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KTM 1290 SuperDuke R al Mugello: la pista e la Bestia

Il paradiso non è prendere il caffè sulle nuvole, è il Track 'N' Test KTM, una giornata nel bellissimo tracciato toscano Mugello con la super maxi naked austriaca. Video e pensieri

Ktm 1290 superduke r al mugello: la pista e la bestia

Metto le mani avanti. Non aspettatevi gran che da questo articoletto; gran parte della mia creatività l'ho spesa per fare il video che trovate linkato, questi pensierini sono solo l'aggancio alle belle immagini. Vorrei parlare della 1290 SuperDuke R (di seguito SDR), ma siccome la prova completa uscirà sul prossimo numero di Motociclismo, non voglio raccontare troppe cose. No, non perché poi così comprate il giornale, ma perché mi pare brutto che sulla rivista si trovino dei concetti che ho già scritto da un'altra parte. Allora qui metto delle considerazioni che nella prova su carta non ci stanno, cose personali che esulano dal contesto. Ma prima guardate il video (e comunque potete ripassare il test del nostro Fabio Meloni, sia in strada che in pista, e riguardate la mega gallery)

 

 

LA 1290 FA PIANGERE

Le immagini del video sono belle non perché le abbia girate io, semplicemente perché quando si mettono insieme due spettacoli come il Mugello e la SRD vorrei vedere cosa si sbaglia. No, non prendo i soldi dalla KTM sapete bene che a noi giornalisti arrivano dalla BMW (a volte mi pare anche dalla Ducati), è che la 1290 fa piangere da quanto è bella da guidare. Adesso dico una cosa e mi manderete a quel paese: girare in pista è stato un grande stress. Non per la moto, anzi. La bestiaccia - ormai lo sapete - fa di tutto per metterti a tuo agio, e i 180 CV vengono fuori che manco te ne accorgi. Ma perché con tutta quella dinamite ci vogliono le gomme specifiche per la pista, invece la nostra SDR era equipaggiata con una coppia di quelle "sportive stradali ma anche per chi non disdegna una sgroppata in pista", che vanno bene per fare i giretti. Così abbiamo guidato benissimo, in bella armonia ma senza spingere troppo - resti tra noi, ma per farlo occorrerebbe anche essere capaci.

 

I QUATTRO PUNTI DELLO STRESS

Dicevo lo stress. Quale? Oltre le gomme ci sono altri argomenti che ti fanno parzializzare il gas che il ride by wire fa ridere. Eccone alcuni, in ordine casuale:

  1. stai usando la moto che poi prenderà Matteo (l'ha vinta al concorso KTM)
  2. stai facendo un servizio fotografico, se scassi la moto o rovini la tuta non si fa niente;
  3. meglio se, oltre scassare la moto e rompere la tuta, non ti fai male; 
  4. regola generale: evita figuracce.

 

ESCO IN DERAPATA DALLA ARRABBIATA 2

Infatti, nel primo turno, esco dalla Arrabbiata 2, do un po' di gas e... derapata. Oh, ma bella, eh? Proprio una pennellata con relativa virgola nera sull'asfalto. Ora, Elettronica? Fortuna? Bravura certo no, perché in quei casi tutto succede così rapidamente che non riesci a reagire. O comunque non riesci a reagire in modo da fare una bella derapata controllata. Parlo per me. In teoria il controllo di trazione avanzato come quello della SDR ti permette di spalancare in piega senza problemi, e poi pensa lui a recuperare le perdite di aderenza. In pratica invece, per i punti 1, 2, 3 e 4 di cui al paragrafo precedente (e mettici pure l'istinto), ho sempre guidato con il gas delicato, come se non avessi i controlli salvavita. 

 

“IL MIGLIOR CONTROLLO È IL POLSO DESTRO”

Ahahaha. Bella questa. L'ho riletta anche ultimamente. Chi l'ha scritta deve sicuro essere più in gamba di Rossi, Lorenzo, Marquez e compagnia. Una volta ci si azzardava a togliere tutto. Non tanto per fare i fenomeni, ma per vedere il lavoro dell'elettronica: la guidi con i controlli, poi senza e vedi la differenza. Questa volta non me la sono sentita di entrare al Mugello senza il controllo di trazione. 180 CV sono una bella quantità di cavallini, e anche se sono erogati dolcemente, quando la lancetta arriva verso i 7.000 giri a terra si scarica un bel po' di roba. A quel punto se sbagli ad aprire il gas anche di un millimetro, oppure sei piegato in grado in più, salti per aria. Valà, teniamo tutto, sammai.

 

ITINERARI: TURISMO AL MUGELLO

Allora in pista ho girato da turista. Davo gas quando la moto era discretamente verticale, piegavo il giusto, frenavo il giusto. D'altra parte al Mugello per andare forte non devi fare le staccatone, ma imparare le traiettorie e far correre la moto. Troy Bayliss diceva che al Mugello per fare il tempo si deve andare piano (se così fosse avrei il record). Voleva dire quello: far scorrere la moto, disegnare, tagliare... Ma quando giri ci sono dei curvoni, il Correntaio, la Bucine, la San Donato, che non finiscono più. Sei lì, in piega, aspetti, aspetti... e nel frattempo pensi, pensi... Pensi di essere lento. E hai ragione. Ma sì, d'altra parte a fine giornata ci ritroviamo tutti ai box, non cambia nulla. I tempi li lascio ai piloti, io i miei non li prendo nemmeno, così mi diverto. Dice, un mio amico amatore: "Al Mugello giro in 04, ma faccio una faticaccia, sono teso. Allora stacco quel maledetto cronometro e allora sì che mi diverto". Ecco, io faccio come lui, fatelo anche voi: se non siete in gara godetevi la pista senza guardare le velocità, le staccate, i tempi ridicoli. Che girando con la 1290 Super Duke di divertimento ce n'è da avanzo. 

 

HO DIMENTICATO UNA COSA

Arrivando a palla sullo scollino del rettilineo, tra i 280-290 di tachimetro, la ruota anteriore prende il volo; poco dopo sarebbe bello chiudere il gas e anche frenare. In parte la moto si solleva per la spinta del bicilindricone, ma non tanto poiché siamo già nei dintorni del regime di potenza massima, poi ci sono il lancio della "rampa" e l'aria che si prende addosso. Beh, comunque sia, è una bellissima sensazione. Ricapitolando: Mugello, 1290 x 180 CV scollino ai 280 su una ruota. Dai, c'è di peggio.

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