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Ancora cavi d'acciaio contro gli enduristi: tentato omicidio all'Elba!

Sventato pericolo per l'endurista Daniel Gamba, fortunatamente rimasto quasi illeso dopo aver rischiato la morte nei boschi dell'Isola d'Elba durante un giro in moto con un amico. Ecco il video onboard del fattaccio, le parole del Presidente della FMI Paolo Sesti e la dura lettera di Fabio Fasola

Ennesimo evento negativo (con "lieto" fine)

Torniamo a parlare, purtroppo, dei rischi che si corrono facendo enduro amatoriale. Non ci riferiamo agli ovvi pericoli insiti nella pratica del motociclismo, bensì di quelli causati dalle reazioni esagerate di alcune persone a cui i motociclisti proprio non piacciono. Nel 2015 (quasi 2016) è inaccettabile che al mondo ci sia ancora gente che pensa di poter diminuire il "traffico" di motocicli da fuoristrada sui sentieri vicino alla propria abitazione o ai propri campi tendendo cavi d'acciaio sui percorsi. Invvece è successo ancora, all'Isola d'Elba! Non è nè la prima volta che trattiamo l'argomento, ma speriamo che sia l'ultima: il fatto che per l'endurista non ci siano state lesioni o fatali (come purtroppo successo due volte in passato) non diminuisce la gravità della cosa.. Di seguito i fatti - descritti in maniera inequivocabile anche dal video onboard -, le dichiarazioni del malcapitato protagonista, Daniel Gamba. Pubblichiamo poi la lettera di Fabio Fasola, endurista d.o.c. che si schiera nettamente a “protezione” di Daniel Gamba; per finire con la presa di posiziione della Federazione e le parole del presidente Sesti.

Tentato omicidio

L'episodio è avvenuto qualche giorno fa, su un sentiero nella zona del Buraccio (Porto Azzurro). Come avete visto nel video, l'endurista Daniel Gamba stava percorrendo il tratto che da Schiopparello porta verso il Buraccio, fuori dai confini del Parco e lontano da abitazioni, quando si è trovato per terra senza sapere cosa fosse successo. La spiegazione è però apparsa subbito chiara: Daniel è stato fermato da un cavo tirato da parte a parte! Fortunatamente uno degli alberi a cui il cavo era assicurato ha ceduto, spezzandosi di netto cavo. Solo per questo e per la bassa velocità Gamba si è potuto rialzare con danni limitati a qualchhe escoriazione e petto e mani. "In quel tratto di semi rettilineo – racconta Daniel Gamba a Il Tirreno– quando scendiamo con il gruppo al completo andiamo molto più forte, ma in quel momento eravamo stanchi. È stata una fortuna. Mi sono trovato a terra, subito dopo ho visto l’albero tagliato di netto e il filo di acciaio era legato tra due alberi, aveva un’ampiezza simile a quella di una punta di una stringa". Evidentemente il passaggio dei motociclisti dà fastidio a qualcuno, ma quel sentiero è frequentato a che da appassionati di mountain bike: davvero non è certo in questo modo criminale che si risolvono questioni di convivenza che ogni tanto riemergono. Meglio discutere, trovare un compromesso, magari rivedere normative, piuttosto che eliminare letteralmente il problema uccidendo persone.

"Buon Natale, canaglia!", firmato Fabio Fasola

“Buon Natale, perché non è successo quasi nulla e se ne può parlare puntando alla ‘qualità’ dell’accaduto, inconcepibile e senza giustificazioni o attenuanti, senza doversi occupare della ‘quantità’, che sarebbe tragica, come lo è già stato altre volte. Chiunque tu sia voglio augurarti Buon Natale, perché tu possa riflettere sulla odiosa stupidità della tua idea, non originale e ignominiosa brutta copia del più brutto, perché verificato, atto criminale che si possa immaginare, l’agguato. Mi devi, però, togliere una curiosità. Mi devi dire come si fa a pensare di stendere un cavo invisibile tra due alberi, lungo un sentiero frequentato da motociclisti, ciclisti, escursionisti di ogni genere. Mi devi far capire come si può architettare, e soprattutto realizzare, una trappola mortale ai danni di una vittima che sarà innocente e a te sconosciuta fino al giorno della tragedia. Mi devi spiegare come può la mente umana deviare dal più elementare spirito di buon senso per inabissarsi in un atteggiamento così bieco. Quale platea potrà mai considerarti un vendicatore, se è questo che ti sei prefissato? Quale premio avresti pensato di ottenere, che non fosse relegato e circoscritto alla malattia che corrode l’unicità inarrivabile della tua mente distorta? Mi devi dire anche da dove vieni. Da quale ‘cultura’ e da quale paese. O vuoi forse farmi credere che sei un Elbano? No, questo non lo credo, non posso pensare che abbiamo un compaesano così maldestro e carogna, che esista un Elbano capace di andare contro sé stesso, contro la natura e contro la sua Isola. Un Elbano, se ha qualcosa da dire, ti si staglia davanti con un randello, o ti viene a cercare a casa. Non si nasconde dietro all’anonimato, nell’ombra o dietro ad un atto tanto ignobile. Ma forse tu non avevi niente da dire, e non hai detto niente, per fortuna. Per questo ti auguro Buon Natale. Avrai i tuoi cari attorno a te, se avrai saputo conservarne l’affetto, o non ne avrai affatto perché non meriti niente di peggio. Pensa che proprio uno dei tuoi cari poteva diventare la tua vittima. Ma, del resto, le trappole non sono state inventate per uccidere guardando in faccia o sapendo chi uccidi. Sono state ideate, e la tua non fa eccezione, per lanciare il sasso e avere il tempo di ritrarre la mano, per provocare una tragedia e stare a guardarla, per fare del male ignorando che esiste anche il bene”.
Fabio Fasola

Il Presidente FMI Paolo Sesti: “Episodio inaccettabile”

“Si tratta nuovamente di un episodio di inqualificabile e criminale ostilità nei confronti dell'Enduro”, ha dichiarato il Presidente della Federazione Motociclistica Italiana, Paolo Sesti. “Non è la prima volta che sentiamo parlare di un cavo di acciaio teso fra due alberi e purtroppo in casi analoghi abbiamo registrato episodi drammatici. Solo per fortuna, questa volta gli effetti sono stati una caduta e qualche graffio, ma l'episodio è inaccettabile! Faremo quanto in nostro potere per sollecitare le Aurorità, ed in particolare il Corpo Forestale dello Stato con il quale è in essere una stretta collaborazione, ad indagare ed aumentare la vigilanza verso questi atti criminali. Si può anche essere in disaccordo con la pratica legittima del nostro sport, ma per nessuna ragione si può attentare alla vita. Oggi la mia solidarietà va a Daniel Gamba con l’auspicio che questo increscioso episodio sia davvero l’ultimo”.

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