Coppie coniche da traversi

Ducati 750 GT 1974: special dirt track “Passocorto” firmata Roberto Totti. Prova di una moto con raro motore a coppie coniche, design stiloso ed essenziale, ma con soluzioni tecniche interessanti e inconsuete. Telaio e ciclistica sono invece totalmente artigianali

Stile e derapate

Le special in salsa scrambler e dirt track spuntano come funghi, ma si somigliano un po’ tutte e spesso sono solo vecchie enduro scarnificate, usate per andare a prendere l’aperitivo in centro e nulla più. Non è questa l’impronta della Passocorto, splendido esempio della fantasia e dell’ingegno di Roberto Totti, preparatore bolognese che non ha bisogno di presentazioni. Dalle café racer alle scrambler, dalle bobber alle streamliner fino alle endurance: non c’è stile che Roberto non abbia esplorato e reinterpretato. In quarant’anni di esperienza sui motori, e gli ultimi 25 dedicati esclusivamente alle special, l’estroso e geniale artista delle due ruote ha esplorato ogni genere di customizzazione, realizzando esemplari unici di grande fascino estetico e contenuti tecnici di rilievo. Una delle sue ultime creature è proprio la Passocorto, che abbiamo potuto fotografare (qui le immagini) e provare in un breve test nel parco di Monza in occasione di The Reunion 2016. Nata su progetto del collezionista Stefano Possati, coniuga la tecnica italiana con lo stile USA. Cuore della Passocorto infatti è un raro motore Ducati 750 GT con avviamento elettrico del 1974 (secondo i registri di Borgo Panigale ne sono state prodotte solo 660 unità). Telaio e ciclistica invece sono totalmente artigianali. Una sfida non indifferente. Lavorare con certe moto, quelle con un pedigree importante o costruite in un limitato numero di esemplari, è sempre un’incognita. Il rischio di rovinare un “pezzo” storico con una special banale è elevato. Ma dall’officina di Roberto Totti non è mai uscito nulla di convenzionale o dozzinale. 

Ruotato in avanti

E non lo è neppure questa bellezza. A partire dal motore che, come abbiamo anticipato, è un Ducati 750 degli anni Settanta con distribuzione a coppie coniche. Un gioiello di meccanica che Totti ha completamente smontato e revisionato, modificando al contempo il circuito di lubrificazione. Operazione, quest'ultima, resa necessaria dalla diversa inclinazione del motore: per contenere la lunghezza della moto (1.420 mm totali, da qui il nome Passocorto) e ricercare un migliore bilanciamento spostato verso l'avantreno, il bicilindrico è stato ruotato in avanti di 20°. Si sono dovuti quindi rivedere i passaggi dell'olio con tubazioni interne e una nuova chiocciola di pescaggio, con un sistema di recupero che invia il lubrificante direttamente sull'albero primario del cambio e sull'ingranaggio della 4ª marcia, quella che si trova più in alto e rischia di rimanere "a secco". Ma non è finita: due carburatori Dellorto PHF 30 provvedono ad alimentare il settemmezzo, che canta sonoro da due scarichi in acciaio inox separati, senza compensatore; uno spunta da sotto il motore, sul lato destro, l'altro sfiora il sottile codino, con il collettore che gira sotto la sella.

forcellone geniale

Nonostante l'ispirazione dirt track, la posizione in sella è abbastanza "tradizionale", con il piano seduta (trapuntato e rivestito in Alcantara) non troppo alto e il largo manubrio vicino al busto, per un pieno controllo. Le pedane sono un po' troppo vicine e costringono ad una posizione rannicchiata. Ma anche qui si deve sottostare ad una esigenza estetica: posizionandole più in basso si sarebbe rovinata la linea... Tra le gambe, la Passocorto è snellissima. Il telaio, realizzato in acciaio al Cr-Mo dallo specialista Davide Golinelli, è così attillato intorno al motore che si è reso necessario progettarlo scomponibile: in altra maniera non sarebbe possibile scinderlo dal propulsore. Un'opera d'arte.
Ma il vero colpo di genio è dietro. Il forcellone, ricavato dal pieno in ergal con evidenti nervature di rinforzo, ha una struttura originalissima, tipo a pantografo incrociato. Questa inusuale soluzione con due pivot sul telaio (sopra e sotto il pignone), che non fa variare la geometria della moto in accelerazione e in frenata (l'impianto frenante si affida a due dischi con pinze fisse a due pistoncini davanti e ad un tamburo a camma singola al posteriore), consente di mantenere inalterato il passo -e conseguentemente il tiro catena- in ogni condizione di marcia. Gli ammortizzatori con molle verniciate come il serbatoio, sono degli Öhlins regolabili nel precarico e in estensione; la forcella è una Ceriani con steli da 38 mm.

Non solo look

Audacia tecnica, finiture raffinate, stile personale: metteteli insieme e avrete una special di Totti. Cardini imprescindibili condivisi da Stefano Possati, proprietario e ideatore della Passocorto. "Un vero appassionato -commenta Roberto- nonché progettista di livello. Ci sono clienti che mi affidano la realizzazione delle proprie special senza intervenire. Stefano invece ha avuto un ruolo importante, dalla progettazione alla finitura, seguendo in prima persona ogni step, dalla ricerca del motore al disegno dei vari componenti". Qualcosa di più della solita moto cucita su misura. Questa, nello specifico, è costata un po' meno di 30.000 euro "Non ho tenuto il conto esatto..." dice Roberto. Non certo una cifra popolare, ma nemmeno esagerata, se si considera il livello delle lavorazioni e il fatto che oltre l'80% delle parti sono state costruite appositamente per questo modello. La Passocorto è ispirata alle corse sugli ovali di terra battuta, ma è piacevole ed equilibrata nella guida su strada. Il bicilindrico, rinfrescato e messo a punto, ha un tiro generoso ai bassi e medi regimi, accompagnato da un timbro sonoro e "pieno". La ciclistica dal canto suo trasmette sensazioni rassicuranti, condite da tanta maneggevolezza tra le curve e buona precisione direzionale. Perché ogni moto -secondo la filosofia di Roberto Totti- non si deve fermare all'estetica, ma deve conquistare anche e soprattutto per le sue doti dinamiche. Non possiamo che essere pienamente d'accordo.

Nella foto, Nicolò Codognola, di Motociclismo, con "Mr Traverso", Marco Belli

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