di Beppe Cucco - 06 maggio 2020

Incentivi, defiscalizzazioni per l’abbigliamento e chiarezza sull’uso della moto

È quanto chiesto dal Presidente della FMI Giovanni Copioli e da quello di Ancma Paolo Magri in una lettera inviata al premier Conte e ai titolari dei dicasteri dei Trasporti e dello Sport

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Con l’avvio della “Fase 2” e l’allentamento delle misure imposte dal lockdown messo in atto per cercare di contrastare la pandemia di Coronavirus (che hanno provocato un crollo del -97% del mercato), moto e scooter saranno fondamentali per la mobilità, soprattutto quando le città verranno messe sotto pressione dai pendolari che dovranno tornare a lavoro. I mezzi pubblici funzioneranno a capienza ridotta, con obbligo di mascherina e distanziamento. L’alternativa potrebbe essere l’automobile, ma il risultato sarà un livello di traffico davvero elevato. Così le due ruote giocheranno un ruolo importante per decongestionare le città e ridurre i tempi di percorrenza.

Per questo motivo la FMI (Federazione Motociclistica Italiana) e Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) chiedono a gran voce una serie di misure che potrebbero venir messe in atto per incentivare l’uso delle due ruote. Per farlo, il Presidente della FMI Giovanni Copioli e quello di Confindustria ANCMA Paolo Magri hanno inviato lettera al premier Conte e ai titolari dei dicasteri dei Trasporti e dello Sport. Sul tavolo, tra le altre cose, la richiesta di incentivi all’acquisto, defiscalizzazioni per abbigliamento protettivo e maggiore chiarezza nelle disposizioni per l’uso delle moto, sia in ambito sportivo che in quello turistico.

Nella pagina successiva trovate il testo integrale della lettera inviata al Governo, restiamo in attesa di una risposta.

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FMI - Ancma 

Ill.mo Presidente del Consiglio

Giuseppe Conte

E pc On. Vincenzo Spadafora

Ministro per le Politiche Giovanili e Sport

On. Paola De Micheli

Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti

Egregio Presidente, siamo i rappresentanti del mondo motociclistico italiano: Giovanni Copioli, Presidente della Federazione Motociclistica Italiana (FMI), e Paolo Magri, Presidente dell’Associazione Nazionale Costruttori Motocicli e Accessori (ANCMA).

FMI vanta 110.000 Tesserati (motociclisti praticanti), affiliati tramite 1.740 Moto Club diffusi sull’intero territorio nazionale.

ANCMA rappresenta Aziende che operano in Italia attraverso 13.500 dipendenti diretti i cui prodotti sono venduti tramite 6.000 Punti Vendita diffusi sull’intero territorio nazionale, generando occupazione per un indotto di 90.000 persone.

Nell’anno 2019 sono stati immatricolati in Italia 250.000 tra motoveicoli e scooter, mentre gli utenti delle due ruote a motore sono attualmente circa 8.000.000 milioni di persone.

La Federazione Motociclistica Italiana ha in corso importanti collaborazioni con le più importanti Istituzioni nazionali, dalla Protezione Civile all’Arma dei Carabinieri a diversi Ministeri, cui si aggiunge tra l’altro la firma di un recentissimo accordo con Federfarma per la distribuzione di medicinali alle persone in difficoltà.

Ci rendiamo perfettamente conto delle difficoltà operative in cui è costretto a lavorare il Governo Italiano in queste settimane.

Desideriamo però attirare con forza la Sua attenzione verso alcuni argomenti di particolare importanza, proprio a fronte dei numeri sopra elencati.

