniano Monticello d’Alba, dove spicca il santuario della Beata Vergine di Castellero, seguito poi da un bel tratto ricco di curve fino alle porte di Bra. Questa cittadina conserva strutture architettoniche di origine barocca, come la chiesa di Sant’Andrea ed il vicino palazzo del Monte di Pietà. Meritevole di visita anche il principale corso cittadino, via Vittorio Emanuele, impreziosito da palazzi signorili. Abbandonato il centro abitato, si imbocca per pochi chilometri la statale 661 fino al santuario della Madonna dei Fiori, che sorge imponente al lato della strada soggetta ad un traffico intenso. Dopo aver impegnato la stradina a lato del santuario ci si inoltra nella piatta campagna oltrepassando la ferrovia e incontrando solo qualche sperduto cascinale ancora abitato dagli allevatori della zona ed una simpatica chiesetta, tutta bianca e dalla foggia strana, dedicata a San Giovanni Battista, del quale spicca un dipinto sulla particolare facciata. Peccato sia chiusa.

 

Alle porte di Racconigi

 


ALLE PORTE DI RACCONIGI Numerose case ed un moderno treno ci accolgono alle porte di Racconigi, la cittadina che ospita il famoso castello, passato di proprietà tra numerose e potenti famiglie e più volte rimaneggiato, fino ad essere residenza reale dei Savoia. All’interno si possono ammirare numerose statue e decori architettonici, mobili e arredi preziosi, persino una stanza arredata con tessuti orientali, mentre all’esterno l’occhio è attratto dal vastissimo parco di oltre 170 ettari, che accoglie una delle numerose cascine utilizzate per scopi sperimentali. La cosa che più incuriosisce girando tra le vie del paese sono alcuni nidi enormi sui tetti di alcune case e di un paio di chiese, abitati da coppie di cicogne stanziali che ormai da diversi anni si riproducono con successo. In effetti non siamo distanti dal Centro Cicogne, raggiungibile tramite la strada secondaria che costeggia le mura del castello. Qui è facile avvistare esemplari in libertà di questi imponenti volatili, alla ricerca di insetti e rettili o intenti in coreografici voli sopra i nidi. Nel centro visite sono però quasi a portata di mano e non si spaventano all’avvicinarsi dell’uomo: ormai sono abituati e si sentono al sicuro.

 

Terre di Migliabruna

 


TERRE DI MIGLIABRUNA Si prosegue tra la piatta campagna, un tempo interrotta da lunghi filari di piante che costeggiavano i canali di irrigazione e le strade storiche, sostituiti oggi da alcuni capannoni agricoli per l’allevamento intensivo. Ma alcune vecchie cascine sono rimaste, sono state ristrutturate ed ancora abitate, come nel caso della Migliabruna, una enorme struttura in cui vivono alcune famiglie ancora legate alla terra ed ai suoi prodotti, seppur in modo non così stretto come un tempo, quando i reali venivano a caccia e a banchettare in queste immense corti.

 

Carmagnola sul finire

 


CRAMAGNOLA SUL FINIRE Siamo alle porte di Carmagnola, dove ogni anno a fine estate si svolge la curiosa Sagra del peperone: tra le bancarelle si possono acquistare ed assaporare il locale “Quadrato di Carmagnola”, ottimo per il consumo crudo, il “Corno di Bue” da peperonata o il “Tumaticot” adatto alla preparazione di antipasti. Solo una quindicina di chilometri di strada collinare ci separano dalla chiusura del giro a Pralormo, dove ad attenderci c’è ancora Messer Tulipano con qualche nuova fioritura dagli incredibili colori.

 

Bloc notes

 


 

 DOVE DORMIRE
Cisterna d’Asti (AT) Albergo-ristorante Garibaldi Via Italia 1, Tel. 0141/979118 Un albergo arredato in vecchio stile con sole sei camere ed un ristorante con un ampio menu e una fornita cantina.
DOVE MANGIARE
Canale (CN) All’Enoteca Via Roma 57, Tel. 0173/95857 A ridosso della piazza principale del paese, proprio sopra l’ufficio di informazioni turistiche, troverete un rinomato locate in cui gustare un menu selezionato, che spazia da carne cruda all’albese a formaggi selezionati e dolci fatti in casa, accompagnati da vini di ottima qualità, il tutto con prezzi adeguati all’alto livello.
DA NON PERDERE
Il castello di Prlaormo
INFORMAZIONI UTILI
Ufficio Turistico del Roero di Canale (CN) Tel. 0173/978228 www.roeroturismo.it
Ufficio del Turismo di Bra (CN) Tel. 0172/430185 www.comune.bra.cn.it
Castello di Pralormo (TO) Informazioni presso Pralormo Design Tel. 011/887740/884870 www.contessapralormo.com
Castello di Racconigi (CN) Tel. 0172-717185
Centro cicogne e anatidi di Racconigi (CN) Via Stramiano 30 Tel. 0172-83457
LINK
www.roeroturismo.it
www.comune.bra.cn.it
www.contessapralormo.com
METEO IN COLLABORAZIONE CON L'AERONAUTICA MILITARE
www.aeronautica.difesa.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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