25 March 2013

Crash in moto: diminuiscono morti e feriti

Dai 1540 decessi del 2007 ai 1088 del 2011: un incoraggiante -29,3% dovuto all’accresciuta attenzione verso la sicurezza, sia delle moto e dei ciclomotori che dell’abbigliamento protettivo (per alleggerire l'argomento c'è anche qualche video divertente)

Crash in moto: diminuiscono morti e feriti

Andare in moto può essere pericoloso, si sa, ma i dati degli ultimi cinque anni suggerirebbero un notevole progresso in termini di sicurezza. Nel periodo 2007-2011, il numero dei decessi a seguito di incidenti stradali che coinvolgono mezzi a due ruote a motore è sempre diminuito (dati Istat), facendo segnare un -4,5 nel 2007, -10,4% nel 2008, -9,5% nel 2009, -8,2% nel 2010 e -5,1% nel 2011. In totale, quindi si è passati da 1540 decessi a 1088, un incoraggiante -29,3%. Il trend vede calare… il calo, ma ovviamente è più difficile mantenere cali percentuali consistenti de alla base c’è un numero di decessi che (fortunatamente) diminuisce. Va sottolineato che dal 2000 al 2005 il numero delle vittime fra i motociclisti e i ciclomotoristi era addirittura cresciuto passando da 1.378 a 1.505, con 127 lenzuoli bianchi in più stesi sulle strade, +9,2%.

 

FERITI IN CALO MA…
Più timida la diminuzione del numero dei feriti negli scontri fra veicoli a due ruote motorizzate: -17,1%, da 90.551 a 75.065, con un calo totale di 15.486 ingressi al pronto soccorso. Ma l’andamento della diminuzione è altalenante di anno in anno, fino ad arrivare addirittura ad un aumento dell’1,5% nel 2011. Insomma, in moto si cade e si continua a cadere (anche se un po’ meno), ma le conseguenze sono fatali in sempre meno casi. Rimangono altre conseguenze antipatiche, come il fatto che Inail non indennizza chi si è infortunato a seguito di incidente in moto sulla via per il luogo di lavoro… (cliccate qui).

 

2012 INCORAGGIANTE
Se per il 2012 non sono ancora disponibili i dati Istat, ci sono però già i numeri raccolti dall’Osservatorio il Centauro - ASAPS (Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale) riguardo gli incidenti nei fine settimana, riferiti ai rilievi di Polstrada e Carabinieri, che tracciano un profilo discreto per i veicoli a due ruote: a fronte dei 398 incidenti mortali nel 2011, per il 2012 se ne contano 348 (-12,6%).

 

IL LAVORO SULLA SICUREZZA (ANCHE IL NOSTRO) DÀ I SUOI FRUTTI
Secondo Ancma, gli elementi chiave di questo trend sono i progetti legati alla sicurezza stradale e gli sforzi dei costruttori di caschi e capi d’abbigliamento, in grado di garantire una sempre maggiore protezione nei confronti dell’utente a due ruote. Il notevole -10,4% del 2008 coincide con l’aumentata consapevolezza nei confronti dei dispositivi di protezione, cui tra l’altro contribuì anche Motociclismo, proprio con la campagna a favore dell’uso del paraschiena: 3.000 dispositivi omologati consegnati in cambio della “rottamazione” di quelli non omologati. La nuova frontiera della sicurezza sarà l'air bag, magari integrato nel giubbotto.

 

MA SI PUÒ FARE DI PIÙ
Anche se la sicurezza va migliorando, c’è ancora da lavorare, come ha dichiarato Corrado Capelli, presidente di Confindustria ANCMA: “È chiaro che sui dati, ancora problematici, ci sono ampi margini di miglioramento e l’AssociazioneNazionale Ciclo Motociclo e Accessori è impegnata nella direzione della prevenzione della campagne di sensibilizzazione, che concorrono a raggiungere traguardi importanti”.
Infine non dimentichiamo che molto dipende da noi, pertanto rimane obbligatorio usare la testa, anche col migliore dei caschi indosso. Seguite il consiglio di Mick Doohan, e magari anche il nostro Manuale di sopravvivenza urbana per motociclisti (lo trovate cliccando qui). Infine occhio al fondo stradale (cliccate qui per una situazione assurda romana, qui invece il corrispondente milanese) e non perdetevi questo articolo che vi insegna a guidare sul bagnato.

Ed ora alleggeriamo un po' l'articolo, guardate questi video

 

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