  1. Situazione Economica, Mobilità e Circolazione. La prolungata chiusura obbligata delle Aziende e degli Esercizi Commerciali ha provocato un fortissimo calo dei rispettivi fatturati. E' dunque assolutamente importante individuare soluzioni per aiutare il settore a risollevarsi il più velocemente possibile. Lo strumento degli incentivi economici è indispensabile per favorire l’accesso dei cittadini a un mezzo di spostamento sostenibile e per aiutare aziende e concessionari a smaltire gli stock di veicoli euro 4 formatisi a causa del lockdown. Moto e scooter anche elettrici, hanno un ruolo decisivo nel risolvere i problemi di traffico e certamente rispettano il fondamentale distanziamento sociale. In più sulle medie e lunghe distanze (tangenziali e strade a grande percorrenza) risultano decisamente più idonei. Nel momento in cui si chiede alla popolazione il massimo rispetto riguardo il distanziamento fisico, favorire nel modo più ampio possibile l’utilizzo del mezzo a due ruote a motore, a basso livello di inquinamento, a ridotto “consumo” di spazio in movimento ed in parcheggio, è un elemento che dovrebbe essere preso in concreta considerazione da parte del Governo, così come anche incentivare gli indispensabili supporti di sicurezza (casco e abbigliamento tecnico), attraverso una defiscalizzazione per incoraggiarne l'acquisto. Anche le 1740 società affiliate alla Federazione Motociclistica Italiana, spina dorsale delle attività turistico\sportive in Italia, avranno poi bisogno di un aiuto economico per garantire la loro stessa sopravvivenza.
  2. Discrezionalità Regionali, Attività sportiva individuale e Atleti di Interesse Nazionale. Siamo costretti a lamentare con Lei, che sicuramente ne è perfettamente cosciente, la grande discrezionalità delle disposizioni emanate dalle singole Autorità Regionali, riguardo l’uso delle motociclette sia per la pratica del “Mototurismo” che di quella più propriamente “Sportiva”. Questo genera grande confusione nei nostri utenti, che faticano a districarsi in una enorme mole di norme diverse, spesso in contrasto tra loro, alimentando le loro proteste anche nei confronti dell’Autorità di Governo. Dal 4 maggio si possono effettuare attività sportive individuali, ma nei documenti ufficiali non riusciamo a trovare la chiarezza che auspichiamo riguardo l’uso delle motociclette, strumento a guida singola e distanziata per eccellenza. Siamo invece fermamente convinti che l’uso sportivo della motocicletta, in pista o in fuoristrada, abbia caratteristiche decisamente simili a quello della bicicletta o del cavallo. Dal punto di vista sportivo la Federazione Motociclistica si è immediatamente adeguata alle richieste governative, identificando un gruppo di Atleti di Interesse Nazionale e dando precise Linee Guida per l’utilizzo degli Impianti. Ma proprio per la natura del mezzo tecnico utilizzato, sia in gara sia in allenamento, limitarne l’uso ad un gruppo ristretto di utenti ci appare una discriminazione non giustificata dalla situazione, visto altresì che il motociclismo conta ben 23 diverse discipline; limitare pertanto gli allenamenti agli atleti di interesse nazionale trascura la maggioranza degli appassionati che formano una base consolidata e indispensabile per le nostre attività.

Da ultimo evidenziamo che la FMI ha iscritte al proprio Registro Storico oltre 250.000 motociclette. In molte parti del nostro Paese ci sono limitazioni e divieti per la loro circolazione o nei centri cittadini. In questa fase, ma anche all’auspicato ritorno alla normalità, si potrebbero sospendere questi divieti perché anche le moto storiche, se ufficialmente certificate, possono rappresentare una valida alternativa alla mobilità. Fiduciosi di potere ottenere la Sua attenzione, e nella certezza che queste osservazioni possano essere recepite dai Ministeri competenti, restiamo ovviamente a piena disposizione per ogni possibile confronto, in qualunque momento riterrete di volerci coinvolgere.

La ringraziamo dunque sentitamente per l’attenzione, inviandoLe cordiali saluti

Giovanni Copioli

Presidente Federazione Motociclistica Italiana

Paolo Magri

Presidente Confindustria ANCMA

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