Meno auto e più due ruote ma troppo alcol

Più due ruote e meno auto ma resta il problema dell’alcol e la guida, specie per i più giovani. Lo dice il rapporto ACI-Censis 2010

RAPPORTO ACI-CENSIS 2010

È stato soprattutto il caro benzina a far ridurre l’uso dell’automobile agli italiani, facendo preferire mezzi alternativi come l’autobus ma anche i due ruote (moto, scooter, biciclette). Aumentano (+ 5,6%) gli automobilisti che scoprono di poter fare a meno delle macchina: nel 2010 il 26,6% ne ha ridotto l'uso contro il 21% del 2009. È quanto emerge dal XVIII Rapporto Aci-Censis “Automobile 2010” che studia la mobilità degli italiani.

 

Nelle pagine seguenti, gli altri aspetti principali del rapporto, a partire dalla crescita dei due ruote fino alla percezione di cattiva manutenzione delle strade.

PIù MOTO E SCOOTER

Nel 2010 – ci informa l’Ansa - è aumentato notevolmente (+8,9% rispetto al 2007) il ricorso ai mezzi pubblici urbani (utilizzati dal 49,5% degli intervistati, contro il 41,2% nel 2009) ed è cresciuto l'utilizzo delle due ruote, sia moto/scooter (17,9% rispetto al 14,9% del 2007), che bici (18,7% rispetto al 13,7% del 2007). Ad ogni modo, "l'auto privata si conferma il mezzo preferito per gli spostamenti ricorrenti, con il 90,4% delle preferenze", precisa il rapporto, spiegando che "aumenta la percentuale (+5.6%) di quanti - a causa del continuo aumento del costo del carburante - sono disponibili a modificare le proprie abitudini di utilizzo (il 73,4% non le ha modificate, contro il 79% del 2009), ma non si rinuncia all'uso quotidiano dell'auto.

BENZINA TROPPO CARA

La benzina continua ad essere percepita come la voce di spesa nettamente più cara rispetto a tutte le altre che rientrano nella normale gestione di un'autovettura. Oltre il 68% degli automobilisti (+4,5% rispetto al 2009) la indica come voce di costo superiore al giusto. Solo il costo dell'assicurazione viene considerato altrettanto eccessivo, anche se con un valore percentuale (55,8%) inferiore ed in calo (-1,5%) rispetto all'anno scorso". Ecco perché pensando all'auto ideale, seppur in un momento così difficile, su un aspetto gli automobilisti sembrano decisi: "meglio scegliere un diesel (20,2%) o un'auto alimentata a Gpl (13,2%). Maggiore perplessità destano il metano (3%) o l'ibrida (2,9%). L'auto elettrica, invece, continua a lasciare "indifferenti".

ALCOL E GUIDA

Lo studio racconta anche che per i giovani è impensabile uscire senza bere la sera. Il binge drinking (cioè l’uso smodato di alcol in una sola occasione, 6 o più bevande alcoliche) nella fascia di età fra i 18 e i 24 anni è stabile e riguarda il 22,6% dei maschi e l’8,4% delle femmine. Le sanzioni previste per chi viene trovato alla guida avendo superato i limiti previsti dal Codice è la preoccupazione principale per il 64,9% degli automobilisti seguita a distanza dall’eccesso di velocità con il 49,8%.

 

I controlli per la guida in stato di ebbrezza crescono sensibilmente (dai circa 250mila del 2006 agli 1,4 milioni del 2008) ma rappresentano soltanto il 4% delle patenti attive". Intanto il 93% degli automobilisti dice sì all'introduzione della "tolleranza zero" nel nuovo Codice della Strada. "Per nulla d'accordo" invece gli under30.

L’USO DEL CELLULARE ALLA GUIDA

Noi motociclisti lo vediamo ogni giorno: l’uso del cellulare alla guida di un’auto è una fonte importante di distrazione. Anzi, la prima fonte di distrazione per nove automobilisti su dieci, conferma lo studio. I giovani sotto ai 35 anni sono i più inclini a commettere infrazioni e fanno registrare percentuali più elevate della media nella quasi totalità delle violazioni: oltre il 30% supera i limiti di velocità e il 23,5% guida senza cintura, il 23,3% parla al cellulare senza vivavoce. Il 4% (ossia il quadruplo della media per tutte le fasce di età) ammette di guidare in stato di ebbrezza.

LE STRADE E LA CATTIVA MANUTENZIONE

I numeri accusano non solo gli utenti della strada ma anche chi le strade le gestisce. Tra i principali problemi della sicurezza stradale cresce la percezione di una cattiva manutenzione delle strade (8,5% rispetto al 7,8% del 2009) e dell'inefficienza della segnaletica nei punti pericolosi (3,9 rispetto al 2,9 del 2009). Il 63% dei patentati è non soddisfatto o solo "parzialmente" soddisfatto delle condizioni del manto stradale urbano; il 61,9% non ritiene soddisfacente lo stato degli attraversamenti pedonali; il 63,9% non giudica pienamente soddisfacente lo stato dell'illuminazione stradale. Sui percorsi extra-urbani (autostrade escluse), il 57,2% è poco soddisfatto dello stato del manto stradale; il 60,6% lamenta la carente situazione degli attraversamenti pedonali; il 52,7% segnala la presenza di guard-rail non sufficientemente funzionali.

 

In merito al Nuovo Codice della Strada, per il 52,2% non è più efficace. In particolare, il 66,1% considera il Codice carente in tema di limiti di velocità. Perplessi, invece, i giovani che considerano i limiti troppo severi in oltre il 40% dei casi. Maggiore austerità per la guida in stato di ebbrezza sarebbe accolta favorevolmente dal 77% degli automobilisti, soprattutto over 30 (76,3%) e over 45 (81,3%). I 18-29enni appaiono fuori dal coro: per il 32,4% di loro (il valore medio é 23%) il codice è fin troppo rigoroso e sarebbe opportuno rivederlo in un'ottica di minore austerità. Secondo il 54,2% dei patentati, infine, il Codice è ancora troppo poco attento agli utenti deboli.

STIME PER IL 2011

Il 2011, stando ai dati di questa analisi, sembrerebbe confermare i numeri negativi già visti nelle immatricolazioni del 2010, una previsione migliore riguarda invece le due ruote.  Solo il 3,9% degli italiani ha intenzione di acquistare un'auto nuova nel 2011, mentre circa l'8% pensa ad una nuova moto.Per rivitalizzare il mercato, secondo lo studio, più della metà degli italiani (il 47,5%) chiede una nuova fase di incentivi. La seconda richiesta è l'abolizione del bollo (24,3%), seguita (con percentuali di circa il 16%) da un calo netto del costo del carburante, sconti relazionati al reddito dell'acquirente, e un'assicurazione agganciata ai punti patente. Le auto low cost spingerebbero all'acquisto solo il 5,7% degli automobilisti, mentre un'auto completamente made in italy motiverebbe appena il 3,8% dei patentati. "Le auto straniere rimangono stabilmente le favorite tra gli automobilisti italiani, che ne guidano abitualmente una nel 54,7% dei casi, mentre nel 42,2% si affidano ad un modello made in Italy. Il restante 3,1% ne possiede una per entrambe le provenienze. Le ragioni che determinano l'acquisto di un'auto italiana sono correlate al risparmio e all'italianità del prodotto. In generale, le due principali ragioni di acquisto rimangono il buon rapporto qualità/prezzo (41,1%) e il costo competitivo (31,1%).

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