17 July 2014

Ducati 998 (2002): la storia, la tecnica, le foto

Questa volta parliamo di una delle moto più amate da tutti (se non l'amate avete qualcosa che non va): nel 2002 la Ducati sforna l'ultima evoluzione della 916, è la 998, disponibile in tre versioni, base, S e l'irraggiungibile R

Ducati 998 (2002): la storia, la tecnica, le foto

Il 2002 è un anno importante per la Ducati e per i Ducatisti: nasce la 998, l'ultima versione della mitica 916. È l'ultima in tutti i sensi, l'anno successivo arriva la 999, chiudendo, con mille polemiche, un'era cara a tutti (cliccate qui per la storia della 916 raccontata diretttamente da Tamburini).

La Ducati rinnova quindi le sue hypersport, raggiungendo l'apice dello sviluppo della serie 916. i modelli in gamma sono tre: la base, 998, la S e la stratosferica 998 R. La Ducati è stata molto attenta nella definizione di questi modelli, infatti non si distinguono solo per l'allestimento più o meno ricco, per i motori più o meno potenti, ma anche per la destinazione, e quindi per il carattere. La 998 è la stradale (alla maniera Ducati, non aspettatevi una CBR); la R è la sportiva estrema, splendida in pista, un tormento su strada; in mezzo c'è la S.

Sono tutte equipaggiate con il Testastretta introdotto nel 2001 con la 996 R (che quindi era una già 998), e arriva anche la splendida carena "liscia", cioè priva degli sfoghi laterali all'altezza del ginocchio; le prese d'aria sono sostituite da una coppia di condotti NACA collocati in basso, sotto il radiatore. La linea, ancor più pulita ed essenziale, è al top della forma. Per il resto, dettagli, finiture, comandi e cruscotto non cambia nulla; arriva però il giallo.

TESTASTRETTA PER TUTTI

Il Testastretta deriva dal 996, rivisto soprattutto nelle teste, disegnate per assicurare maggiori prestazioni. Il motore della 998 base non è il Coppabassa, ma ha i tradizionali carter prossofusi. Cambiano anche l'elettronica (centralina Marelli 5.9), gli iniettori passano sopra la farfalla, arriva un air-box di maggiori dimensioni, aumenta la sezione dei collettori di scarico (45 mm). Per la base la Ducati dichiara 124 CV (+11,6 CV), da 9,9 kgm (prima 9,5 kgm) e, già che c'è, pure un bell'allungo in più (picco di potenza a 9750 giri invece di 8500). La ciclistica è immutata nelle scelte tecniche, ma il traliccio è lo stesso della 996R del 2001, che a sua volta arriva dalla superbike. Nella 998 base La forcella è una Showa con steli di 43 mm trattati al TIN, e il mono è un Öhlins, che lavora con un'asta di rinvio regolabile in lunghezza. La frenata è affidata alla classica coppia di dischi di 320 mm, morsi da pinze Brembo a 4 pistoncini e due pastiglie; sui cerchi Marchesini a 5 razze sono montate le Pirelli Dragon Evo Corsa, nelle misure 120/70 e 190/50.

È UN PO' MENO DUCATI

La guida delle Ducati “serie 9” l'abbiamo già descritta una decina di volte, quindi ve la risparmiamo. Comunque la sostanza non cambia: nel corso degli anni ci sono state numerose migliorie e le hypersport di Borgo Panigale si guidano sempre meglio, sono sempre più veloci ma conservano il magico stampo della 916. Pregi e difetti. In questa nuova serie ci sono nuovi dettagli. Per esempio la base ha un'impostazione meno spinta della S e della R, scelta che privilegia la guida su strada penalizzando il tempo sul giro. Ovvio, non aspettatevi una bicilindrica alla tedesca, la 998 resta cattiva e duretta sulle asperità, ma è più facile da guidare sul misto e un pelo (un pelino) più confortevole delle altre versioni.

TESTASTRETTA, POTENZA E DOLCEZZA

Il Testastretta è effettivamente più potente del 996 della precedente versione base (+ 6 CV alla ruota), ma è soprattutto più facile da controllare, sia per la risposta più precisa all'acceleratore, sia per l'erogazione più rotonda. È anche più bilanciato e vibra meno (già vibrava poco). In sostanza è decisamente migliorato, ma nel contempo ha perso quel pizzico di giusta cattiveria che lo rendeva emozionante. Per ritrovarla comunque basta poco: con i suoi Termignoni e la sana Eprom la musica cambia. In tutti i sensi.

998 S, OTTIMO COMPROMESSO

La S compie un passo in più verso la Superbike. Sempre disponibile nelle livree rosso e giallo, in versione mono e biposto, cambia in qualche dettaglio, ha gli specchi in tinta con la carrozzeria e la cover del radiatore e la sottocarena in carbonio. Il telaio e le sospensioni sono quelle della base, ma ci sono l'ammortizzatore di sterzo Öhlins regolabile, la pompa del freno da 15 mm, e le pinze Brembo Serie Oro con 4 pastiglie separate. Il motore è il Testastretta in versione Coppabassa, potenziato a 136 CV. Il peso scende a 187 kg.

LA 998 R, UN PASSO VERSO LA SBK

La 998 R, al top della gamma delle hypersport Ducati, è equipaggiata con il Testastretta Coppabassa (pesca meglio l'olio e non cavita in nessuna condizione), con bielle in titanio, misure più spinte di alesaggio e corsa (104 x 58,8 invece di 100 x 63,5 mm della base ed S). Salgono anche il rapporto di compressione (da 11,4 a 12,3), i CV, che arrivano a 139 CV (124 la base) e la coppia, di 10,7 kgm (9,9 la base). Le sospensioni sono tutti Öhlins, forcella, mono e di sterzo, regolabile; i cerchi i Marchesini a cinque razze superleggeri (-1,2 kg); l'impianto frenante è lo stesso della S. Il peso scende ulteriormente, 183 kg dichiarati a secco. La 998R è disponibile sono nella versione monoposto, colore rosso e con specchi in tinta. Ha solo un difettuccio: se la vuoi devi sborsare ventisettemila eurini, sennò fai senza.

Se interessano altre moto, dettagli, foto di quegli anni seguite questi link:

- La storia delle maxi sportive vol.1 1996-1999

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- La storia delle maxi sportive vol.2 2000-2003
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