Enduro, Six Days 2015: clamoroso, Italia al 2° posto!

Nel Day3 succede il finimondo: molti piloti vengono squalificati per aver saltato un timbro e gli azzurri balzano al secondo posto dietro all’Australia. Nel Junior Trophy è battaglia tra Australia e Svezia. Mega gallery e video highlights

Enduro, six days 2015: clamoroso, italia al 2° posto!

Tre giorni se ne sono già andati. La Six Days 2015 (90esima edizione) ci sta regalando gioie e dolori, ma soprattutto immagini spettacolari (le trovate tutte a questo link) e colpi di scena a non finire. Come, per esempio, quello verificatosi mercoledì 9 settembre (Day3), secondo il quale i piloti partiti tra il minuto 8,05 e il minuto 8,07 hanno sbagliato bivio in trasferimento per cattiva segnalazione del percorso e sono stati tutti squalificati, compreso il nostro Manuel Monni (TM Racing). Ora la classifica si è rivoluzionata. È giunto il momento, dunque, di fare il punto della situazione a metà gara.

 

Day1: usa subito in testa

Prima dominavano il Motocross delle Nazioni, ora vanno fortissimo anche nell’Enduro. Gli americani sono gente tosta, quando c’è da dare il gas a due mani non si tirano di certo indietro, soprattutto se le speciali vanno loro a genio. E per andare a genio agli americani devono essere qualcosa di molto simile alle gare di GNCC, il particolare Campionato Americano di Enduro (al quale ha partecipato anche Alex Salvini in occasione dell’ultima tappa 2014). I trascinatori della squadra nel World Trophy sono Russell (KTM) e Ryan Sipes (Husqvarna), ma vanno fortissimo anche Thaddeus Duvall (Husqvarna), Taylor Robert (KTM) e il “vecchietto” Michael Brown (Husqvarna), quest’ultimo uno dei pochissimi ad essere rimasto fido al potente e pesante 500 4T. Il tempo scartato è quello di Gary Sutherlin (KTM). Segue, in seconda posizione a 1’ e 14” il Team Australia, che vanta il Campione del Mondo E3 in carica, Matthew Phillips. “Tazmania”, per correre la Six Days, ha scelto, ancora una volta, la KTM 350 4T anziché il suo solito 300 2T. Segno che il 2016 è l’anno giusto per cambiare cilindrata? Sappiamo solo che va forte anche con un 4T: meglio di lui solo Daniel Milner (Yamaha), sorpresa di due Six Days fa. Velocissimo, sempre per quanto riguarda il Team australiano, Joshua Green (Yamaha). La Francia parte a rilento, accusando un minuto e mezzo dai leader. Colui che in teoria sarebbe dovuto essere il capitano della squadra, in grado di segnare tempi strabilianti al momento giusto, è invece il più lento: Mathias Bellino (Husqvarna), leader attuale del Mondiale E3, soffre per 6 settimane di stop dovute ad un infortunio agli arti. Santolino (Sherco) porta la Spagna al 4° posto grazie ai preziosi contributi di Josep Garcia (Husqvarna), Jaume Betriu (Husqvarna) e Cristobal Guerrero (Yamaha). Per trovare l’Italia bisogna scendere fino al 5° posto. Quest’anno non disponiamo della miglior formazione possibile a causa della decisione di molti Team di non partecipare, ma ci difendiamo alla grande. Nel Day1 i più veloci sono Jonathan Manzi (Husqvarna) e Oscar Balletti (KTM). Ottimo l’esordio del crossista della MXGP Davide “Potta” Guarneri, con una giornata in crescendo in sella ad una TM 300 2T identica a quella del buon Manuel Monni. Soffre un poco di inesperienza il giovane Matteo Bresolin (KTM), mentre Nicolò Mori (KTM) dimostra di cavarsela in ogni situazione con il suo quattroemmezzo. L’Italia accusa un gap di oltre 4’ dalla vetta e deve guardarsi le spalle dal Portogallo, dalla Gran Bretagna e dalla Finlandia, ma la gara è ancora lunga. Qui sotto ecco gli highlights del Day1.

 

Per quanto riguarda la categoria Junior, l’Australia sembra imbattibile. Addirittura 3 i minuti rifilati ai secondi classificati (gli svedesi) e 4 e mezzo quelli fatti pagare ai terzi (i francesi). L’Italia arranca in sesta posizione, con Mirko Spandre (KTM), Michele Marchelli (Husqvarna) e Matteo Pavoni (KTM) quasi sugli stessi tempi, mentre Nicolò Bruschi (Honda) soffre per il recente infortunio.

