Tiger Explorer XCA: tripudio di elettronica, sicurezza e piacere di guida

La maxienduro britannica si conferma un’eccellente globetrotter offrendo migliorie a motore e ciclistica, ma soprattutto un pacchetto elettronico completissimo e di facile utilizzo, per tutte le condizioni 

Tanti modelli per tutti i gusti

Tre versioni più stradali, con ruote in lega (XR, XRX e XRT) e due più adventure con ruote a raggi (XCX e XCA): la Triumph Tiger Explorer segue le orme della più piccola 800 e viene declinata in più varianti per accontentare piloti di diverse estrazioni ed esigenze (qui le foto della gamma). In Italia però vedremo solo la basica XR (15.550 euro c.i.m.), la “mediana” XCX (18.150 euro) e la top di gamma XCA (19.950 euro), protagonista quest’ultima della nostra prima presa di contatto sulle affascinanti strade dell’Algarve, in Portogallo (per un ripasso delle caratteristiche di tutte le Tiger Explorer, cliccate qui).
1/69 Triumph Tiger Explorer XCa 2016

Una marea di circuiti

La conferenza stampa, che apre ogni presentazione di un nuovo modello, è durata un’ora e mezza. Roba da uscirne bolliti. Di solito ce la caviamo con trenta, quaranta minuti di descrizione delle novità, grafici e domande ai tecnici. ‘Stavolta però c’è molto da raccontare: l’elettronica introdotta su questa moto è davvero tantissima, gestita da centraline, piattaforma inerziale, sensori sulle sospensioni. Cerchiamo di riassumere: cinque Riding Mode, quattro mappe per la risposta del gas, quattro livelli per il controllo di trazione, tre per il cornering ABS, addirittura nove per le sospensioni semiattive (TSAS). Esclusività Triumph: il sistema Hill Hold (si attiva con la leva del freno anteriore e mantiene il posteriore ingaggiato finché non si ingrana la marcia e si rilascia la frizione: utilissimo nelle partenze in salita con passeggero e stracarichi di bagagli). E poi c’è, sempre di serie, il cruise control, sella (pilota e passeggero) e manopole riscaldate, controllo della pressione pneumatici, parabrezza regolabile elettronicamente (peculiarità, quest’ultima, unica nel panorama maxienduro), due prese da 12V e una USB. Ci incasineremo -pensiamo un po’ preoccupati- quando la proveremo su strada: con tutte queste impostazioni elettroniche passeremo più tempo con gli occhi sul display digitale che sulla strada. 

Motore più potente e ciclistica più svelta

Invece no. L’utilizzo di tanta elettronica è reso semplice da un’interfaccia con il pilota intuitiva e facile da utilizzare anche durante la guida. Obbligatorio per noi, invitati a testare tutte le opzioni, provarle nelle diverse condizioni. Ma una volta impostate, nella guida “reale” non richiedono troppi interventi. Il risultato, in due parole, è una guida più sicura ed efficace. Sul fascicolo di marzo di Motociclismo vi spieghiamo con maggiore dovizia di particolari tutti i segreti della nuova Triumph Tiger Explorer: ora ci limitiamo a dire che la maxi britannica è ancora più gustosa di prima in ogni frangente. Merito anche delle modifiche a motore e ciclistica, che davanti a tanta innovazione del software passano quasi -ed erroneamente- in secondo piano. Il tre cilindri 1.215 guadagna l’omologazione Euro4, senza perdere carattere né prestazioni, che anzi crescono. La potenza arriva a toccare 139 CV a 9.300 giri/min, mentre la coppia -incementata soprattutto ai medi regimi- sale a 123 Nm a 6.200 giri/min. Il telaio invece ha una geometria più svelta, con quote di cannotto e avancorsa ridotte rispettivamente a 23,5° e 101,9 mm (prima erano 24,1° e 107,8 mm). 

Sì all’offroad, ma il suo regno è la strada

Il tallone d’Achille della precedente versione, ovvero il peso, però rimane: la XCA dichiara 258 kg a secco. Se su asfalto questi due quintali e mezzo sembrano sparire una volta in movimento (solo nelle manovre da fermo possono creare qualche problema ai meno esperti), nella guida fuoristrada si fanno sentire maggiormente. Le sospensioni semiattive e i sofisticati riding mode, oltre al traction control e all’ABS settabili in modalità off-road, abbinati all’ottimo bilanciamento generale della moto, offrono un consistente aiuto al pilota meno smaliziato, ma solo una buona dose di esperienza consente di avere il pieno controllo di questa maxi su fondi accidentati. La vera natura della Explorer è e rimane quella di magnifica globetrotter, con spiccata propensione per i lunghi viaggi, situazione in cui offre grande comfort al pilota e al passeggero, in virtù di una eccellente protezione aerodinamica, un’ergonomia azzeccata e un quasi inesistente tasso di vibrazioni. Se poi si vogliono divorare curve e tornanti, nessun problema: la Tiger Explorer asseconda anche gli smanettoni con tanto rigore e maneggevolezza, senza contare la forza di un motore pieno a tutti i regimi, elastico e progressivo.
 
Vedremo come se la caverà nella nostra comparativa, intanto ecco com’è andata nell’edizione 2015.
 
P.S.: di tutte le novità che Triumph ha presentato al Salone di Milano (e recentemente è arrivata anche la nuova Tiger Sport), la Tiger Explorer è la terza che proviamo. Cliccate qui per il test della Street Twin, modello entry level della nuova gamma Bonneville, e qui per quello della Speed Triple.

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