 

International six days enduro 2015: video highlights day1

 

Day2: stesso percorso, risultati diversi

Il secondo giorno di gara prevede lo stesso identico percorso del Day1. Per tanti potrebbe essere una sorpresa sapere che l’italiano più veloce in questa giornata è Davide Guarneri, ma ai più esperti non sarà di certo scappata l’osservazione che “il Potta” è un crossista a tutti gli effetti (corre nel Mondiale MXGP!) e, da buon crossista qual è, va meglio il secondo giorno rispetto al primo perché conosce il percorso e lo stesso è più scavato. L’Italia recupera sì terreno alla Spagna, ma ne perde da Australia, Stati Uniti e Francia. In particolare, il Day2 vede come principali protagonisti i piloti australiani, che si prendono la virtuale leadership nel World Trophy grazie alle prestazioni al top di Daniel Milner e Matthew Phillips. Scivolano dunque in seconda posizione gli americani, ispirati da un sempre veloce Ryan Sipes. Mathias Bellino riacquista un po’ di forze ed è il secondo miglior francese, ma comunque i transalpini perdono terreno dalle prime due "nazionali". Evidenti problemi per Eero Remes (TM Racing), capitano della Finlandia, che paga 16 minuti di penalità a fine giornata e termina addirittura penultimo in E1.

 

Per quanto riguardo il trofeo Junior, l’Australia continua a dominare davanti alla Svezia e alla Francia. L’Italia entra nella top 5 grazie a Marchelli, Bruschi e Spandre, ma Gran Bretagna e Finlandia sono parecchio minacciose.

 

International six days enduro 2015: video highlights day2

 

Day3: rivoluzione

Le ore passano e le classifiche sul sito FIM ISDE 2015 non escono. Strano. Poi, mille notizie tutte in un colpo. Si dice che alcuni piloti, tra cui il nostro Manuel Monni, siano stati squalificati dalla direzione gara per aver saltato un timbro. Ma come? Campioni del motociclismo internazionale che fanno i furbi alla Six Days? No, impossibile. Poco dopo si vocifera che questi piloti (oltre a Monni, anche i francesi Marc Bourgeois, Anthony Boissiere e Jeremy Joly, il britannico David Knight, gli statunitensi Kairub Russell e Taylor Robert e gli spagnoli Lorenzo Santolino e Cristobal Guerrero) abbiano tagliato parte del percorso in trasferimento – saltando così il punto di ritrovo per il timbro – per un malinteso nella segnalazione del percorso stesso (una freccia in un posto sbagliato). A seguito di ricorsi presentati al termine della gara i piloti potranno partire domani, ma la situazione rimane sub judice e ulteriori decisioni saranno comunicate a manifestazione conclusa. A fine giornata l’Italia ottiene così il secondo posto nella classifica assoluta dietro alla dominatrice Australia, in testa al Trofeo con un tempo totale di 11h 21’ e 26’’. La Maglia Azzurra è seconda a 12’ 39’’ e 29 centesimi di distacco e conta un vantaggio di 11’ e 50’’ sulla Finlandia, terza. L’azzurro più veloce del Day3 (Monni a parte) è stato Oscar Balletti, mentre Davide Guarneri ha patito uno strappo all’inguine durante la Prova Speciale di apertura, inconveniente che lo ha rallentato anche negli Enduro Test successivi. Tirano dunque mezzo sospiro di sollievo gli australiani, mentre la Francia (Campionessa in carica) è addirittura ultima a 4 ore e mezza dalla nazione leader! Le cose sono disastrose anche per Gran Bretagna (22esima a 2 ore e 27’), Spagna (21esima a 2 ore e 23’) e Stati Uniti (20esimi a 2 ore e 15’).

 

Tutto regolare nella categoria Junior, con l’Australia sempre più sola al comando davanti alla Svezia. La Francia perde il 3° posto virtuale a favore degli USA, mentre l’Italia retrocede in sesta posizione, facilitando il rientro della Gran Bretagna nella top 5.

 

Giornata disastrosa anche per il Moto Club Italia, formato dai giovanissimi Andrea Verona (Suzuki 125 2T), Ivan Coniglio (Yamaha 125 2T) e Lorenzo Macoritto (KTM 125 2T): i tre azzurrini, dopo essere stati al comando del Club Team Award nella giornata d’esordio grazie a prestazione eccellenti da parte di tutti e tre i riders, sono prima scivolati in quarta piazza nel Day2 per alcuni errori commessi da Verona (alla prima apparizione ufficiale con il 125!) e poi si sono visti catapultare in 37esima posizione nel Day3 a causa del ritiro di Coniglio, quest’ultimo dovuto a problemi tecnici alla sua Yamaha. Ivan può proseguire la gara, ma il gap da colmare è immenso. La nota positiva è che i nostri giovani piloti, sfortune a parte, stanno andando fortissimo e si stanno facendo notare per la grande manetta. Forza ragazzi!

 

International six days enduro 2015: video highlights day3

 

Six days 2015 – classifica world trophy dopo il day3

  1. Australia 11h 21’ 26,37”
  2. Italia + 12’ 39,29”
  3. Finlandia + 24’ 28,88”
  4. Germania +29’ 9,08”
  5. Repubblica Ceca + 31’ 15,18”

 

Six days 2015 – classifica junior trophy dopo il day3

  1. Australia 6h 57’ 50,92”
  2. Svezia + 8’ 33,45”
  3. USA + 12’ 33,96”
  4. Francia + 14’ 11,21”
  5. Gran Bretagna + 15’ 40,01”
  6. Italia + 16’ 18,45”

 

Le classifiche complete sono consultabili a questo indirizzo

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